Frana sulla provinciale Francesca: a Pasqua la riapertura

PISA – A condizione che non intervengano ulteriori imprevisti legati ad avversità meteo, l’obiettivo della Provincia di Pisa, dopo aver messo in sicurezza il versante della frana, è quello di riaprire la strada S.P. Francesca, all’altezza del Km 0+600, in regime di senso unico alternato regolato da semaforo, in tempo per il week-end pasquale.

Lo annuncia l’assessore alla viabilità della Provincia di Pisa Gabriele Santoni al termine di un sopralluogo svolto oggi insieme al Presidente Andrea Pieroni e ai tecnici della Provincia di Pisa. Santoni spiega che “il pendio ha iniziato a dare i primi segni di cedimento dalla fine di gennaio 2013 e gli uffici preposti della Provincia hanno avviato subito le procedure necessarie per fronteggiare l’evento in base alla sua entità e dimensione iniziale”. In quella fase sono dunque stati eseguiti lavori di rimozione del materiale franato sulla sede stradale, messa in sicurezza del fronte pericolante del pendio ed è stato realizzato un restringimento di carreggiata. “Da subito è emersa l’impossibilità di prevedere percorsi alternativi – spiegano ancora l’assessore –  in quanto la proprietà limitrofa, oltre ad esser sede di una impresa, si caratterizza per una costruzione in cemento armato che costituisce un ostacolo non aggirabile. Fra l’altro l’evoluzione successiva della frana ha dimostrato che la decisione di non procedere alla deviazione ha costituito un elemento di salvaguardia da danni a persone e cose che si sarebbero verificate a traffico aperto”. Successivamente si è determinata una progressiva e sempre più consistente caduta di materiali sulla sede stradale ivi compresi massi di grandi dimensioni, che ha reso necessario un primo intervento in regime di somma urgenza nei giorni 5-6-7 febbraio 2013 per la pulizia del versante e  la rimozione materiale pericolante. Nella mattina del 26 febbraio si è verificato un ampio movimento franoso che ha invaso l’intera carreggiata stradale rendendo necessaria l’immediata chiusura al transito veicolare. In considerazione delle caratteristiche dell’evento verificatosi, trattandosi di proprietà privata, è stata formalizzata al proprietario la sanzione ai sensi del D.lgs 285/92, chiedendo il ripristino immediato ed interessando la prefettura al fine di ottenere l’eventuale autorizzazione all’ingresso in proprietà privata. In data 28 febbraio la proprietà ha contestato qualunque attribuzione delle responsabilità in merito al verificarsi della frana, ma ha altresì concesso piena libertà di accesso alla Provincia e ad eventuali soggetti privati incaricati di eseguire le necessarie opere di messa in sicurezza dello stato dei luoghi. Dopo aver preso visione dei luoghi e degli interventi da eseguirsi con immediatezza e senza indugio, l’impresa ha effettivamente intrapreso i suddetti lavori che gli sono stati consegnati in regime di somma urgenza ed ha immediatamente disposto mezzi, personale e materiali procedendo con le concordate lavorazioni di alleggerimento e riprofilatura del versante. “Il 4 marzo il fronte della frana si è ampliato interessando la zona adiacente in direzione Montecalvoli – ricorda l’assessore – evidenziando caratteristiche geologiche e geotecniche del dissesto ben peggiori rispetto a quelle inizialmente ipotizzabili e pertanto più complesse da mettere in sicurezza facendo da subito presumere maggiori tempi e costi per il completamento delle opere di messa in sicurezza del versante”. Il 6 marzo scorso la riunione congiunta tra i tecnici della Provincia e la ditta che sta operando aveva ipotizzato la possibilità di una riapertura seppure provvisoria e parziale della strada al transito veicolare, ma il proseguire e l’intensificarsi di violente precipitazioni meteoriche occorse nei giorni 9-10-11 marzo hanno causato la formazione di un nuovo movimento franoso in direzione Ponte alla Navetta oltre all’ampliamento ed all’aggravio del fronte esistente non consentendo di procedere alla riapertura della strada e rendendo necessari ulteriori interventi di messa in sicurezza. Oltre a ciò si sono aperti due piccoli nuovi fronti di frana attorno al km 0+300 i quali hanno reso necessario un ulteriore ampliamento dell’area di cantiere. “Nei giorni 12 e 13 marzo 2013 si sono svolte le necessarie riunioni tecniche e sopralluoghi congiunti e si sono rimodulati gli interventi da eseguire sul pendio per far fronte al nuovo ed ulteriore forte ampliamento dello stesso – conclude Santoni – In dettaglio è stato necessario prevedere la realizzazione di micropali di ancoraggio in testa al rilevato al quale vincolare i mezzi di movimento terra per procedere lavorando anche dall’alto ad un importante operazione di scavo e riprofilatura della corona di terreno in frana. In precedenza infatti, vista la nuova configurazione del versante per effetto degli ulteriori crollo aveva reso impossibile procedere in sicurezza con le macchine operatrici sul pendio a causa di elevato rischio di ribaltamento o caduta”.

By