Giancarlo Freggia (Paim): “Abbiamo iniziato a raccogliere le firme per le telecamere”

PISA – Riceviamo e pubblichiamo un comunicato inviatoci da Giancarlo Freggia presidente della Paim di Pisa.

Abbiamo iniziato a raccogliere le firme per le telecamere ma allo stesso tempo vogliamo anche essere seri. Cosa c’entra la politica. Quella Maestra si sarebbe comportata così a prescindere da chi governa il comune di Pisa! Non credo che avrebbe accarezzato quei bambini se il sindaco fosse stato di destra e picchiati se di sinistra. Il problema è molto più serio e dovrebbe essere affrontato senza ideologia e con tutta la serietà e l’attenzione che l’argomento merita.. ed invece cosa sta accadendo? Tutto si è trasformato immediatamente in un attacco politico (dal quale sia chiaro noi ne prendiamo le dovute distanze) mettendo di fatto in ombra la gravità dell’episodio. Quindi attenzione a divagare, qui la politica non c’entra, qui il problema non è la destra o la sinistra! Questo non è un problema di criminalità organizzata, dove magari il progetto di una forza politica può fare la differenza, qui si tratta di gesti imprevedibili che sfuggono da ogni logica e da ogni controllo preventivo, gesti fatti da persone che godono della fiducia delle madri, dei dirigenti e dell’assessore di competenza.

La responsabilità è totalmente del singolo operatore! Faccio fatica a vedere responsabilità diverse. Sono un addetto ai lavori quindi so benissimo che a Pisa, negli asili pubblici e privati, ci sono grandi professionisti e ottimi educatori ed è vero che il sistema educativo è uno dei migliori in Toscana, ma non per questo dobbiamo rinunciare all’utilizzo di strumenti tecnologici (visionabili esclusivamente dagli organi competenti e non dal datore di lavoro) per scongiurare qualsiasi possibile atto violento.

Io credo che se la maestra che ha usato violenza su quei bambini, avesse saputo che c’erano le telecamere, non avrebbe Mai alzato le mani! Ed è per questo che abbiamo iniziato a raccogliere le firme, per installare nelle nostre strutture le telecamere, perché diventino esclusivamente un deterrente per chi potrebbe abusare del suo potere e non un mezzo di controllo dei lavoratori. Continuerò questa nostra battaglia (mia e di tutta la Paim) che stiamo portando avanti da anni, perché vogliamo che i genitori dei bambini e dei disabili siano sereni quando lasciano i loro figli.

I genitori ed i parenti dei bambini e degli utenti che frequentano le nostre strutture conoscono bene la professionalità degli operatori, ma allo stesso tempo gli operatori sanno che devano fare il possibile per far sì che non solo il bambino o il disabile, ma anche il genitore o il parente sia tranquillo quando lasciano il loro caro nelle loro mani; E le telecamere aiutano sicuramente a creare un clima di serenità e fiducia maggiore, sia per il familiare sia per lo stesso operatore che potrebbe essere un giorno accusato ingiustamente di comportamenti non consoni.

… mi dispiace che chi si oppone alle telecamere negli asili chiuda non solo un occhio ma tutti e due sulle telecamere nelle banche (telecamere messe sui cassieri perché nessun bancario possa fare “danni” con i soldi) e si scandalizza se chiediamo di mettere le telecamere negli asili in modo che nessuno possa fare “danni” con i bambini. Oggi sta vincendo il denaro sulla persona 1-0 Cerchiamo almeno di pareggiare!

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