Fusione aeroporti Pisa e Firenze, Nocchi e Ferrante: “Serve grande chiarezza”

PISA – La discussione sul voto sulla fusione con AdF che i soci pubblici pisani dovranno esprimere nell’assemblea Sat, deve svolgersi con grande chiarezza, senza fraintendimenti né strumentalizzazioni.

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Questo passaggio arriva dopo che la battaglia in difesa della proprietà pubblica delle quote di maggioranza di Sat, che abbiamo condotto con determinazione e di cui continuiamo ad essere convinti, ha visto prevalere l’opzione della privatizzazione delle quote della Regione e di altri. Si è aperta in conseguenza di questo una diversa fase, che impone altre considerazioni.

Oggi l’interesse pubblico prioritario è il mantenimento del valore delle partecipazioni e il mantenimento di un ruolo attivo nella nuova società pur se in minoranza. Valutare e comportarsi da soci non contraddice le ragioni che hanno avuto la difesa di un diverso progetto d’integrazione e l’opposizione alla vendita delle azioni.

Condividiamo per questo l’impostazione data dal Sindaco di Pisa Marco Filippeschi: in uno scenario nuovo, anche per far valere quelle ragioni, gli interessi del nostro territorio e la forza e l’evidenza date loro da una grande mobilitazione, si deve ottimizzare l’interesse pubblico e non conviene prendere posizioni di bandiera isolate e sterili.

Il Consiglio comunale con un ordine del giorno, l’11 dicembre scorso, ha dettato gli indirizzi: si sono chieste garanzie sull’attuazione del progetto di fusione presentato di propria iniziativa dal socio privato Corporacion America Italia e approvato dai consigli di amministrazione di Sat e AdF.

Per la stessa ragione Comune, Provincia, Camera di Commercio e Fondazione Pisa avevano chiesto con una lettera a Corporacion America Italia iniziative e rassicurazioni. E il Consiglio Comunale di Pisa, prima di votare l’atto d’indirizzo, aveva ascoltato l’ingegnere Roberto Naldi che aveva convenuto sulla necessità che il governo esprimesse il suo impegno per il finanziamento degli investimenti previsti dal Masterplan di AdF.

È importante che ci sia conferma di un piano che mette nero su bianco una vocazione distinta e non concorrenziale per i due aeroporti, la prima e principale garanzia richiesta. Pisa rimane l’ hub low cost, e continua a essere orientata ai voli internazionali e allo sviluppo del trasporto merci, per raggiungere 7.1 milioni di passeggeri entro il 2028; Firenze, con tariffe notevolmente maggiori, dovrà essere «city airport», per crescere fino a 4.4 milioni di passeggeri.

La lunghezza della pista di Peretola, con i vincoli urbanistico-ambientali esistenti e con le condizioni già poste, non è determinante per il progetto di fusione e, sia ben chiaro, noi difendiamo insieme alla Regione i contenuti della variante al PIT approvata dal Consiglio Regionale. Variante che ad oggi fa testo, tant’è che l’Enac proponendo un allungamento della pista ha dovuto impugnarne i contenuti di fronte al Tar.

La richiesta di dare certezza agli investimenti sul «Galilei» ha trovato risposta con la recente decisione del Consiglio di Amministrazione di Sat di accelerare e incrementare l’investimento per il potenziamento del terminal passeggeri, mentre si sta concludendo l’allungamento delle piste ed è a buon punto la delocalizzazione del borgo di via Cariola e mentre è operativo il cantiere del people mover.

La lettera del Ministro Lupi, infine, non solo impegna il Governo a completare l’investimento necessario per la modernizzazione del «Vespucci» e dunque per dare certezza al progetto di fusione e ai valori di concambio delle azioni, ma richiama anche l’impegno allo «sviluppo coordinato della connettività di superficie e l’implementazione dell’intermodalità dei collegamenti Pisa-Firenze», altro obiettivo fondamentale indicato dai soci pisani, recepito da SAT e AdF e promosso dalla Regione in incontri svolti con Ferrovie dello Stato e Governo.

Il Comune di Pisa, ha promosso, presentato al Consiglio Comunale e resa pubblica l’analisi di un advisor indipendente. Gli analisti hanno espresso un motivato e ineludibile parere positivo sul progetto di fusione e hanno illustrato negativamente l’alternativa alla fusione, cioè la costituzione di una holding a partecipazione esclusiva del socio privato maggioritario, che dunque eserciterebbe ogni potere strategico, lasciando alle società di gestione solo funzioni operative, e che priverebbe gli altri soci di ogni potere di controllo.

Che vantaggio avrebbero Pisa e i soci pubblici che la rappresentano dall’essere totalmente estromessi dalle sedi di decisione effettiva degli indirizzi strategici?

Nella situazione data, gli spazi positivi che si aprono vanno colti nell’interesse del territorio e del lavoro che direttamente e indirettamente il sistema aeroportuale toscano genera, unendo tutti i soci pubblici in un’azione coordinata, cooperando con le fondazioni di origine bancaria, per proporre a chi detiene la partecipazione di controllo intese mirate ad assicurare l’attuazione dei piani, le prospettive di sviluppo e l’inserimento ambientale e sociale dell’aeroporto «Galilei». Il Pd è a fianco del Sindaco Marco Filippeschi in questo percorso impegnativo.

I segretari provinciali e cittadini del Pd, Francesco Nocchi e Andrea Ferrante

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