Fibromialgia e fatica cronica: c’è anche il contributo dell’Aoup nelle linee guida nazionali

PISA – C’è anche lo zampino dell’Aoup nelle nuove linee guida nazionali, presentate a Roma nel marzo scorso, sulle più recenti e validate acquisizioni scientifiche sulla Chronic Fatigue Syndrome, comunemente conosciuta come sindrome da stanchezza cronica, che colpisce particolarmente le donne ed è difficile da diagnosticare. pisa_ospedale_cisanello0112La reumatologa Laura Bazzichi (nella foto), infatti, responsabile dell’Ambulatorio di fibromialgia e fatica cronica dell’Unità operativa di Reumatologia dell’Aoup (direttore, Prof. Stefano Bombardieri) è fra gli autori di alcuni capitoli del documento, promosso da Age.na.s-Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, nell’ambito di un più vasto progetto strategico del Ministero della Salute sulla medicina di genere e l’appropriatezza delle cure. L’idea era di costituire una task force di esperti nazionali, per elaborare un documento che puntualizzasse gli aspetti salienti della patologia con un’ottica di genere e con l’autorevolezza di un’ampia ricerca bibliografica e multidisciplinare. E la Dr.ssa Bazzichi ha portato nelle linee guida il bagaglio di esperienze maturato a Pisa dove, da anni, esiste il Geff-Gruppo esperti fibromialgia e fatica cronica, cui afferiscono numerosi specialisti dell’Aoup, che svolge attività assistenziale all’interno dell’Ambulatorio dedicato nella Reumatologia del Santa Chiara. A lei si affiancano infatti psichiatri, psicologi, biologi, farmacisti, nutrizionisti e, a rotazione, si aggiungono fisiatri, gastroenterologi, infettivologi e neurologi. L’attività viene svolta il giovedì in regime di day service: al mattino, il paziente affetto da fibromialgia o sindrome della fatica cronica esegue un percorso assistenziale che prevede una serie di esami prestabiliti; nel pomeriggio, viene valutato in contemporanea da tutti gli esperti del gruppo. L’organizzazione prevede al mattino cinque day service e 15 visite ambulatoriali multidisciplinari pomeridiane; vengono seguiti oltre 2000 pazienti con fibromialgia e oltre 200 con fatica cronica. Uno dei problemi principali della sindrome da fatica cronica è la difficoltà nel riconoscerla, dal momento che il sintomo predominante è la stanchezza. Ecco perché, non di rado, lo scetticismo provoca ritardi diagnostici, con gravi disagi per i pazienti, che lamentano per anni un pessimo livello della qualità della vita. Nota anche come encefalomielite mialgica, è una patologia che si manifesta generalmente in soggetti adulti tra i 20 ed i 40 anni (nella maggior parte dei casi donne) ed ha un andamento ciclico. Chi ne è affetto lamenta, oltre alla stanchezza disabilitante, che riduce di oltre il 50% le proprie attività, anche dolori delle ghiandole linfonodali cervicali e ascellari, faringite, febbricola, dolori muscolari e articolari, cefalea, problemi di concentrazione e memoria, disturbi del sonno. La fatica che caratterizza la malattia non solo non si allevia con il riposo ma si aggrava in seguito allo svolgimento di attività fisiche e/o intellettuali. Con l’avanzare della malattia si possono associare disturbi dell’umore di tipo reattivo. Quanto alla diagnosi, si può dire che la prognosi, alla fine, si ottiene per esclusione di altre forme patologiche, compresi i disturbi psichiatrici correnti, ed è generalmente confermata se il paziente presenta almeno 4 dei sintomi sopra correlati per almeno 6 mesi. Le terapie attualmente somministrate prevedono, quanto a farmaci, antidepressivi, cortisonici, antivirali, integratori, immunostimolanti e/o immunosoppressori, associati a terapia cognitivo-comportamentale e ad una moderata attività fisica.

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