Giornata della memoria delle vittime della mafia. L’albero della legalità targa per Giuseppe Tallarita

PISA – Giuseppe Tallarita, un nome che a molti, se non a tutti i nostri lettori dice poco o niente, ma che da venerdì 19 marzo fa bella figura di sé nella targa a lui dedicata quale simbolo delle vittime della mafia ed apposta nella centralissima Piazza Martiri della Libertà, prospiciente uno degli ingressi della Scuola Superiore Sant’Anna, unitamente al piantamento di un platano a perenne ricordo.

di Giovanni Manenti

Cosa aveva di “speciale” Tallarita, nulla se non quello di amare perdutamente la propria terra, quella Sicilia che, specie a cavallo degli anni ’90, era dilaniata da quella che i media definirono all’epoca la “Seconda Guerra di Mafia” portata avanti dal Capo dei Capi Totò Riina e che trovò il suo culmine nel barbaro, duplice assassinio dei Giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e delle relative scorte tra il maggio ed il luglio 1992, ma assieme a loro, ed ad altri fedeli Servitori dello Stato, a cadere in una tale mattanza furono anche persone comuni, come appunto Giuseppe Tallarita che, dopo la meritata pensione, si trova a coltivare con amore il proprio terreno a Butera, piccolo centro in Provincia di Caltanissetta.

E’ un uomo di sani ed antichi valori, Giuseppe e non può accettare che sul suo appezzamento di terreno venga praticato il pascolo abusivo, purtroppo di moda a tali latitudini, così da far presente la circostanza ad un giovane pastore che, a distanza di 10 anni, divenuto un affiliato di una cosca, passando vicino al terreno di proprietà di Tallarita, si ricorda di quello che, a suo dire, è stato uno “sgarro”, ed ordina a due suoi sicari di uccidere il povero pensionato 66enne. Sono le 18:30 del 28 settembre 1990, oltretutto una data importante per Giuseppe, poiché celebra l’anniversario di nozze con l’amata Rosina, e la sera è prevista una gran festa, assieme ai figli ed ai numerosi nipotini, quella festa che si trasforma in lutto per aver scontato il “delitto di lesa maestà” di aver difeso un proprio, sacrosanto diritto.

Ecco, ora sapete chi era Giuseppe Tallarita, una delle tante vittime innocenti che Pisa ha quest’oggi voluto onorare in anticipo sul prossimo 21 marzo, dedicato a livello nazionale a “Giornata della Memoria di tutte le vittime innocenti delle Mafie“, alla presenza del Presidente del Consiglio comunale Alessandro Gennai, dell’Assessore alla sicurezza Giovanna Bonanno, dell’Assesore alle Politiche Socio Educative e Scolastiche Sandra Munno, oltre che del Questore di Pisa Dr. Gaetano Bonaccorso, del Comandante dei Carabinieri Col. Giulio Duranti, del Comandante della Polizia Municipale Alberto Messerini, nonché, senz’altro la più importante, la nipote di Giuseppe, Rosy Tallarita. Il tutto è stato fortissimamente voluto da Giovanni Pasqualino, consigliere della Lega, ormai da molti anni sul nostro territorio.

Quale sia stato il significato di questa cerimonia lo chiarisce l’Assessore Giovanna Bonanno: “Anticipando di qualche giorno la ricorrenza in ricordo delle vittime della mafia, abbiamo voluto dare un segnale tangibile in tal senso attraverso la piantumazione di un “albero della legalità” e l’apposizione di una targa in onore di tutte le persone innocenti che hanno perso la vita per mano della mafia, iniziative che vogliono rappresentare un momento di riflessione profonda ed al tempo stesso costituire un “luogo della memoria”, in quanto sia il ricordo delle vittime che l’importanza della lotta alla criminalità organizzata devono far parte della nostra quotidianità“, “Mi sia infine consentito“, conclude l’Assessore, “di ringraziare particolarmente per la sua presenza la nipote Rosy Tallarita, nonché Presidente dell’Associazione “Vedo, Sento, Parlo in memoria di Giuseppe Tallarita”, la quale ha portato la testimonianza del nonno, persona comune come tante ma di sani principi morali per difendere i quali ha pagato con la propria vita, un vile atto che deve ancor più far riflettere su come noi Istituzioni non si debba in alcun modo abbassare la guardia nella lotta alla criminalità organizzata”.

Il progetto portato avanti dall’Amministrazione Comunale prevede anche che l’albero quest’oggi piantato sia successivamente addobbato con i disegni delle Scuole dall’asilo sino alle Medie inferiori, un’iniziativa pienamente condivisa dall’Assessore Sandra Munno che sottolinea: “E’ stato da noi chiesta alle Scuole una partecipazione ed una riflessione sui temi della legalità e della lotta alla criminalità, difficili da affrontare da soli, così come anche per le singole famiglie e quindi è giusto e doveroso che le Istituzioni offrano il loro contributo per spiegare ai ragazzi l’importanza di affrontare tali argomenti, tra cui appunto la nostra Amministrazione Comunale e non posso che essere soddisfatta che la nostra proposta sia stata accolta positivamente come dimostrano già i primi disegni affissi attorno all’albero, con la sola amarezza, a causa del perdurare dell’emergenza sanitaria in atto, di non aver potuto portare fisicamente i ragazzi a presenziare a questa cerimonia“.

Ma è indubbio che la vera protagonista di questa mattina, in quanto direttamente e personalmente coinvolta, non può che essere stata Rosy Tallarita che, pur dichiaratasi emozionata, ha saputo dimostrare quella forza d’animo e fierezza di una regione troppe volte violentata, nel suo ricordo: “di mio nonno è rimasto tutto, è un ricordo costante che vive nella nostra memoria e ci impegniamo, come Associazione, a tenerne vivo quotidianamente il ricordo, poiché il vero senso della sua vita, che era la famiglia, deve necessariamente vivere divulgando il suo sacrificio, anche se sono certa che non volesse assolutamente essere un eroe, non avendo fatto altro che esercitare un suo diritto nella maniera più semplice possibile, ovvero riuscendo a dire un no che gli è costato la vita“.

Quello che noi ci prefiggiamo“, continua la nipote, “è appunto di divulgare queste storie semplici di persone che hanno avuto questa capacità di opporsi ai soprusi, in quanto veicolano un messaggio importantissimo che è quello che la mafia possiamo incontrarla nel quotidiano, sia a Nord che a Sud ed in quel momento possiamo essere chiamati ad un gesto eroico e cosciente che è quello di sapere dire di no“.

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