Giovanni Giuffrida a Pisanews: “Il Pisa può arrivare in finale. Pubblico da serie A. A Pisa verrei a piedi di notte come molti calciatori”

PISA – Per parlare della sfida tra Pisa e Pordenone Pisanews ha contattato un giocatore che con il Pisa ha da poco giocato, si tratta di Giovanni Giuffrida un elemento molto importante della Maceratese  a cui mister Bucchi spesso si è affidato.

di Maurizio Ficeli

Giovanni Giuffrida, centrocampista, alto cm.1,68 per 63 kg., siciliano di Catania, essendo nato nella città etnea il 24 ottobre 1985. Giuffrida ha iniziato nella squadra della sua città. È giunto a Macerata in questo campionato, proveniente dalla Torres, voluto fortemente da Mister Bucchi e domenica è stato uno dei migliori nelle file biancorosse.

Giovanni grazie per aver accettato l’invito del nostro portale. Come sei arrivato alla Maceratese?

“Ero alla Torres insieme a Mister Bucchi, il quale mi ha voluto fortemente con lui alla Maceratese, una volta avuto l’incarico di allenatore della squadra biancorossa”

E con la Maceratese domenica scorsa, all’Arena, hai disputato la gara dei playoff, dove tu malgrado l’eliminazione della tua squadra, sei stato fra i migliori. Era la prima volta che disputavi gare come questa?

“No, già mi era capitato di sfiorare una promozione dalla C/2 alla C/1, quando giocavo nella Vigor Lamezia contro il Catanzaro e perdemmo al 95′. Poi persa la promozione diretta, disputai i playoff persi con la Paganese”.

Che giudizio dai sulla stagione appena conclusa con la maglia della Maceratese?

“È stata una stagione bellissima e piena di grande intensità, con una squadra composta da un grande gruppo di giocatori, che hanno lottato fino alla fine, con uno staff tecnico all’avanguardia ed un allenatore, Mister Bucchi, preparatissimo”.

Rimane il rammarico, da parte vostra per questa gara persa all’Arena. Cosa è mancato a tuo avviso alla Maceratese per centrare l’impresa all’Arena?

“Noi siamo scesi a Pisa con l’intenzione di giocarcela a viso aperto, infatti, come tu hai potuto vedere, siamo partiti forte, cogliendo anche un palo e stando in avanti per 30′. Poi è arrivato quel gol di Crescenzi, subito su una palla inattiva, che ci ha spiazzato. Nella ripresa c’è stato quel calcio di rigore a favore del Pisa che ci poteva stare, come però ci poteva stare un rigore a nostro favore nel primo tempo. Purtroppo è andata peggio a noi”.

Ora il Pisa dovrà affrontare una doppia semifinale col Pordenone e se riuscirà a passare, una finale o con il Lecce o con il Foggia. Qual’e il tuo pronostico?

“Ho visto giocare tutte le squadre di questi playoff, perchè ho seguito tutti e tre i gironi della Lega Pro e ti dico che son tutte squadre ben organizzate. Il Pisa ha dalla sua parte un pubblico favoloso che può essere l’arma in più per spingere la squadra al successo finale. Anche Lecce e Foggia sono compagini forti supportate da ambienti di tifo caldi, rispetto a Pordenone, piazza più tranquilla. A mio avviso, il Pisa può farcela a battere i ramarri, sono certo che il pubblico pisano, sia in casa che fuori, darà alla sua squadra una grande mano, ma nulla è scontato, il Pisa però ha buone probabilità di arrivare in finale”.

Stai parlando con entusiasmo della cornice di pubblico che c’era domenica all’Arena. Che impressione ti ha fatto?

“Anzitutto c’è da dire che Rocco Sabato, ex nerazzurro e mio attuale compagno di squadra, mi ha sempre parlato di Pisa in maniera strepitosa ed io domenica scorsa ho potuto constatare questo di persona e ho potuto vedere come si vive il calcio li a Pisa, ed io, che sono di Catania, piazza simile a Pisa, so cosa vuol dire avere alle spalle un ambiente caloroso”.

Certo, una piazza, Pisa nella quale molti giocatori ambiscono a venirvi a giocare…

“Ad una piazza del genere non si può dire di no, a Pisa chiunque ci verrebbe a piedi anche camminando di notte e anche io li, per le mie caratteristiche, mi sentirei esaltato. Domenica vedere lo stadio pieno è stata davvero tanta roba. Quando trovi tifoserie come quella pisana è giusto fare a loro un grande applauso, perchè hanno una mentalità da serie A. Questo, senza nulla togliere a Macerata ed ai suoi tifosi, dove sto bene. Anche lì i tifosi ci sono stati sempre vicini fino all’ultimo come anche domenica a Pisa”.

Per finire,una nota di colore, tu sei catanese doc e tifoso del Catania, cosa hai provato quando l’eterna rivale Palermo ha raggiunto in extremis la salvezza in serie A?

“Da buon sportivo, sono stato contento per loro, però come grande tifoso ultrà del Catania è inutile che ti dica che rosico un po’ (risata, n.d.r.)”

Foto tratta dal sito ufficiale della www.ssmaceratese.it

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