Giorno della Memoria. Pisa non dimentica. La cerimonia alla Gipsoteca. Le foto

PISA – Anche a Pisa è stato celebrato il Giorno della Memoria. Il 27 gennaio si apri il campo di Auschwitz da parte della truppe sovietiche che lì arrivarono il 27 gennaio 1945. Per non dimenticare dunque uno dei momenti più tragici della nostra storia, come le vittime dell’Olocausto, non soltanto gli ebrei, ma anche gli omosessuali, i dissidenti politici, i malati mentali, gli emarginati sociali e gli appartenenti ad alcune minoranze etniche.

di Giovanni Manenti  – Foto/servizio di Roberto Cappello  (vietata la riproduzione)

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Come da programma a Pisa si è svolta la cerimonia commemorativa presso la Gipsoteca di Arte Antica di Piazza San Paolo all’Orto alla presenza del presidente del Consiglio Comunale Ranieri Del Torto e l’Assessore alle politiche sociali del comune Maria Luisa Chiofalo, Alberto Pardini Vicepresidente Anpi Pisa e Maurizio Gabbrielli Presidente Comunità Ebraica di Pisa.

La cerimonia ha visto protagonisti gli studenti della classe 4ASA del “Liceo F. Buonarroti”, che hanno presentato la storia della famiglia Roccas / Della Seta, che venne arrestata a Chianni e deportata al Campo di Auschwitz dal quale non fece ritorno. A corredo dello studio fatto sulla vicenda i ragazzi hanno proiettato un video “Il viaggio di Renzo”, realizzato in collaborazione con il CNR WEBTV di Pisa.

Il Prefetto Attilio Visconti ha commentato così il video dei ragazzi del Liceo: “Non è facile prendere la parola dopo aver assistito a questo evento. Sento il dovere di unire il filo conduttore che la Shoah ha un senso solo se ci assumiamo tutti il compito che queste tragedie non avvengano ancora. Desidero partecipare il mio impegno personale a fare l’opposto del nazismo in un’ottica di democrazia e di svolgere un ruolo attivo nel rispettare i valori di uguaglianza e di integrazione. Concludo come avere cura della pace e della democrazia è un dovere di ognuno di noi, ma soprattutto di chi ha ruoli istituzionali come il mio”, conclude il Prefetto.

“Desidero dare il benvenuto alle autorità civili e militari che hanno deciso di passare questa giornata insieme a noi – esordisce Marilu Chiofalo – questo giorno è a ricordo dell’apertura per la prima volta dei cancelli di Auschwitz. Ringrazio anche la Preside del Liceo Buonarroti per la collaborazione ed il lavoro svolto dagli studenti. L’apertura dei cancelli di Auschwitz e le foto scattate hanno portato alla luce gli orrori dell’olocausto. Per molti anni solo foto, poiché i sopravvissuti avevano pudore a ricordare tali eventi. L’atrocità’ dei campi di sterminio non può essere in nessun modo giustificata in nome di un assurdo genocidio del popolo ebraico, eliminando ogni traccia di solidarietà umana tra i deportati sino a ridurre tali persone a cumuli di cenere in nome della “Soluzione Finale. Di questa tragedia dobbiamo oggi chiederci quanta consapevolezza ci sia nel mondo moderno – continua la Chiofalo – visto che ancora esiste in alcuni Paesi la prassi della tortura. Penso anche alla violenza sulle donne, frutto di una incapacità di accogliere la differenza tra le persone ed ancora oggi il popolo ebraico è oggetto di campagna di odio e penso anche ad Internet, diventato mezzo di messaggi di odio. Penso anche alle campagne contro gli omosessuali, anche loro oggetto di deportazione nei campi di sterminio. Noi abbiamo chiesto alle istituzioni ed ai singoli cittadini un impegno importante per questa giornata ed il programma di eventi è particolarmente ricco, offrendo alla città importanti temi di riflessione, rapportati anche alla realtà attuale. In particolare desidero ringraziare le scolaresche che si sono molto impegnate nell’organizzazione di questi eventi, in maniera superiore rispetto agli anni precedenti.

Parola a Maurizio Gabrielli Presidente della Comunità ebraica: “Ringrazio tutti i presenti e chi hanno collaborato in particolare il Comune di Pisa per la sensibilità che ogni anno dimostrano. Purtroppo i recenti fatti di cronaca hanno confermato che il mondo non ha ancora capito e l’unica strada che possiamo percorrere è rinnovare il ricordo delle atrocità del passato in una Società che vive nell’amnesia del passato. Iniziative come la posa delle pietre vanno in questo senso, così come il documentario realizzato dai ragazzi del Liceo scientifico. Il contrario dell’Amore non è l’odio – afferma Maurizio Gabriella – ma l’indifferenza deve essere superata.

Ogni anno ci troviamo a ricordare episodi di sofferenza che generalmente vengono rimossi dalla mente – esordisce il presidente del Cosiglio Comunale Ranieri del Torto – oggi invece siamo qui per riportare alla memoria un evento tragico e credo che questo male assoluto in un periodo che sembra lontano ma che in realtà è di soli 70 anni fa, at il racconto dei primi reduci che inizialmente si erano chiusi in un comprensibile silenzio, ma poi hanno avuto il coraggio e la forza di raccontare, anche a loro rischio, nato dalla volontà di voler affermare quel messaggio dato dalle due parole “Mai più”. Oggi ci chiediamo se questa tragedia potrà mai ripetersi, e vogliamo lottare contro le discriminazioni attuali, di religioni, di razza, di sesso. Dentro le nostre società – continua Del Torto – siamo ancora portati ad escludere chi sia diverso, dobbiamo abbattere quei muri che per il nostro egoismo ancora erigiamo a protezione del nostro io”.

Alberto Pardini, vicepresidente ANPI afferma: “Ci siamo sempre battuti per questa giornata che grazie anche al nostro contributo è stata istituzionalizzata con una legge dello Stato, con cui si ricordano gli Italiani che hanno dovuto sopportare la deportazione. La shoah è stata si una politica di sterminio degli ebrei, ma non solo, anche dei deportati comuni in nome di una cultura di una potenza superiore che il regime nazista voleva imporre al mondo. Occorre pertanto ricordare queste vicende per combattere chi vuole dimenticare per preservare i caduti ed evitare che questi errori possano ripeterso in futuro. Quanto avvenuto di recente con gli attentati ci deve far riflettere su quale sia il valore al mondo d’oggi della libertà e ricordare che in paese che non ha memoria non può avere un futuro”.

A fine cerimonia lo “Scoprimento delle Pietre d’Inciampo” in memoria di Valentina Della Seta, Elda Di Nola, Mario Roccas e Renzo Roccas, deportati ad Auschwitz nel 1944  e purtroppo mai più ritornati.

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