Gaetano Masucci ripercorre la sua carriera: “Non mi accontento mai”

PISA – Interessante intervista quella rilasciata ai microfoni del portale della società nerazzurra dall’attaccante Gaetano Masucci, campano nativo di Baiano, nell’Avellinese, e da tutti soprannominato “Tano”,  dalla quale noi di Pisanews abbiamo estrapolato i passi più significativi.

di Maurizio Ficeli


Masucci inizia con il commentare le sue oltre quattrocento presenze in carriera con circa una novantina di gol: “Sui  miei numeri di presenze mi sono fatto un conto ma preferisco prenderli step by step, Sono certamente contento di ciò , anche perché ho avuto un periodo dove non era stato facile gestire tanti infortuni in poco tempo ed avevo quasi pensato di smettere, ma mai avrei pensato di arrivare all’età di 36 anni e di stare abbastanza bene”. 

Il motivo del numero 26 sulla maglia: “Nasco con il 7, la classica” vecchia” ala destra quando andava in auge, ed i primi anni in B lo ho portato poi è nato il mio primo figlio ed ho legato il 14 marzo, sua data di nascita, poi è nata anche la bimba, quindi ho cercato un numero che accomunasse tutti e tre,  lasciando fuori mia moglie che mi dice sempre che non la nomino mai (ride n.d.r.). Battute a parte io sono nato il 26 ottobre ed i miei figli, Anita ed Alessandro fanno l’onomastico, che per noi del sud è molto importante, il 26 Luglio e il 26 agosto e poi abbiamo anche il cane che è nato il 26 giugno, quindi spiegata la motivazione del numero 26… “. 

Il mitico” Tano” motiva il suo gesto particolare dopo un gol: “Il mio gesto di esultanza  è stato coniato dai miei bimbi. È l’unione di due gesti. Uno è della bimba che facendo così manda via i cattivi pensieri e l’altro è la A dell’alfabeto muto di Alessandro ed Anita”.

Masucci ricorda anche il suo primo presidente di società dove ha iniziato la carriera calcistica: “Peppino Gambardella presidente dell’Agrese, vicino Nocera Inferiore, era il dirigente della società dove andavo io ed altri della zona ad allenarci, bel ricordo, brava persona e poi quella società ha lavorato molto bene, da lì è uscito anche Emanuele D’anna, mio compaesano ed ex nerazzurro“.

Gaetano Masucci è sempre ben ricordato ovunque ha giocato: “Sicuramente uno va in campo per dare il massimo per ottenere dei risultati, a volte ci riesce a volte no. La mia priorità è sempre stata anche quella di lasciare una buona impronta a livello umano, sia come spogliatoio e sia con le piazze nelle quali ho militato, e certi riconoscimenti fanno piacere“.

Riguardo al “segreto” che gli ha permesso il raggiungimento degli importanti risultati nella sua carriera calcistica: “Sono uno che non si accontenta e questo può essere un pregio perché sicuramente mi ha fatto arrivare dove sono adesso ma anche un difetto perché non mi godo mai i bei momenti.

Sul mancato raggiungimento dei Playoff nello scorso campionato: “A Frosinone è una ferita ancora aperta quel gol mancato, ancora mi brucia“. Tano parla delle sue caratteristiche: “Mi piace essere un giocatore completo, cerco di fare un po’ tutto,  di migliorarmi con il tempo, certo il Masucci di oggi non è quello di anni fa, ma sono soddisfatto di quello che ho fatto, nel calcio ho dato ma ho anche ricevuto, le cose a fine carriera si compensano“.

Il rapporto con i compagni: “Sono ancora un ragazzino, anche se ho 36 anni, mi piace scherzare, sono il primo ad arrivare nello spogliatoi, prediligo l’aspetto ludico, se mi levi lo sfottò già ho perso tanto di questo mestiere, è una parte importante che mi dà l’entusiasmo“.

Sul suo futuro: “Ho visto che programmare non serve tanto, non sai mai quel che succede, nel mio mestiere non si sa, se posso dare un consiglio ai giocatori più giovani dico loro che è bene aspettare il momento giusto prima di fare certe scelte ed investimenti. Certo, ci sto pensando per capire quale potrà essere il mio futuro“.

La foto sopra del gol di Gaetano Masucci a Carrara è di Roberto Cappello

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