Fratelli D’Italia sulla Moschea di Via Cattaneo

PISA – Alcune considerazioni si impongono alla luce della “buona notizia” di stamattina per la nostra democraticissima città: la contro-moschea di via Cattaneo. Non ci facciamo mancare nulla!

1. E’ evidente come a Pisa sia sufficiente affittare e ristrutturare all’uopo un fondo commerciale per farne un luogo di culto. Se così è, a cosa sono servite le varianti urbanistiche per far diventare la celebre area dell’ex sfasciacarrozze di Porta a Lucca un “luogo di culto”? Qui (e non solo…) ognuno, con la scusa risibile della libertà di culto, può fare tranquillamente cosa gli pare? Vedremo cosa risponderanno all’atto ispettivo di carattere urbanistico che predisporremo urgentemente sul fondo di via Cattaneo.
2. La necessità di un’unica grande moschea dove riunire la felice e granitica comunità islamica pisana viene meno, visto che così compatto il mondo islamico pisano non è: ma era credibile che i musulmani, storicamente e ontologicamente frazionati ovunque nel mondo, fossero uniti proprio e soltanto nella città della Torre?!? Khalil, l’imam evidentemente autoproclamatosi “ufficiale”, ha sempre parlato della necessità, anche in termini di sicurezza, di avere un luogo di culto unitario, riconoscibile, con un unico interlocutore affidabile per le istituzioni cittadine. Prendiamo atto che così, com’era naturale aspettarsi, non è! In via Cattaneo, per esempio, vanno solo marocchini… Facciamo una moschea per ogni paese di provenienza?!?
3. Apprendiamo dalla stampa che il “concorrente” di Khalil anni addietro organizzava all’expo di Ospedaletto raduni di Tabligh. Sapete chi sono Tabligh? Sono una sorta di “Testimoni di Geova” dell’Islam, ovvero predicatori itineranti di una versione integralista della religione musulmana, che hanno come missione (jihad) quella di riportate sulla retta via i musulmani la cui fede si è affievolita, specie quelli che vivono da noi e sono stati pertanto “contaminati” dall’Occidente.
4. Mi auguro che Kahlil vorrà spiegare ai cittadini pisani le affermazioni virgolettate con cui il suo “antagonista” di via Cattaneo dice, sempre alla stampa cittadina, che per i suoi gusti lui è “troppo vicino alla politica e al partito”. Di quale partito parla? Forse del principale partito di quella maggioranza che ha autorizzato col voto in Consiglio comunale la costruzione della moschea a Porta a Lucca?
5. E’ sempre più irrinunciabile che il Sindaco faccia sapere alla città cosa intende fare con il quesito referendario del comitato “Il popolo decide”, stoppato l’ennesimo cavillo tecnicistico, ovvero le dimissioni di un membro del Comitato dei Garanti. Il Comune, nella persona del Segretario generale, può lo stesso esprimersi sulla ammissibilità: a Pisa lasciamo che ognuno faccia cosa vuole o facciamo in modo che siano i cittadini a decidere?
Filippeschi, facci fare il referendum! Tanto a primavera 2018, in un modo o nell’altro, i pisani l’occasione di dire la loro, anche e soprattutto su questo tema, l’avranno comunque!

Fonte: Filippo Bedini – Fratelli D’Italia

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