Gioco d’azzardo, la Toscana risponde con la tecnologia

PISA – Formazione e comunicazione, sono queste le due mosse che la Regione Toscana vuole mettere in campo per contrastare il gioco patologico. Lo ha dichiarato Simona Neri, responsabile DGA Anci regionale, durante il convegno tematico tenutosi di recente a Firenze. “Dobbiamo formare gli esercenti e gli operatori del gioco e poi monitorare scientificamente il fenomeno, per renderlo misurabile”. 

La prima mossa sarà quella di inviare un questionario ai sindaci, in maniera tale da conoscere e monitorare le iniziative messe in atto sui territori, poi quello di organizzare, da marzo 2020, un corso di formazione sulla dipendenza da gioco rivolto agli enti locali, con focus speciale sui piccoli Comuni. 

Ad aiutare nell’azione di monitoraggio sarà anche la tecnologia: è stata varata infatti l’app Smart per slot machine e Vlt, acronimo di Statistica e Monitoraggio della Raccolta Territoriale, un supporto digitale che servirà a verificare e monitorare la corretta applicazione delle regole sugli orari in cui possono essere attivi gli apparecchi da intrattenimento. Lo ha annunciato Benedetto Mineo, direttore delle Dogane e Monopoli, presentandolo alla Commissione Finanze alla Camera. “In questo modo metteremo a disposizione di tutti gli interessati una base conoscitiva sul gioco legale nel nostro Paese – ha spiegato – che potrebbe inoltre consentire di attuare due specifiche disposizioni legislative di recente emanazione”. L’app smart potrà essere utilizzata anche per supportare il monitoraggio dati a livello nazionale, per rappresentare l’andamento di ciascun dato nel tempo, per analizzare la distribuzione di punti vendita e apparecchi da intrattenimento. Così facendo si potrà contrastare il gioco d’azzardo illegale ma anche studiare più da vicino il fenomeno del gioco patologico. 

Una piaga che affligge anche la Toscana, dove il quadro epidemiologico della diffusione della ludopatia nella popolazione generale viene stimato prendendo spunto dai dati nazionali. Secondo il report divulgato da AAMS, sarebbero infatti circa 30.000 i residenti toscani affetti da gioco d’azzardo patologico e, per il dato aggiornato al 2015, erano circa 1.400 gli utenti in carico presso i Servizi per le Dipendenze in cura per la stessa patologia (oltre il 5% di tutta l’utenza afferente in Toscana), un dato importante se si considera che agli inizi del 2000 erano appena 300.

Aggiornato sempre al 2015 è lo studio EDIT condotto da ARS per il gioco giovanile: il dato toscano risulta in linea con il dato nazionale e riguarda il 47% del campione (58,1% nel 2011), il 59% tra i maschi e il 34% tra le femmine, con preferenza per le scommesse sportive e i Gratta e vinci e una spesa media per scommessa non supera i 10 euro per oltre la metà dei giocatori. Al campione analizzato è stato sottoposto il test di screening Lie/Bet Q, per capire quale percentuale è potenzialmente a rischio. Il risultato è del 7.3%. 

Numeri da tenere in costante controllo. E che da oggi saranno monitorati anche grazie alla tecnologia.

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