Gabriele Pacciardi: “Spero in una finale all’Arena con il Lecce, il tifo pisano sugli spalti è di un altro pianeta”

PISAGabriele Pacciardi fa parte della cerchia di quei giocatori super tifosi del Pisa e va a fare il tifo per i colori nerazzurri nel settore gradinata.

di Maurizio Ficeli

Pacciardi e’ nato a Pisa l’ 11 maggio 1983, gioca nel Ponsacco come centrocampista ed ha militato in squadre importanti, iniziando dal Càscina Valdera per poi giocare nel Sansovino, Crotone, Benevento, Carrarese, San Marino e Pistoiese da dove è giunto nella cittàdina mobiliera. PisaNews lo ha contattato per parlare di questo momento del Pisa che sta disputando con successo i playoff.

Grazie Gabriele, per aver accettato l’invito del nostro portale: iniziamo a parlare della tua carriera calcistica…

“Penso di essere stato fortunato, in quanto sono partito senza settore giovanile, a 16 anni, iniziando a giocare un campionato di eccellenza nelle file del Cascina Valdera con allenatori quali Roventini, Marco Masi ed Alessio De Petrillo, fino ad arrivare nel 2004, dove ho iniziato il cammino in serie C, che è durato per ben 10 anni, con il Sansovino, poi col Crotone, Il Benevento, a Carrara, San Marino, Catanzaro e poi Pistoia fino ad arrivare a Ponsacco. C’è da dire che fra Catanzaro e Pistoia ho subito un infortunio con relativa operazione, ragion per cui a Ponsacco ho giocato poco, mentre i miei obiettivi sarebbero stati altri”.

Ora parliamo del Pisa, tua squadra del cuore, ch hai avuto modo di seguire dal vivo?

“Certo, tutte quelle volte nelle quali non ero impegnato con il Ponsacco, sono sempre venuto allo stadio in gradinata, mentre fuori casa ho visto Tuttocuoio-Pisa al Mannucci di Pontedera. Direi che la squadra ha avuto un percorso di campionato importante, infatti non si arriva secondi a caso e ci si arriva con una condizione atletica importante e ciò lo si è visto proprio nella gara di domenica scorsa contro il Pordenone, che,a mio avviso, è stata la miglior partita dei nerazzurri per qualità e quantità e poi quando, con Mannini e Varela, sai abbinare la corsa, puoi fare solo bene. Che dire di Cani, Tabanelli, Verna? È girato veramente tutto alla perfezione”.

Conosci i giocatori dell’attuale rosa nerazzurra?

“Conosco bene Giacomo Bindi, ero con lui nel Catanzaro, è un ragazzo straordinario, ci sentiamo ancora, poi ho avuto Matteo Ricci e Petar Golubovic come compagni a Pistoia, e sia Ricci che Golubovic hanno fatto una crescita esponenziale, poi ho incontrato spesso come avversari sia Mannini, Lisuzzo e Fautario”.

Ed ora sotto con la gara di ritorno in Friuli forti di tre reti di vantaggio: ormai fatta per il passaggio in finale?

“Di scontato non c’è mai niente, certo, sicuramente il Pisa parte con un bel vantaggio, ma farebbe un grosso errore se pensasse di avere già la finale in tasca”.

Finale dove il Pisa potrebbe incontrare il Foggia od il Lecce: tu chi preferiresti?

“Il Foggia ha dato dimostrazione di giocare al calcio, mentre il Lecce è la tipica squadra di Braglia. Preferirei sicuramente il Lecce perché si giocherebbe la finale di ritorno all’Arena ed il fattore campo ha il suo peso, mentre se dovessimo giocare a Foggia, anche a livello di tifo saremmo molto limitati perchè più di mille biglietti non ce li danno e ciò inciderebbe per noi in maniera negativa”.

Come ti immagini una ipotetica finale decisiva all’Arena?

“Mi immagino il pubblico numeroso che ci sarebbe, perchè noi pisani dal punto di vista del tifo vinciamo sempre, siamo tanti, passionali, rumorosi e sempre presenti. Purtroppo ci son regole che ci vengono imposte, se no saremmo stati molti di più anche in Friuli. Poi la coreografia di domenica scorsa lo testimonia, noi pisani siamo di un altro pianeta”.

Da tifoso qual’e’ stata la prima partita che ha visto del Pisa?

“Fu un Pisa – Brescia negli anni novanta, dove i nerazzurri vinsero per 4 a 2 da quella gara ho sempre seguito il Pisa”.

Mentre come calciatore sei stato vicino a vestire la maglia della tua città?

“Vicino al Pisa non lo sono stato mai, si c’è stato qualche rumors, ma nulla più e per me questo è stato un rammarico, perchè avrei indossato con grande orgoglio i colori della squadra della mia città”.

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