Gaetano Masucci al Corriere dello Sport -Stadio: “Ritrovare la quotidianità familiare non ha prezzo, ma il calcio mi manca tantissimo”

PISA – L’attaccante nerazzurro Gaetano Masucci ha parlato del periodo di quarantena trascorso in famiglia con la riscoperta di una quotidianità che con gli impegni professionali era costretto a tralasciare anche se il campo da gioco gli manca moltissimo. Sentiamo le sue parole in una interessante intervista al Corriere dello Sport – Stadio raccolta dal giornalista Aldo Gaggini.

di Maurizio Ficeli


Ho riscoperto quello che ero stato costretto a tralasciare a causa degli impegni professionali, anche perché il calcio ti impegna tantissimo” inizia così il giocatore di origine irpina: “Però ritrovare la quotidianità della vita familiare come il giocare con i figli o vedere un bel film con mia moglie Livia non ha prezzo“.

Sugli allenamenti: “Abbiamo avuto tutti un programma personale di mantenimento e ci siamo arrangiati. Per esempio io con una piccola cyclette, e con il sollevare sedie e casse d’acqua. Sulla ripresa e sul resto rimane una grossa incertezza.

Sulla eventuale ripresa del campionato l’attaccante campano da la sua chiave di lettura: “Vivo nell’incertezza come tutti del resto anche perché ogni giorno ce n’è una nuovo. Mi informo, leggo i giornali ma da lì intuisco che la situazione è complicata. Si è vero, la Federcalcio spinge per la ripresa dei campionati però resta da capire se ciò potrà avvenire alla luce della situazione attuale del paese“. 

Sulla cristallizzazione della classifica qualora la serie B non riprendesse: “Ognuno ha la propria opinione ma non la ricetta giusta, certo penso che ci sarebbero pochi soddisfatti e tanta scontentezza. Secondo me la cosa migliore è attuare i protocolli medici e terminare il campionato“.

Riguardo al contraccolpo che potrebbe subire il calcio dal punto di vista aziendale Masucci afferma: “Il mondo del calcio non è soltanto quello dei campioni superpagati ma anche di coloro che hanno guadagni minimi e di tutti gli addetti ai lavori ed andrebbero appunto tutelate quelle persone che con il proprio lavoro mandano avanti le proprie famiglie“. 

Su cosa farà il calciatore originario di Baiano quando finirà tutto: “Non ci sto pensando, ho solo colto l’aspetto positivo di questo periodo che mi ha permesso di stare più vicino alla mia famiglia, anche se sono addolorato per tutti coloro che hanno sofferto ed hanno perso il lavoro“. 

Che cosa ha lasciato in Masucci questa esperienza di due mesi di quarantena: “Mi ha fatto rendere conto di quanto siano importanti le piccole cose ed avere i propri cari vicini ed in salute e bisogna ringraziare Dio per tutto questo, mentre invece a volte ci creiamo dei problemi per cose banali, anche se penso che questo periodo sia servito per riscoprire certi valori”

Cosa è mancato in questo periodo: “Premesso che moglie e figli sono contenti però mi manca la vita dello spogliatoio con gli scherzi e la goliardia”. 

Dopo lo stop di due mesi si paventa di giocare ogni 3 giorni, cosa surreale?: “Bisognerà valutare per primo le condizioni fisiche ed atletiche di tutti, certo che gare ravvicinate comporterebbero delle attente valutazioni tecniche. Sicuramente vedrei un finale di stagione come un mini torneo dall’esito incerto“.

Dopo aver parlato del Crotone come squadra che lo ha impressionato come organizzazione di gioco e del Benevento che è qualcosa di unico, Masucci conclude parlando del suo Pisa :”È un bel gruppo coeso ed in un ambiente come questo mi sento un ragazzino e non mi sembra di avere 36 anni . Nel girone di andata ho sbagliato qualche gol di troppo anche se nel girone di ritorno mi sono rifatto“. 

Nella foto sopra la rete decisiva di Gaetano Masucci nel 3-2 in rimonta a Carrara

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