Filt Cgil Pisa: “Ecco perché gli utenti della Provincia restano alle fermate”

PISA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del coordinamento dei autoferrotranvieri della Filt/Cgil Pisa riguardo ai continui disservizi che quotidianamente si registrano sulle linee di trasporto pubblico gestite dalla Compagnia Toscana Trasporti Nord Srl.

“La scrivente Organizzazione Sindacale è più volte intervenuta sui media locali per denunciare questo stato di cose. Abbiamo messo a conoscenza anche l’apposita commissione di controllo del Comune di Pisa di quanto sta accadendo ai danni degli utenti pisani. Ma nostro malgrado, nessuno si è fatto carico d’intervenire nei confronti della CTTN affinché questa situazione trovasse una soluzione soddisfacente per tutti. Questo stato di cose è vero, nasce dal fatto che ad oggi la gara per l’assegnazione del TPL non è stata ancora determinata, e che di conseguenza i tanti auspicati finanziamenti per l’acquisto di nuovi mezzi di trasporto non sono stati destinati all’aggiudicatrice della gara stessa, ma è anche colpa di una cattiva organizzazione di tutto il sistema di manutenzione. Quello che nel 1995 era stato presentato come il progetto per un’officina a carattere Regionale con impianti all’avanguardia, con una carrozzeria con due forni per la verniciatura di veicoli da 18 metri, oggi si è ridotto ad una cattedrale nel deserto. L’Officina di Ospedaletto, di proprietà della CTT Nord, non viene usata dalla stessa proprietà, neppure per riparare i propri mezzi aziendali. Per effettuare le riparazioni vengono chiamate ditte esterne che inviano i loro lavoratori nell’officina di Ospedaletto, oppure gli autobus guasti sono mandati a riparare in officine private esterne. Questo vuol dire che ciò che noi andiamo denunciando da tempo, ovvero che le maestranze impiegate per le riparazioni in officina sono poche, corrisponde al vero. Anche gli interventi sugli pneumatici sono stati esternalizzati, così abbiamo assistito ad un calo di sicurezza in quanto gli pneumatici vengono gonfiati ad atmosfere troppo alte oppure le ruote vengono strinte troppo con la conseguente rotture delle colonnine che fissano le ruote ai dischi. Inoltre le manutenzioni vengono effettuate a chilometraggi sempre più lunghi anziché in tempi più brevi, visto l’anzianità del parco veicolare in dotazione alla CTT Nord che supera abbondantemente i 13/14 anni. L’organizzazione che è stata impostata in officina, ha ridotto il numero degli addetti che dovrebbero operare affinché i tempi di fermo macchina per le riparazioni siano minimi. Si sono costituite squadre di pronto intervento che non rispondono alle necessità del servizio, questi non sono messi nelle condizioni di intervenire per mancanza di strumenti idonei, hanno solo un furgone e con poche attrezzature, di conseguenza spesso il loro intervento è finalizzato a chiamare la ditta esterna che traina i bus fermi nell’officina. Tutto questo viene messo sull’altare del risparmio, con le conseguenze che oggi tutti vediamo. Quotidianamente 10/12 autobus mancano e non escono dal deposito, addirittura si rompono per la strada o come di recente accaduto prendono fuoco. Non si effettuano corse bis e decine e decine di scolari restano a piedi alle fermate e i genitori sono costretti ad accompagnarli o a andare a riprenderli a scuola. Questa situazione si tocca con mano su tutte le linee dell’intera Provincia, a Pontedera, a Caprona, sull’Urbano di Pisa, a Tirrenia, nella val di Cecina e chi da 5 anni amministra e gestisce la CTT Nord, sa solo scaricare le colpe su chi ha gestito la ex CPT. I responsabili, secondo il Direttore di Produzione (che ha assunto gli incarichi di direttore Tecnico e di direttore di Esercizio), sarebbero i sindacati Pisani e i vecchi dirigenti CPT. Noi sappiamo solo che la CPT produceva utili per 1,5 milioni di euro e che invece