Gianluca Federici confermato alla guida della CISL di Pisa

PISAGianluca Federici, dipendente aeroportuale, è stato confermato alla guida della Cisl di Pisa, i cui delegati erano convocati mercoledì e giovedì all’Hotel Galilei per il congresso provinciale.

Al suo fianco, in segreteria siederanno Dario Campera e Giorgia Bumma. Nella serata di ieri Federici è stato votato quasi all’unanimità dal nuovo consiglio generale: dei 61 votanti 57 hanno votato per lui, uno per Dario Campera. Due schede bianche e una nulla. In precedenza i 170 delegati avevano eletto il nuovo consiglio generale.

I dati della crisi. «C’è qualcosa di strano nell’economia globale, che va avanti almeno dal 2007: la crescita economica è lenta, i mercati finanziari sono volatili e i responsabili delle politiche economiche sono spesso disorientati»: così Gianluca Federici nel suo intervento al congresso provinciale della Cisl, in corso in queste ore all’hotel Galilei, in via Darsena a Pisa.

«Il tunnel della crisi economica – ha osservato il segretario uscente – si allunga. Il 2017 andrà peggio del 2016, nonostante il costo del denaro sia vicino allo zero e il petrolio intorno ai 55 dollari al barile, ben lontano dagli oltre 100 dollari di appena due anni fa. Confindustria stima la crescita italiana nel 2017 allo 0,5% appena 7,5 miliardi di euro. A fronte di una spesa pubblica ferma sugli 800 miliardi di euro l’anno».

Nel contempo, la disoccupazione giovanile è tornata sopra al 40%. Anche in chiave locale la situazione è preoccupante. Nel 2016, al 30 settembre, erano iscritti ai centri per l’impiego della provincia 68.609 persone. Di queste 28.835 erano maschi e 39.774 femmine. Di queste 6471 avevano meno di 25 anni, 9.247 tra i 25 e i 30 anni, 14.527 tra i 31 e i 39 anni, 38.319 più di 39 anni. I nuovi iscritti negli ultimi mesi ai centri per l’impiego sono stati 14.438.
Delle 68609 persone, 14.208 al 30 settembre dello scorso anno erano straniere. In particolare 13.705 provenivano da paesi a forte pressione migratoria, 503 da paesi con sviluppo economico avanzato.

Nel terzo trimestre del 2016, in provincia di Pisa, erano iscritti alle liste di mobilità 1411 persone licenziati per giusta causa o giustificato motivo da aziende con oltre 15 dipendenti (e a cui va un’indennità pari alla Cassa integrazione modulata per età fino a tre anni) secondo la legge 223 del 1991.

A fine 2016 l’Inps aveva autorizzato il pagamento di 4.368.465 ore di cassa integrazione, chieste dalle aziende della provincia di Pisa. Nel solo gennaio 2017 l’Inps ha autorizzato il pagamento di 1.057.718 ore di cassa integrazione chieste da aziende pisane. Un dato che fa riflettere: nel 2007, prima della lunga crisi economica che ancora sembra interessare il nostro paese, l’Inps aveva coperto nei dodici mesi dell’anno, «appena» 832.312 ore di cassa integrazione.

Nei primi undici mesi del 2016 la Regione aveva ricevuto da 172 aziende del territorio 274 domande di cassa integrazione «in deroga».

Sette anni di forte recessione, una crisi economica tra le più lunghe e gravi che si siano mai sperimentate, con una ripresa che si manifesta debole e priva di spinta e che si attende incostante ha alimentato diseguaglianze sociali e divari territoriali, ampliando l’area della povertà. A questo proposito risulta particolarmente significativa la crescita delle famiglie in povertà assoluta a livello nazionale dal 3,5% al 6,1%. La povertà assoluta è la più dura condizione di povertà, nella quale non si dispone – o si dispone con grande difficoltà o intermittenza – delle risorse primarie per il sostentamento umano, come l’acqua, il cibo, il vestiario e l’abitazione. 
I dati contenuti nel rapporto 2016 della Caritas toscana su povertà ed esclusione sociale ci dicono che oggi la povertà assoluta risulta inversamente proporzionale all’età, cioè diminuisce all’aumentare di quest’ultima: i giovani sono i nuovi poveri.

L’intervento del segretario nazionale. La peculiarità della Cisl? La sua capacità di stare coi piedi per terra e, nel contempo, di avere un’idea di società. «Non è un caso se i nostri padri fondatori decisero di investire nella formazione dei nostri dirigenti, attraverso il centro studi di Firenze». Così Piero Ragazzini, segretario nazionale della Cisl, intervenuto al congresso provinciale del sindacato Ragazzini ha paragonato l’attuale crisi economica a quella vissuta nel 1929. Una crisi dove si sono acuite le «diseguaglianze e dove i poveri si sono comportati meglio dei ricchi». Il segretario nazionale ha provato a dare una lettura del quadro politico internazionale: «Ha vinto la Brexit, ha vinto Trump. Sta vincendo chi ‘chiude’, sta perdendo chi, invece, vuole ‘includere’». 
E il sindacato? In molti – anche tra i recenti governi – hanno cercato di bypassarlo. 
Ed invece federazioni forti e veramente rappresentative e sindacati uniti possono ancora dare un contributo determinante al mantenimento di un modello sociale che abbiamo conosciuto fino ad oggi in Europa («in Europa, fino al recente passato, se nasceva un bambino si faceva festa, a differenza che in America dove se nasceva un bambino … il padre apriva una polizza assicurativa». 
Qual è la mission principale del sindacato? «Quella di contrattare». Una riflessione sul modello contrattuale italiano: «oggi abbiamo almeno 400 diversi tipi diversi di contratto, in altri paesi sono appena 3 o 4. Ci sarà pure una via di mezzo?»

Il saluto del sindaco. La digitalizzazione negli enti locali, l’invecchiamento della popolazione che chiede di ridisegnare il welfare sociale, la rivoluzione tecnologica, ma anche questioni più locali come il futuro dell’aereoporto Galileo Galilei e la sua sinergia con il PeretoLa. Di tutto questo ha parlato il primo cittadino di Pisa – e presidente della provincia – Marco Filippeschi, che ha portato il suo saluto al congresso provinciale della Cisl. Sbaglia la politica se pensa di rispondere alle sfide del futuro usando scorciatoie, bypassando, ad esempio, i corpi sociali intermedi, il senso del ragionamento del sindaco. Ed invece dei sindacati c’è bisogno, eccome, ha osservato Filippeschi, che ha riconosciuto alla Cisl <libertà di analisi e di risposte>. E .

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