Ghirelli a Barlettalife.it: “Domenica si gioca, troppe falsità sulle regole dell’età media”

PISA – Dinanzi alla minaccia dell’AIC di non scendere in campo sabato e domenica, dopo i diversi pareri di calciatori “over 30” toccati dalla riforma la redazione di Barlettalife.it ha ascoltato il direttore della Lega Pro Francesco Ghirelli in un intervista esclusiva.

Direttore Ghirelli, impossibile non partire dalla giornata di lunedì. Dopo lo sciopero proclamato dall’Aic, come i vertici della Lega Pro attendono l’incontro del 29?

«Noi pensiamo di aver fatto tutto il possibile, non riteniamo ci siano motivazioni consistenti per scioperare, quindi la pensiamo come prima. Domani (oggi, ndr) il presidente Abete ha convocato un’altra riunione a Firenze, alla quale parteciperemo come segno di rispetto per il grande lavoro che la Figc sta facendo, ma nella quale al tempo stesso ribadiremo la nostra posizione ».

Vi aspettavate che si arrivasse allo sciopero?

«Io credo e sono certo che domenica si giocherà. Per renderci conto del momento del calcio italiano basta un’immagine: 15 anni fa si comprava Ronaldo, ora si vende Lamela. Se non si capisce che il calcio italiano è ormai andato oltre le proprie possibilità e che bisogna raffreddare i costi, allora tutto il resto diventa incomprensibile. Gli imprenditori non hanno risorse e non possono investire nel calcio: di qui nasce la nostra riforma, da 90 a 60 squadre. Ognuno ha la sua dimensione: noi abbiamo una “mission”, quella di far giocare i giovani. Oggi (ieri, ndr) è uscita un’inchiesta della Fifa che smentisce la tesi della meritocrazia: si analizzavano i 5 campionati più importanti al mondo, e viene fuori che le squadre che vincono di più schierano calciatori perlopiù nella fascia d’età 22-26 anni. Abbiamo bisogno di svecchiarci per rendere questo calcio competitivo ».

Come si pone nella diatriba Macalli-Albertini?

«Macalli è il presidente della Lega Pro, Albertini è un consigliere federale: non dico una cosa diversa da Macalli non perché non potrei, ma perché non mi sembra opportuno. Detto ciò, io faccio il direttore e parlo di questioni meramente tecniche ».

Non crede che questa riforma, oltre ad estromettere molti 30enni dal calcio di Lega Pro, rischia di creare una generazione di giovani illusi?

«Il nostro vero problema è quello di non schierare i giovani. Se guardiamo alle medie delle rose di Lega Pro, capiamo ancora che giocano ancora poco: quest’anno su 39 milioni di contributi totali, per quelli legati all’età media parliamo di 3 milioni per la Prima Divisione e 5 milioni per la Seconda Divisione. Inoltre se una squadra vuole impiegare solo trentenni può liberamente farlo, sapendo però di perdere quella porzione di contributi e nient’altro. Di cosa si discute? Molti media e le associazioni raccontano falsità, non è vero quello che raccontano, spesso non sanno nemmeno di cosa parlano».

Lei ha dichiarato che se non si è almeno in Serie B a 26 anni è consigliabile intraprendere un’altra carriera lavorativa. Ha offeso molti calciatori, non trova?

“Non voglio infrangere i sogni di nessuno. Se questi calciatori credono di potercela fare fanno benissimo a lottare per riuscirci. La verità è che di Fabio Grosso e Luca Toni ne nascono proprio uno su mille. Quasi certamente, i giocatori a cui mi riferisco non passeranno in Serie A e Serie B. Questi ragazzi devono prendere in considerazione la possibilità di andare a lavorare e, nel caso, di giocare nel Campionato Dilettanti».

Sperando di dare il via regolarmente al torneo, le chiedo: che Prima Divisione vedremo? Che differenze vede tra i due gironi?

«Mi attendo un campionato avvincente, nel quale abbiamo allargato i playoff e anche la nona classificata può ambire alla B. Nessuno concederà nulla, se guardiamo al Perugia che cambia allenatore prima di avviare il torneo, allora capiamo che tutti puntano a vincere. Riguardo ai gironi, dicono che sarà molto interessante il girone B e molto probabilmente sarà così: non bisogna però illudersi. Ad esempio, l’anno scorso una corazzata come il Lecce sembrava aver vinto il campionato per poi veder sfumare in extremis la cadetteria».

Non credete che l’assenza di retrocessioni, che da un lato favorisce la corsa in alto, dall’altro potrebbe alimentare l’emersione di partite combinate? Intensificherete i controlli?

«Sarà uguale, noi abbiamo intensificato i controlli durante l’estate sul discorso-amichevoli. Le nostre partite sono tutte monitorate: ci vengono segnalate tutte le anomalie, quindi siamo all’erta».

Televisivamente, la Lega Pro è diventata più appetibile negli anni con anticipi e posticipi settimanali. Una via per riportare la gente allo stadio è quella di cambiare gli orari di disputa delle partite?

«Abbiamo ripristinato il solo anticipo del venerdì, perché il sabato lavora meno gente, eliminando il posticipo del lunedì e stiamo lavorando con dei consorzi televisivi per giocare due partite alle 18 la domenica in Prima Divisione. Vogliamo che la gente torni allo stadio».

La Coppa Italia è già partita, l’1 avranno il via i campionati. E’ possibile dare un in bocca al lupo alla nuova stagione in questa situazione?

«Sarà un campionato bellissimo, ne sono certo. Faccio un grosso in bocca al lupo al Barletta e al suo presidente Tatò, sono molto affezionato alla vostra regione: io sarò venerdì a Nocera per Nocerina-Perugia e domenica a Sorrento per Sorrento-Vigor Lamezia, sono convinto che si giocherà e ci divertiremo».

Fonte: barlettalife.it

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