Forni crematori. Adolfo Braccini: “Il Comune è insensibile alla necessità dei cittadini”

PISA – “Il Comune e’ insensibile alle necessità dei cittadini”. E’ questo il messaggio “chiaro e forte” che Adolfo Braccini, Presidente della Società Pisana per la Cremazione lancia agli Organi di Informazione nel corso della Conferenza Stampa svoltasi questa mattina in via Italo Bargagna.

di Giovanni Manenti

“Non è più possibile sopportare”, esordisce Braccini “il livello di disservizio che il Comune propone rispetto ad una realtà, quella delle cremazioni, che sta crescendo a livello esponenziale, stante che nello scorso anno 2015 le relative richieste hanno rappresentato circa il 30% del totale delle inumazioni e che solo la nostra Società conta oltre 3.200 Soci. Fortunatamente – prosegue Braccini – almeno nel corso dello scorso anno è stato rimesso in funzione il nuovo forno crematorio, poiché in precedenza dovevamo dirottare le esigenze sulla piazza di Livorno, che ancora ringrazio per la disponibilità fornita”.

Ma quali sono in concreto le lacune e le critiche dell’Amministrazione Comunale rispetto a dette problematiche? “Riguardano tre aspetti fondamentali”, precisa Braccini, “il primo è relativo all’istituzione della “Sala del Commiato”, poiché ad oggi non esiste luogo, al di fuori delle Chiese per le funzioni religiose, dove poter svolgere questo rito. Al riguardo abbiamo proposto e suggerito di utilizzare l’impianto ora libero del vecchio forno crematorio, manifestando anche la nostra disponibilità ad accollarci le relative spese per adeguarlo a tale necessità. In secondo luogo, la creazione del “Giardino della Memoria”, luogo dove possono essere disperse le ceneri, ed anche in questo caso ci eravamo fatti parte diligente fornendo al Comune il relativo progetto e realizzazione steso dall’Arch. Mariotti, ed in ordine al quale, dopo il sopralluogo dell’Ufficio incaricato, la Giunta ha pure assunto la relativa delibera, ma senza che i lavori siano mai iniziati. Infine, cosa che è ancor più assurda, chiediamo al Comune l’adeguamento del Regolamento Comunale a quanto previsto dalla Legge del 2001 e dalla Legge Regionale del 2004 su come e dove destinare le ceneri sulla base delle disposizioni testamentarie, la cui mancata adesione crea sensibili imbarazzi nei confronti dei parenti dei defunti che si vedono vietare dall’Ufficiale di Stato Civile l’adempimento delle volontà del “de cuius”.

“Oltretutto, conclude Braccini, “questo atteggiamento da parte dell’Amministrazione Comunale è inspiegabile in quanto ci viene assicurato che i relativi fondi risultano già stanziati a Bilancio, ragion per cui riteniamo debba semplicemente essere una questione burocratica relativa ai Bandi per l’assegnazione della relativa Gara d’Appalto, ma quel che più dispiace è il non poter fornire un servizio adeguato alla cittadinanza, dato che l’incremento delle richieste è da porre in relazione anche alla crisi economica che investe il Paese, visto che i costi di una cremazione – orientativamente quantificabili tra i 400 ed i 500 €uro – risultano largamente inferiori rispetto a quanto occorrente per un normale funerale con acquisto del relativo loculo”.

Insomma, chi ha orecchie per intendere intenda, ed il fatto che Braccini abbia dovuto rivolgere questo appello ai “Media” per cercare di risolvere questa annosa problematica non depone certo a favore della collaborazione che sempre dovrebbe essere la priorità nei rapporti tra Amministrazione Comunale e privati cittadini.

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