Gli abitanti di Via Battelli: “Un cartello poco esaustivo”

PISA – I cittadini del quartiere di Via Battelli hanno appreso da un cartello pubblicitario e dalla stampa la notizia relativa alla costruzione, in Via Pellizzi, 7, di un nuovo edificio residenziale di 5 piani f.t., comprendente 24 appartamenti, in luogo dell’edificio esistente di 2 piani f.t. per complessivi 2 appartamenti.

Le nuove abitazioni vengono proposte in vendita mediante un cartello (nella foto) che si maschera da comunicazione istituzionale arrecante la scritta “Comune di Pisa”, ma che si è poi rivelato essere pubblicità privata, fornendo delle sintetiche caratteristiche e indicando la Cooperativa che li andrà a realizzare, nonché la Norma del Regolamento Urbanistico in virtù della quale sarebbe consentita l’opera. Sempre dalla lettura della stampa e dall’ascolto della registrazione audio relativa alla seduta della Prima Commissione Consiliare del 30 marzo u.s. (disponibile sul sito del Comune di Pisa: http://www.comune.pisa.it/it/default/18920/1a-CCP-del-30- marzo-2016.html), è emerso che, a seguito di un’interpellanza presentata dal Consigliere Comunale Marco Ricci di Una città in comune, in sede di discussione, l’assessore e il dirigente competenti hanno affermato che non esiste alcuna richiesta di autorizzazione al rilascio di titoli abilitativi alla costruzione dell’edificio rappresentato nel suddetto cartello.

Dell’assenza di permesso è stata data notizia anche sul sito del giornale PisaToday (www.pisatoday.it/cronaca/case-vendita-senza-autorizzazione-via-pellizzi-pisa.htm), che denunciava la pubblicizzazione e vendita di un immobile del quale gli uffici tecnici comunali non avevano alcuna notizia. Sullo stesso sito veniva però successivamente data notizia della rettifica, intervenuta a cura del legale della Cooperativa costruttrice, che smentiva quanto dichiarato dall’assessore e dal tecnico in sede di prima commissione consiliare, fornendo dati precisi su numero di protocollo ed epoca di richiesta del rilascio del permesso di costruire, risalente, addirittura, al 2015. Francamente, la vicenda descritta suscita vivo stupore, preoccupazione e disorientamento. A cosa e a chi devono devono credere gli abitanti? Come cittadini, avendo a cuore la vivibilità del quartiere, si auspica che si possa procedere a risanare l’edificio esistente, in particolare rimuovendo l’amianto delle coperture, ma questa operazione non può passare attraverso la costruzione di un nuovo edificio ad uso residenziale di 5 piani f.t. Infatti, il nuovo edificio, così come prospettato nel cartello pubblicitario, si inserirebbe in una zona con elevato carico urbanistico, caratterizzato da strade strette e senza marciapiedi, pochi parcheggi e assenza di aree verdi. Altri 24 appartamenti, costruiti all’interno di un’area di così ridotte dimensioni, andrebbero a significare un aumento della densità abitativa non sostenibile. D’altra parte, la stessa norma del Regolamento Urbanistico invocata per richiedere il titolo abilitativo alla costruzione, tiene conto di tali elementi, che dovranno essere valutati con estrema ponderazione per non creare situazioni di disagio e criticità all’intero quartiere. Alla luce di quanto sopra, i cittadini chiedono che la Pubblica Amministrazione faccia urgentemente chiarezza sul presunto intervento e sulle sottese politiche urbanistiche che interessano la zona, tramite un incontro aperto con i cittadini.

Fonte: Carlo Aliprandi, Alessandro Strambi, Ornella Aglioti, Simone Aliprandi, Chiara Tommasi, Gaetano Rizzo, Manola Cortopassi di Loreto, Pietro Milella, Elena Casarosa, Giovanna Bernardini, Lucia Montagnoli, Mario Tampucci, Claudio Moreschini, Catia Renzi, Paolo del Guerra, Giuseppe Milella, Mauro Lemmi Gigli, Francesca Martini, Giovanna Zanello, Michele Borghese.

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