Francesco Ciullo a Pisanews: “Moscardelli valore aggiunto per il Pisa. Il calcio deve ripartire per dare al paese un imput positivo”

PISA – Continuano le interviste da parte di Pisanews ad ex giocatori nerazzurri. Stavolta abbiamo contattato Francesco Ciullo ex attaccante classe 1979 veneziano di Marghera che ha giocato nel Pisa in C/1 nell’anno 2006/07, l’anno della promozione in serie B con Piero Braglia. Dopo aver appeso le scarpette al chiodo 4 anni fa, svolge attualmente ormai da un paio di anni il ruolo di istruttore al Venezia Football Academy, società legata al settore giovanile del Venezia Calcio, a cui fa da tramite allo scopo di accompagnare i bambini fino al settore giovanile.

         di Maurizio Ficeli 

D. Salve Francesco, grazie per la disponibilità, di cosa ti stai occupando attualmente?

R. “Lavoro da due anni nella mia città e faccio l’istruttore del” Venezia Football Academy “, una società legata al Venezia F. C., e li mi occupo specificatamente della categoria dei “Pulcini”, che sono bambini che vanno dai 6 ai 12 anni (2008/2013) e noi come società facciamo da tramite per accompagnare appunto i bambini piccoli fino al settore giovanile del Venezia, a cui siamo legati

D. Per te è un punto di partenza per arrivare a traguardi più ambiziosi?

R. “Sicuramente. Infatti sto o prendendo il patentino di Uefa B, però a causa di questa situazione del Covid 19 si è bloccato tutto sennò avrei dovuto già acquisirlo da aprile. Il mio obiettivo è chiaramente quello di crescere e di arrivare a prendere anche il patentino di Uefa A per puntare a collaborare assolutamente con la prima squadra, questo sia che lo faccia come allenatore che come secondo perché vedo ciò come obiettivo anche per l’esperienza che ho maturato nel calcio giocato di modo da poterla tramandare, dando
il mio contributo
“.

D. Sei soddisfatto del tuo percorso da calciatore o hai qualche rimpianto?

R.” Sicuramente potevo fare di più magari nei periodi “più bui” quando giocavo di meno e quindi un po’ di colpa per questo me la prendo. È vero che quando giochi poco di conseguenza finisci per abbatterti e non dai magari quello che hai dato in anni dove giocavi con più continuità, ma forse in quegli anni avrei dovuto essere più “cattivo” e più presente, evitando di buttarmi giù di morale. Oltre a questo un rammarico grosso è stato un infortunio che ha segnato la mia carriera, quindi sono stato bloccato anche da questo fattore esterno”.

D. Quale è stato un momento positivo della tua carriera che ti viene a mente?

R. “A Pavia ho fatto un’annata straordinaria, era il 2005/06, l’anno prima di arrivare a Pisa. Nella squadra lombarda in serie C/1 sono stato capocannoniere, poi purtroppo mi sono rotto il ginocchio, per carità fa parte del gioco però dopo non sono più ritornato lo stesso di prima, ho avuto tanti problemi, ho subito ben 4 operazioni nell’arco degli anni, quando al menisco e quando ad esterno è crociato, tutte cose che mi sono portato avanti negli anni e che mi ritrovo anche adesso perché ho comunque dolori al ginocchio. Direi che sono stato sfortunato perché avrei potuto ambire ad una carriera calcistica più lunga“.

D. Carriera calcistica che, almeno a livello professionistico, è terminata ad Andria, che ricordo hai di quella esperienza?

R. “Si ad Andria sono stato 6 mesi, dopo i quali ho giocato solo a livello di dilettanti ed eccellenza. Anche nella città pugliese mi sono trovato bene sia con i compagni di squadra sia con i tifosi che mi sono sempre stati vicini“.

D. Sei stato un anno a Pisa, che ricordi hai di questa esperienza?

R.”Mi ricordo che quando arrivai li ero già contratto ed avevo dei problemi e d’accordo con l’allora direttore sportivo nerazzurro Gianluca Petrachi, che mi è stato vicino dandomi una grossa mano e che ringrazierò sempre, andai a Giulianova a fare una preparazione di 4 settimane allenato da un preparatore atletico amico appunto del ds salentino e quando feci ritorno a Pisa in ottobre stavo bene anche a livello fisico”.

D. Poi è stato anche un anno felice con il Pisa che conquistò la serie B…

R. “Si ero aggregato nella rosa guidata da Mister Piero Braglia, mi sono allenato e la squadra andava bene, io avevo bisogno di tempo ed ho aspettato il mio turno, ma quando sono stato chiamato in causa, in campo ho sempre dato il massimo per quello che potevo“.

D. Quindi porti con te un bel ricordo di Pisa e dell’ambiente nerazzurro?

R. “Assolutamente si, ricordi assolutamente stupendi. Pisa è una bella piazza, calorosa, esigente giustamente, la serie B è il minimo, i tifosi ti incitano sempre e c’e sempre stata una grande presenza di pubblico che è decisamente il dodicesimo uomo in campo. Sono stato bene con i compagni di squadra e con la città ed alla fine abbiamo conquistato una promozione straordinaria con il Monza in un ‘Arena strapiena“.

D. Ti è capitato di seguire il Pisa attuale prima del blocco del campionato?

R. “Certo, l’ho sempre seguito e poi li c’è un mio ex compagno di squadra, Davide Moscardelli, con cui ho giocato nella Triestina, che saluto“.

D. Davvero grande “Moscagol” che a dispetto dell’età, non solo non alza “bandiera bianca”, ma anzi rilancia e vuol giocare ancora, che ne pensi?

R. “Se ha la possibilità di continuare a giocare deve assolutamente farlo e poi vedo che sta bene. Davide è bravo e forte, gioca per la squadra, è un valore aggiunto per il Pisa ed un giocatore di categoria. È giusto che continui“.

D. Sei fiducioso in una ripresa del calcio giocato dopo questi mesi di blocco a causa del Covid 19?

R. “Sicuramente è una scelta molto difficile quella di una decisione se tornare a giocare o meno perché qualunque sarà, è un ritorno dopo un periodo negativo come questo della pandemia Covid 19. Dico solo che a livello magari mentale il calcio può fare bene alla gente, specialmente in un momento in cui le persone hanno tante cose per la testa, quindi lo vedrei come uno svago anche se si giocherà a porte chiuse ma se ne tornerebbe a parlare. Bisogna provare a ripartire. Inoltre a livello economico sarebbe un problema fermarsi, poi ci sono le questioni delle promozioni, della Champions e delle retrocessioni. In Francia hanno chiuso il campionato ma la squadra del Lione ha fatto ricorso contro questa decisione, quindi, ripeto, è giusto provare a ripartire chiaramente in sicurezza anche per dare al paese l’imput che sta andando tutto per il verso giusto“.

La foto sopra di Francesco Ciullo è di Giacomo Vaiani

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