Festa della Liberazione, l’intervento del Sindaco di San Giuliano Terme Sergio Di Maio

SAN GIULIANO TERME – L’intervento del sindaco di San Giuliano Terme, Sergio Di Maio, in occasione del settantacinquesimo Anniversario della Liberazione d’Italia.


Monumento ai caduti della Romagna (Molina di Quosa), 25 aprile 2020.

“Care concittadine, cari concittadini

È molto strano trovarmi qui, oggi, al monumento ai caduti della Romagna, senza di voi. Senza i ragazzi delle scuole, che tradizionalmente concludono qui il loro percorso con il Progetto Memoria.

L’emergenza sanitaria ci ha obbligati a ridurre in maniera drastica i festeggiamenti per il 25 aprile, una delle ricorrenze a cui la nostra comunità è maggiormente legata e su cui ha forgiato la sua identità più autentica e profonda.

Quell’identità che voglio riconoscere anche nel nostro Paese, l’Italia, proprio oggi, nel giorno in cui settantacinque anni fa è stata liberata dal nazifascismo. E lo voglio riconoscere nonostante tutto e tutti, nonostante i segnali talvolta preoccupanti che periodicamente arrivano dalla cronaca quotidiana, tra nuovi fascismi e prove di intolleranza diffusa. Per questo, a Festa della Liberazione ritengo con decisione di affiancare l’altro splendido nome di questo giorno speciale: Anniversario della Resistenza.

Resistenza che si fonda sugli unici veri valori non negoziabili: pace, tolleranza, solidarietà, democrazia, inclusione e antifascismo. Valori che hanno ispirato la nostra Carta costituzionale.

Questi valori li condivido con le associazioni che, come amministrazione comunale, abbiamo fortemente voluto con noi, oggi, rispettando ovviamente tutte le regole: l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia sezione di San Giuliano Terme e l’Azione Cattolica di Pisa (comitato interparrocchiale della Valdiserchio). Ringrazio in particolare Stefano Benotto e Stefano Pecori, che sono intervenuti prima di me.

Festeggiamo settantacinque anni di libertà iniziati con un fortissimo sentimento di unità. La stessa unità che serve oggi, a partire dalle comunità locali, dalle storie che ci uniscono.

Il 25 aprile 2020 a San Giuliano Terme porta con sé un’altra particolarità.

È il primo 25 aprile senza partigiani viventi a “custodire” la nostra comunità.

L’ultimo testimone attivo dell’epoca, Duilio Cordoni, ci ha lasciati qualche mese fa e il mio pensiero è andato spesso a quel giorno in cui ci siamo stretti nel suo ricordo, riuniti nel Parco del Partigiano di Asciano intitolato a “Uliano Martini”. Inevitabile pensare anche alla brigata “Nevilio Casarosa”, allo stesso Uliano, a Livia Gereschi e ai tanti altri protagonisti della nostra storia. Non li cito tutti, avremo modo di ricordarli come meritano. 

Di sicuro, hanno contribuito in maniera decisiva al riconoscimento che portiamo con orgoglio a ogni iniziativa istituzionale: la Medaglia d’argento al merito civile, che il Comune di San Giuliano Terme ha ricevuto a settembre del 2018 per mano del Presidente della Repubblica con una motivazione che non mi lascerà mai indifferente: la nostra comunità, in quella tragica estate del ’44, “…nonostante le razzìe, i rastrellamenti e le uccisioni indiscriminate ad opera dei tedeschi, diede prova di un ammirevole spirito di resistenza e di straordinarie virtù civiche, ispirati dai più alti ideali di libertà e di democrazia”.

Adesso, più che mai, tocca a noi. Adesso siamo davvero rimasti soli nella lotta per conservare la libertà e far vivere quegli ideali di pace e democrazia sui cui si fonda la nostra società. Non mi stancherò mai di ripeterlo.

Mi è capitato di leggere che, quando muore un partigiano, sui monti che hanno fatto da sfondo alle sue battaglie per la libertà nasca un fiore.

Mi piace credere a questa spiritualità viva e radicata dentro al nostro sentire e al nostro agire. Soprattutto di chi, come noi, è chiamato a prendere decisioni, anche molto importanti, per un’intera comunità.

Una comunità come la nostra si fonda sulla memoria.

Colgo l’occasione per ribadire la nostra scelta di potenziare il Progetto Memoria, che il Comune di San Giuliano Terme svolge in collaborazione con i Teatri della Resistenza dal 2015 e che è destinato a svilupparsi e adattarsi alle nuove tecnologie, sia per quando potrà ripartire nelle scuole, sia per renderlo il più possibile fruibile dai giovani in generale. Sia, purtroppo, per l’inevitabile futura mancanza di testimonianze dirette dei fatti storici di cui la comunità di San Giuliano Terme è stata protagonista in quegli anni. 

Questo 25 aprile sarà dunque dilatato nel tempo e itinerante: quando potremo rivederci, tutti insieme, lo festeggeremo in ogni frazione di San Giuliano Terme. Poi, sempre tutti insieme, torneremo qui, alla Romagna.

Desidero rivolgere un ringraziamento particolare ai testimoni del tempo, alle scuole e alla Filarmonica Sangiulianese, che ogni anno accompagna questa manifestazione.

Voglio chiudere con una citazione divenuta ormai un classico del 25 aprile, ma che trovo molto più adatta del solito, visto il preciso momento storico e sociale che viviamo, ognuno nel proprio ruolo”.

È una frase di Piero Calamandrei:

“La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni, e che io auguro a voi, giovani, di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, dando il proprio contributo alla vita politica”.

Faccio mio questo augurio e lo rivolgo a tutti voi.

Ricordatevi che “la storia non ha nascondigli e non passa la mano”. Che la storia, se lo vogliamo, siamo davvero noi.

Buon Anniversario della Resistenza.

Buon 25 aprile.

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