Gigi Simoni: “Ecco perché sono diventato interista. CR7 valore aggiunto per il nostro calcio. Mondiale di basso livello”

PISA – L’ex mister nerazzurro Gigi Simoni ha tenuto a battesimo sabato 14 luglio la nuova sede dell’Inter Club Pisa Boccadarno all’interno del Centro Ippico Boccadarno a Marina di Pisa.

di Antonio Tognoli

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L’ex allenatore tra le altre di Pisa e Inter sempre disponibile alle domande dei giornalisti presenti, ha presentato il suoi libri “Simoni si nasce” scritto con l’aiuto del collega Luca Tronchetti e Luca Carmignani edito da Gooldbook edizioni e “Rivincite‘ a cura di Rudi Ghedini. Un ritorno al passato. Dagli esordi da calciatore alla prima Coppa Italia vinta con il Napoli al passaggio all’Inter fino alla promozione dalla C2 alla B con il Gubbio.

A fine serata mister Gigi Simoni si è collegato tramite Skype con il tifo caldo nerazzurro dei Boys Sun che lo avevano inviato alla festa nerazzurra a Milano.

SU RONALDO. Non sono mancati i ricordi su Ronaldo, il Fenomeno e al suo approdo all’ombra della Madonnina. “Era uno facile da allenare faceva

lui, sia sul campo che fuori. Oltre ad un campione era anche un bravo ragazzo e nel mondo del calcio non è facile trovare persone così”.

SONO DIVENTATO INTERISTA. “Qualsiasi squadra ho allenato mi è rimasta nel cuore ma sono diventato interista per l’amore che i tifosi nerazzurri mi hanno trasmesso in quegli anni e non solo. Io tifavo Torino da sempre ma a Milano ho avuto quell’affetto che mi ha colpito. Tutt’ora vado a vedere l’Inter e mi trattano sempre bene”.

SU CR7. Mister Gigi Simoni si è soffermato anche sull’arrivo in Italia di Cristiano Ronaldo. “Sarà un valore aggiunto per il nostro campionato, la Juventus partirà sicuramente favorita, mentre l’Inter in questo senso potrà rimanere un po’ nascosta”.

SUL MONDIALE IN RUSSIA. “È stato un Mondiale di basso livello condito dalla dolorosa assenza dell’Italia”.

SU MORATTI. “Persona squisita ha fatto tanto per l’Inter. A distanza di 20 anni ci sentiamo sempre siamo rimasti in ottimi rapporti. Ha recentemente ammesso che fu un errore esonerarmi ma non fu colpa sua ma di alcuni dirigenti”.

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