Gioco d’azzardo in Toscana. Pisa fra le province più virtuose

PISA – Sono numeri in crescita quelli del gioco d’azzardo in tutta la regione Toscana. Numeri che vanno monitorati, per avere sempre sotto controllo le problematiche e i punti di forza, le zone d’ombra in cui investire in sicurezza e tutela e gli spazi per investimenti futuri.

I dati, emersi dall’inchiesta condotta da Gedi Digital “Italia delle Slot 2″, mettono in mostra come i toscani spendano all’anno oltre 4 miliardi di euro in azzardo. Ogni abitante, in media, sborsa 1.304 euro, con il record che appartiene al comune di Montecatini Terme, dove la spesa pro capite arriva addirittura a 6.067 euro. A livello provinciale il primato appartiene a Prato, dove si spendono 2.948 euro a testa, seguito da Massa Carrara (€1.492,94), Lucca (€1.403,78), Pistoia (€1.325,36), Livorno (€1.255,12), Firenze (€1.188,53) e Arezzo (€1.108,44). Pisa invece figura tra le più virtuose, con una spesa pro capite di 1.006 euro, insieme a Grosseto (€1.108) e Siena (€888,78).

Un flusso di denaro importante, che va a finire non solo nelle tasche di tanti fortunati toscani, ma che alimenta anche le casse dello stato. L’Erario italiano, infatti, vede nel gioco d’azzardo un vero e proprio polmone verde di sopravvivenza, grazie alle tasse e ai contributi che le aziende del settore sono costrette a versare. Ma a pagare non sono solo i grandi leader del gambling, sono anche i piccoli scommettitori. Dal 2012, ad esempio, le lotterie sono state da una tassa del 6% sulle vincite superiori ai 500 euro, mentre dal 2017 sono arrivate nuove modifiche, distinguendo i vari giochi: casinò, lotto e Gratta e Vinci. Il PREU, ovvero il prelievo erariale unico, ha portato la tassazione anche al 19% in certi casi.

Il discorso sulla tassazione delle slot machine e degli altri giochi da casinò è cambiato dal luglio 2018, quando è stato approvato in Italia il famigerato Decreto Dignità, fortemente voluto dal Governo Conte e dal ministro pentastellato Luigi Di Maio. Con questa riforma sono aumentate ulteriormente le tasse sul gioco, andando a vietare inoltre molti tipi di pubblicità ai giochi d’azzardo, colpendo i portali online e le squadre di calcio, tanto per fare qualche esempio. Nel mese di settembre del 2018 le tasse sono salite al 6,25% per le Vlt e al 19,25% per le slot machine. Ma il calendario di tassazione progressiva del PREU prevede per le Vlt una percentuale del 6,68% entro il 2020 e del 6,75% entro il 2021 fino a tornare nel 2023 al 6,6%.

Tasse che vanno a finire nelle casse dello stato, impegnato a investire parte di questi fondi anche nella lotta al GAP, il Gioco d’Azzardo Patologico. In Toscana, stando ad una ricerca di Avviso Pubblico, i numeri sono in aumento soprattutto tra gli studenti-giocatori. Bisogna intervenire prima che sia troppo tardi. 

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