Gian Luca Lazzeri sull’abolizione della Guardia Medica: “Serve un alternativa a questa sperimentazione”

PISA – “Con la chiusura della guardia medica della provincia rischia di sparire anche il servizio di continuità assistenziale notturno che sarà completamente caricato sulle spalle del 118: da febbraio le 12 postazioni di guardia medica presenti nel territorio dell’Asl 5 e aperte tutta la notte saranno sostituite da 5 Case della Salute con orario solo dalle 8 alle 24.

Serve un alternativa a questa sperimentazione che tenga conto delle specificità dei singoli territori». È la dichiarazione del consigliere regionale Ncd e membro della IV commissione Sanità, Gian Luca Lazzeri.

«Già da ottobre – sottolinea – avevamo denunciato che il passaggio del servizio di continuità assistenziale dall’h24 all’h16 avrebbe messo a rischio la stabilità del 118. L’intenzione della Giunta regionale infatti è quella di rimpiazzare le 12 postazioni di guardia medica dove oggi lavorano 50 medici titolari e 7 sostituti con le 5 Case della Salute previste nel pisano con apertura dalle 8 alle 24. Un ridimensionamento che in tutta la Toscana riguarderà 149 postazioni di guardia medica dove oggi lavorano 900 medici.

Il rischio del modello h16, è quello di portare a una paralisi della continuità assistenziale che dalle 24 in poi sarà caricata sulle spalle del 118, senza nessun potenziamento di quest’ultimo, anzi l’unico intervento va in senso involutivo e riguarda proprio l’accorpamento delle centrali operative. Alla base di questa operazione c’è la convinzione che le guardie mediche oggi eseguano una media di 0,8 interventi a notte ma sarebbe interessante osservano quali siano gli interventi calcolati. L’unica certezza è che la fascia oraria h16 non coinciderà con quella garantito fino a oggi dal servizio di guardia medica che offre una continuità assistenziale dalle 21 fino alle 9 inclusa l’assistenza medica di base a domicilio nei giorni festivi e prefestivi. Senza tenere conto dell’importante servizio svolto dalla guardia medica per quanto riguarda le prescrizioni di emergenza, ad esempio in scadenza di piano terapeutici di breve periodo.

La sanità toscana – conclude – si trova ancora una volta immersa in una infinita fase di sperimentazione inaugurata dalla creazione delle Società della Salute, dove si affiancano nuovi Enti a servizi già esistenti, senza dare al cittadino e al Consiglio regionale stesso nessuna certezza sul futuro del diritto alla salute».

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