Gianni Conzadori (Pres. Comitato Piccoli Azionisti T.A.): “Il Covid-19 peggio dell’11 Settembre”

PISA – “La pandemia del Coronavirus, diffusasi velocemente nel mondo globalizzato, ha provocato uno stop rilevante alle attività produttive e condizionato pesantemente i trasporti pubblici nazionali ed internazionali, sinora artefici di spostamenti veloci di persone e merci, a prezzi sempre più convenienti, grazie a politiche di massima utilizzazione del fattore di riempimento dei vari vettori di trasporto (load factor), importante soprattutto nel settore aereo“, lo afferma il Presidente del Comitato Piccoli Azionisti di Toscana Aeroporti Dr. Gianni Conzadori.

Partendo dalla certezza che il Covid19 sarà sconfitto solo dal vaccino, disponibile fra 12-18 mesi, per la vaccinazione di massa, occorre riflettere su come contenerlo e conviverci nel frattempo. Dal punto di vista sanitario la pandemia ha evidenziato che occorre rafforzare i presidi medici, erroneamente accantonati per esigenze finanziarie e stringere accordi internazionali per affrontare prontamente ed uniformemente eventi analoghi, prevenendone le ripercussioni negative. Gli obiettivi finanziari e gestionali del settore dei trasporti, sono condizionati dai flussi turistici che purtroppo in Italia riprenderanno lentamente, in quanto il trasporto aereo, dopo il lockdown, prevede di recuperare i flussi del 2019, nel 2021/23 o pessimisticamente nel 2023/24. Nel frattempo i social propongono soluzioni fantasiose per la sua ripresa, bocciate sul Financial Times da Ryanair, principale compagnia low cost operante in Italia che in particolare preferirebbe non riprendere a volare non ritenendo profittevole un load factor del 66%, corrispondente ad un posto vuoto tra i sedili. Certamente gli Enti regolatori internazionali decreteranno le normative di sicurezza da seguire, che, da provvisorie diventeranno poi definitive, come accaduto dopo l’attentato delle Torri Gemelle e ciò comporterà aggravi di costi e tempi che, aggiunti ai mancati guadagni, condizioneranno gl’investimenti infrastrutturali del settore. Probabilmente pensava a ciò il sindaco Nardella, per il post COVID 19, suggerendo di mutare le attuali abitudini ed invitando la Regione a tirare una linea per “riformare tutti i modelli gestionali e richiedere ai partner privati di fare altrettanto per quanto riguarda tutto il sistema, trasporto pubblico locale e anche trasporto internazionale” e riferendosi al Polo aeroportuale toscano, pur non avendo ruoli diretti, sostenendo che “cambiando il sistema mondiale dei trasporti, anche il sistema toscano si adeguerà”. Gli effetti subiti dal trasporto aereo a causa della strage dell’11 settembre, che procurò 3.000 morti, sono noti, ma, pur con precauzione, il settore non si bloccò. Sinora in America i morti per COVID 19 sono circa 47.000, l’Italia ne conta 25.500, ma il traffico aereo ed i flussi turistici sono praticamente inesistenti ed il blocco delle attività produttive è generalizzato“.

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