negli ultimi 5 anni questi dirigenti hanno creato le condizioni in cui versa attualmente il servizio di TPL nella nostra provincia. Questi, per risanare un castello di sabbia, hanno solo saputo ridurre gli stipendi ai lavoratori, con la complicità degli amministratori locali sia di maggioranza che di minoranza, peggiorare i turni di lavoro agli autisti con carichi oltremodo pesanti, sono stati capaci di perdere quote importanti di utenti che invece nella ex CPT erano il fiore all’occhiello di una oculata e sapiente gestione del TPL. Vorremmo ricordare che solo le Province di Firenze, Siena e Pisa raggiungevano il 35% di ricavi rispetto alle altre Province che a malapena si attestavano al 25%. L’ultima notizia di cui siamo venuti a conoscenza è del 18 Ottobre, dove un autista della CTT Nord stava effettuando il suo regolare servizio, quando il bus che stava guidando, all’improvviso ha iniziato a perdere l’aria dei freni e per fortuna che stava viaggiando a velocità ridotta e percorreva una strada pianeggiante, mentre pochi minuti prima stava scendendo dalla strada dei boschi di Lari in discesa ed ha potuto fermarsi, per fortuna nessuno ha avuto dei problemi. Ma quanto durerà la fortuna? E questo episodio non è il primo che accade, quante volte oramai vengono evitate situazioni di pericolo da parte dei conducenti per la scarsa manutenzione dei mezzi? Volevamo far presente, che l’autobus in questione era già stato segnalato più volte sempre per anomalie all’impianto frenante, ma “per garantire il numero degli autobus in circolazione, puntualmente veniva rimesso in servizio. Vogliamo far presente che non ci pace, come invece spesso succede, dover effettuare il servizio con autobus dove ci sono infiltrazioni di acqua dai finestrini e con i seggiolini dei passeggeri zuppi d’acqua. Ma il servizio o si effettua in queste condizioni, oppure non si esegue. Siamo veramente stanchi, come categoria, di avere sulle nostre spalle tutta l’inefficienza di questa organizzazione che la CTT Nord ha messo in piedi da 5 anni a questa parte, di subire offese verbali dagli utenti, perché l’azienda non ha autobus da mettere in servizio, siamo anche noi insieme all’utenza, le parti danneggiate da tutta questa situazione che si è venuta a creare. Vorremmo poter svolgere il nostro lavoro tranquillamente almeno per quanto riguarda la parte degli autobus, invece spesso l’autista deve assumersi la responsabilità di fermare mezzi che erano stati segnalati il giorno prima e che puntualmente il giorno dopo vengono rimessi in servizio, creando così disagi all’utenza che si serve del mezzo pubblico per andare a scuola al lavoro o semplicemente per spostarsi da una parte all’altra della città. La scrivente O.S., unitamente alla UILT/uil, ha già proclamato 3 scioperi contro l’esternalizzazioni del servizio, ed altri ne proclameremo, affinché questa pratica termini, a tutela e a difesa del servizio pubblico. In altri tempi, quelli tanto vituperati dal Direttore di Produzione, l’azienda ha chiesto di far fronte a situazioni simili con interventi straordinari e i lavoratori, che sentivano loro l’azienda non si sono mai tirati indietro. Oggi occorrerebbero altri interventi straordinari per poter approntare il servizio in maniera soddisfacente nel rispetto degli utenti che pagano un titolo di viaggio, sia in quello degli autisti che vogliono offrire un servizio adeguato a chi vuol usufruire del servizio di trasporto pubblico. Ma il Direttore di Produzione ha il coraggio di andare a chiedere delle prestazioni straordinarie a chi ha tolto i soldi dalle tasche dei lavoratori? Noi crediamo che ormai da tempo si sia rotto quello spirito di collaborazione che in passato ha posto la CPT S.p.A di Pisa come una delle migliori aziende di trasporto pubblico locale in ambito regionale e non solo”.

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