Frasi volgari verso le addette sanitarie in Pisa – Pontedera: inibito il Sig. D’Angelo

PISA – Con provvedimento del 22 aprile 2014, il Procuratore Federale deferiva alla Commissione disciplinare nazionale l’arbitro Stefano D’Angelo tesserato della Sez. AIA di Ascoli Piceno, per rispondere della violazione di cui all’art. 1 comma 1 del Codice di Giustizia Sportiva, “per avere, nel corso della gara Pisa-Pontedera del 6 ottobre scorso, pronunciato nei confronti di due signore, addette al servizio sanitario, un’espressione volgare ed offensiva, denotando un comportamento non rispettoso dei principi di rettitudine e probità statuiti dalla richiamata nota”.

All’odierna riunione è comparso il rappresentante della Procura Federale, il quale ha richiesto l’applicazione, nei confronti di Stefano D’Angelo, dell’inibizione per mesi due. E’altresì comparso il deferito il quale non ha contestato i fatti così come addebitatigli ma ha escluso qualsiasi intento offensivo, rimettendosi alla decisione della Commissione.

La Commissione, esaminati gli atti, ha rilevato che con nota del 6 ottobre scorso, presentata dal presidente del Pisa Carlo Battini e con segnalazione del Collaboratore della Procura Federale in seguito alla predetta gara, veniva denunciato il comportamento irriguardoso tenuto dall’arbitro nei confronti dell’allenatore in seconda del Pisa, Maurizio Tachi, e di due donne che svolgevano le funzioni sanitarie a bordo campo.

Dalla nota del 17 ottobre scorso trasmessa del segretario della Lega Pro, e come riportato anche da articoli pubblicati su alcuni siti web, è emerso che al 90’ della gara di cui sopra, l’arbitro D’Angelo rivolgendosi al calciatore del Pontedera Giovanni Di Noia infortunatosi, avrebbe così detto “non azzardarti a rialzarti, altrimenti ti ammonisco” ed all’arrivo dei sanitari, di cui due erano donne, avrebbe aggiunto, presumibilmente alla loro presenza, “resta a terra ora ti massaggiano queste due belle fighe”. A seguito delle indagini svolte e della confessione rilasciata dal deferito e riconfermata anche nel corso dell’odierna riunione, emergeva che in effetti D’Angelo nel corso della suddetta gara proferiva le frasi suddette. Tali frasi non possono ritenersi confacenti al ruolo ricoperto dal suddetto direttore di gara, ed al contesto in cui venivano esternate. Alla luce di quanto sopra detto, risulta comprovato ogni oltre ragionevole dubbio l’illecito disciplinare posto in essere da Stefano D’Angelo, con altrettanto evidente violazione della norma prevista dall’articolo 1 comma 1 del CGS.

La Commissione disciplinare nazionale, in accoglimento del deferimento proposto, ha quindi applicato, nei confronti dell’arbitro la sanzione dell’inibizione per quindici giorni.

Fonte: www.tuttolegapro.com

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