Filippeschi consegna la Torre d’Argento al Pronto Soccorso di Pisa

PISA – È stato consegnato venerdì 22 Giugno dal Sindaco Marco Filippeschi la Torre d’Argento all’unità di Pronto Soccorso di Pisa. Una consegna alla fine del proprio mandato per la prima volta non ad una persona fisica ma ad una struttura.

di Giovanni Manenti

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La cerimonia di consegna, da parte del Sindaco Marco Filippeschi ed alla presenza del Direttore Amministrativo dell’Azienda Ospedaliera Dr. Marco Milli e del Dr. Massimo Santini, nonché di una rappresentanza di Medici, Tecnici ed Infermieri, del Premio “Torre d’Argento 2018″, giunto alla sua ottava edizione.

“Sono onorato a fine del mio mandato di poter consegnare per la prima volta la “Torre d’Argento”, non ad una persona fisica (tranne che ai Fratelli Taviani, ma comunque persone fisiche ndr), ad una unità di eccellenza come il Pronto Soccorso dell’ospedale di Cisanello –afferma Marco Filippeschi – di cui sono stato testimone durante il mio mandato del suo trasferimento dal Santa Chiara, sostenendo una mole non trascurabile di accessi che nel 2018 hanno superato le 90mila unità e rappresenta una porta per la nostra città e rappresenta una eccellenza unica a livello non solo locale, ma anche regionale e nazionale.

Auspico che si possa incrementare e migliorare il Pronto Soccorso per poter sempre più affrontare le emergenze ed in più voglio rilevare come il premio viene assegnato ad un particolare settore del lavoro quale riconoscimento per la loro professionalità e finanziato assieme alla Croce rossa italiana, alla Pubbica Assistenza ed alla Misericordia di Pisa, Enti che operano in parallelo e sinergia all’ente ospedaliero”.

“Sono emozionato ed orgoglioso di dirigere un gruppo di medici ed infermieri – afferma il Dr. Santini – cui va il merito di questo premio, ma non si può dimenticare che il premio consegnato quest’oggi è anche da dedicare s coloro che si sono succeduti negli anni prima di noi, con l’impegno di fare sempre meglio in futuro anche quando gli accessi dovessero superare quota 100mila, poiché questo non deve essere un punto d’arrivo ma di partenza anche nell’ottica della futura espansione dell’Unita ospedaliera a seguito del trasferimento a Cisanello delle residue cliniche ancora esistenti a Santa Chiara”.

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