Giuseppe Corrado: “Lo stadio? Un’esigenza. Sugli obiettivi non pongo limiti”

PISA – Durante la trasmissione Il Nerazzurro di Massimo Marini su GTV è stato il presidente del Pisa Sporting Club Giuseppe Corrado è intervenuto toccando temi importanti riguardanti le prossime gare dei playoff e i progetti futuri riguardanti la società nerazzurra da lui guidata.

di Maurizio Ficeli

Giuseppe Corrado parla dei suoi inizi di carriera a livello di manager: “Sono piemontese di nascita e son diventato parmense per motivi professionali, in quanto mi ero laureato in economia e commercio da quattro anni ed ebbi una proposta da Barilla ed iniziai un percorso di manager ed esperto di marketing lontano dalla mia città, Torino, dopo aver avuto una esperienza in Olivetti”.

Sulla sua esperienza in ambito calcistico: “Premesso che in ogni settore si impara sempre qualcosa di diverso, un manager in quanto tale deve essere bravo a gestire ogni settore che gli capita. Riguardo al calcio lo avevo un pò frequentato avvicinandomi al Milan,poi mi sono occupato di cinema, due ambienti che hanno diverse cose in comune,il cinema ha gli attori, il calcio i calciatori”.

Riguardo all’acquisizione del Pisa il presidente Corrado afferma: “Effettivamente l’acquisizione del Pisa è stata una cosa ponderata, anche se siamo stati un po’ presi dalla fretta e dall’aria positiva che ci trasmettevano i tifosi nerazzurri e che però ci hanno fatto accelerare i tempi. Una avventura, la nostra a Pisa, che è cominciata ma che dovrà ricominciare anche perché la retrocessione dalla serie B che abbiamo subito, è stata sicuramente un dazio molto pesante da digerire. Se penso anche a tante cose che ci hanno deluso in questi mesi forse non le rifarei, anche se l’attaccamento dei tifosi pisani ci danno entusiasmo e forza di andare avanti. D’altra parte in ogni esperienza ci sono valori e negatività e l’esperienza che sto portando avanti nel Pisa non è diversa da altre esperienze che ho avuto in precedenza, vedi Barilla, Cinema, Fininvest, anche se bisogna sottolineare che la differenza fra il calcio è i business razionali sono i risultati e nel calcio magari un punto perso può vanificare il lavoro di una intera stagione, perché il calcio è uno sport fatto di speranze e non di certezze”.

Il presidente nerazzurro parla della sua passione per la Juventus: “Sono juventino per tradizione familiare, anche se da piccolo ho simpatizzato per i granata, poi entrai a giocare nelle giovanili bianconere.Inoltre ho frequentato molto la famiglia Boniperti, con lui che chiamava spesso in mia presenza Michael Platini. Chi è secondo me il Platini del Pisa?Senza far torto a nessuno, vedo Davide Di Quinzio”.

Ancora sul Pisa: “Siamo all’inizio di un viaggio lungo ed interminabile che non ha limiti e mete, e chi come noi ha ambizioni limiti non ne ha avendo obiettivi maggiori da conquistare che ci darebbero grande orgoglio”.

Sulla questione dello stadio: “La sua ristrutturazione è una esigenza per la squadra in ogni caso,è noi,sapendo che i comuni in genere hanno difficoltà oggettive, ci siamo fatti promotori di questo progetto che il comune stesso ha apprezzato, perché crea valore per la città e per l’ente comunale stesso che non deve investire alcun danaro . Senza lo stadio ristrutturato dovremmo cercare un’altra casa che ci ospiti”.

Sui playoff: “Io penso che qualsiasi avversario si debba preoccupare di affrontare una formazione come quella del Pisa, anche se, magari per motivi logistici, vorrei evitare qualche squadra del Sud”.

Riguardo alla questione dell’aumento dei posti all’Arena per i playoff Corrado conclude: “Sull’aumento della capienza cercheranno di accontentarci, noi abbiamo chiesto il massimo, anche se ci è stato detto che alcune deroghe tipo quelle di Pisa-Foggia non possono essere più concesse, ma io mi aspetto tanta gente all’Arena perché partite come queste si vincono con il calore del tifo ,facendo sentire agli avversari il fattore campo”.

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