“Giacomo Leopardi e il suo mondo”, il racconto del suo soggiorno a Pisa: “Sono rimasto incantato dal clima e dai lungarni”

PISA – I coniugi, Stefano Certa e Angela Marchica, docenti di Matematica, Fisica e Informatica da poco in pensione, abitanti a Sciacca (Agrigento), hanno ultimato una biografia su Giacomo Leopardi, dal titolo “Leopardi e il suo mondo”, di prossima pubblicazione, che contiene inediti e storia del soggiorno nella nostra città di Leopardi interrotto purtoppo dalla perdita del fratello.

di Antonio Tognoli

Il libro, 760 pagine e 230 foto di documenti, persone e cose è corredato da molte immagini.

Per quanto riguarda i documenti relativi alla morte di Leopardi, gli autori non si sono fermati davanti alle lungaggini burocratiche. Hanno scritto al Ministero dei Beni Culturali che, condividendo il loro progetto, li ha aiutati nella ricerca e concesso l’autorizzazione alla loro pubblicazione nel libro. 

Nella biografia è stato dedicato un intero capitolo all’unico soggiorno di Leopardi a Pisa e alle frequentazioni del poeta: Leopardi si trasferì da Firenze a Pisa, città dal clima più mite e, quindi, più adatta alle sue condizioni di salute, dove visse per circa sette mesi, dal 9 novembre 1827 al 7 giugno 1828. Andò ad abitare in via Fagiuoli, ora via della Faggiola n° 19; all’indirizzo attuale è posta una targa commemorativa sulla facciata del palazzo e, posta un po’ sopra alla targhetta con il numero 19, un’altra targhetta, più antica, conserva la vecchia numerazione 1059 ed è l’unica abitazione ad averla.

Già il 12 novembre 1827 Leopardi scrisse alla sorella Paolina: “Sono rimasto incantato per il clima: se dura così sarà una beatitudine … l’aspetto di Pisa mi piace di più di quello di Firenze: questo lung’Arno è uno spettacolo così bello, così ampio, così magnifico, così gaio, così ridente, che innamora …”. Giacomo condusse a Pisa una vita sociale attiva e molti furono gli amici frequentati; fu invitato, infatti, ad iscriversi all’Accademia dei Lunatici, frequentata dagli intellettuali aristocratici dell’epoca e ospitata in quel periodo a Palazzo Lupi, in via S. Lorenzo 15-19

Il segretario dell’Accademia, conte Alessandro Rosselmini, gli scrisse l’11 dicembre 1827 per chiedergli di «degnarsi accettare il Diploma, che le offro come un sincero attestato della stima che le professo …». Leopardi intrattenne buoni rapporti con Rosselmini, con cui scambiò una breve corrispondenza di tre lettere. 

Il clima, le buone condizioni di salute durante il periodo pisano e l’affetto degli amici risvegliarono in Leopardi l’ispirazione poetica. Come scrisse alla sorella Paolina, il 2 maggio 1828: “Dopo due anni ho fatto dei versi quest’aprile; ma versi veramente all’antica, e con quel mio cuore di una volta”. Nell’aprile 1828, infatti, scrisse in pochi giorni le liriche Il Risorgimento e A Silvia.

L’incantesimo del soggiorno pisano fu interrotto dall’improvvisa e inaspettata morte, a 24 anni, di Luigi, fratello del poeta.

Nel libro sono presenti diverse brevi biografie delle persone frequentate dal poeta, per meglio avvicinare il lettore al “mondo” di Leopardi, fra le quali spiccano quelle di alcune delle ‘donne pisane’, i cui ‘salotti’ furono frequentati dal poeta, come quello di Laura Cipriani Parra Montanelli, della quale gli autori hanno trovato una foto che la ritrae in età matura e che pare sia la sua univa immagine certa; di Elena Mastiani Brunacci, le cui sembianze si possono ammirare nella statua, conosciuta come “L’inconsolabile, che si trova nel Cimitero Antico di Pisa e un suo ritratto si trova esposto al Palazzo Pitti di Firenze; di Sofia Caudeiron Vaccà Berlinghieri, il cui secondo marito fu l’illustre chirurgo pisano Andrea Vaccà Berlinghieri

Altri aspetti della personalità di Giacomo Leopardi potranno essere scoperti leggendo il libro: Aveva conoscenze scientifiche? Amava la musica? Apprezzava le arti figurative? Amava lo sport? Beveva? Fumava? … anche la sua sessualità è stata trattata in un apposito capitolo.

Il libro si rivolge a tutti, ad alunni delle scuole medie e superiori, offrendo loro spunti di riflessione e dibattito, a universitari, a docenti e a cultori di Leopardi.

La biografia gode già di commenti favorevoli di docenti universitari di Pisa, Milano, Roma e Palermo.

Nella foto sopra dove visse Leopardi nel suo soggiorno a Pisa

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