Gli Amici di Pisa: “Città depisanizzata, depredata e controllata a distanza”

PISA – Tra crisi generale, sviluppo zero, spopolamento, esclusione da investimenti alla ricerca e start up, minimalismo strategico, grave ridimensionamento dell’Aeroporto. Le Amministrazioni Comunali pisane dal ’90 ad oggi hanno consegnato Pisa al peggior offerente: Firenze. Che ricambia con qualche poltroncina.

“Lo diciamo da anni, inascoltati come Cassandra: se Pisa non crea occasioni, attrae investimenti ma si limita a gestire lo status quo, il potere, c’è lo stallo. Ma da anni, qualche opportunista da strapazzo si affretta ad attaccarci con ottime dosi di coda di paglia e smentite degne di Pulcinella. Il morto, anzi la morta-Pisa è sulla bara. Perché per oltre 20 anni è stata inseguita -e lo è meschinamente anche oggi- la rovinosa politica dello sviluppo zero. Una politica valida solo per Pisa! Escluse Firenze, Livorno, Cascina, Pontedera, sedi di bacini elettorali ben noti e che si sono imposti in danno di Pisa nel grande circo dei pesi e contrappesi delle segreterie di partito. Siamo alle porte con i sassi, ai frutti avvelenati di quella folle scelta: Pisa ha perso 20mila residenti negli ultimi vent’anni (mille l’anno, tre al giorno) e conseguenti irreparabili danni socio-economici. Ridotto il Consiglio Comunale e i deputati eletti in Parlamento, la meglio gioventù pisana è stata costretta ad emigrare per trovare decente collocazione lavorativa. La Tangenziale di Nord Est viene promessa ad ogni campagna elettorale e mai iniziata, la via turistica indicata come rilancio economico (tipo Mosè sul Mar Rosso) quando i Musei cittadini -tranne Palazzo Blu e l’OPAE- sono di scarso livello o peggio chiusi al pubblico. Assente ogni tipo di biglietto unico, inesistente promozione turistica, chiese chiuse e cadenti, inospitalità diffusa, collezioni e reperti accatastati come vecchi pneumatici, biblioteche centenarie disperse o peggio eliminate. Mura Storiche clamorosamente chiuse. Distrutto il commercio di vicinato dai troppi supermercati, dissipato l’artigianato di qualità. Oppure vogliamo parlare dei Comuni limitrofi, così vicini a quello alfeo da impedire lo sviluppo di Pisa e anzi beffardamente si compiacciono che questa non abbia ricevuto nuovi insediamenti di Ricerca Scientifica e Tecnologica o costruito popolose villette a schiera.

L’Aeroporto “Galilei” poi, che mesta fine aspetta! Dovrà fare i conti -tra molto poco, meno di quanto si creda- con la nuova pista di Peretola per la quale, come annunciato da Marco Carrai di ADF “le compagnie aeree sono in fibrillazione per partire con nuovi i voli internazionali”. E’ evidente che a quel punto Pisa non avrà più l’attuale potere di supremazia e di controllo stabile in una prossima Holding con Firenze: che intanto non c’è ma la pista concorrenziale al “Galilei” è di fatto, autorizzata. Disgustoso, fino all’oscenità politica, vedere pisani che si genuflettono al fenomeno mediatico Matteo Renzi artefice del patto scellerato con Enrico Rossi che ha portato al nuovo PIT sulla Piana di Sesto in danno di Pisa. Questi pisani cosa diranno agli altri pisani un domani, quando il “loro” Renzi una volta eletto in altri scranni riuscirà a far captare finanziamenti pubblici ad hoc per costruire una pista concorrenziale al Galilei in quel di Peretola? E sul “Galilei” potremo farci un bel rodeo, anzi un “parco verde”. Già, proprio nei giorni scorsi è la notizia che la Stella Maris si trasferirà in via Bargagna nei terreni ex Provincia di Pisa. Ma è davvero tanta l’estensione che ne rimane: potevamo farci dei Campus Universitari ben completi di ogni comodità o abitazioni di medio livello per giovani famiglie pisane. Invece no: ha vinto ancora il partito dello sviluppo zero e l’Assessore Zambito se ne è pure vantata!. La deriva dello sviluppo zero malcelato da ecologismo spinto ha colpito ancora, impedendo a Pisa di svilupparsi, di competere, di migliorarsi, di dare prospettive ed attrarre persone, investimenti, economia. Ci verrà invece un abnorme Parco: come se a Pisa si fosse nella Quinta Strada e mancassero le aree a verde. E’ bastato che qualcuno, vista la circostanza di potenziale sviluppo, schiacciasse il pulsante reset sul telecomando di Pisa: oplà un altro bel parco, così rimane piccola e fragile, “noi” continuiamo a fare come ci pare. Hanno reso nel tempo e rendono tutt’ora il territorio inospitale all’impresa, all’economia reale di scambio, ai commerci, agli investimenti facendo emergere una ben più gestibile (per loro) rendita di posizione, di potere che non decide perché tutto si silenzi verso la rendita stessa. Ecco dove ci stanno portando: verso il nulla, verso il de-sviluppo di Pisa che deve restare subalterna e schiava, inoffensiva e controllata ad uso e consumo da amministratori e politici indicati dalle segreterie di Firenze e che devono limitarsi, senza slanci alcuni, a gestire il potere con la formula della lingua sciolta e del “faremo”. Velo pietoso poi sul candidato fiorentino dell’opposizione in Consiglio Regionale eletto a Pisa. Certo, abbiamo i PIUSS e l’Internet Festival, i tramonti sui lungarni e la Piazza del Duomo, gli universitari e i turisti (del mordi e fuggi): ci mancherebbe altro! Ne vogliamo ancora? La Scuola Normale Superiore è depisanizzata nel nome e nei fatti: trasferiti nel tempo (o forse messi nelle condizioni di farlo?) i migliori centri di sviluppo economico, di ricerca e start up a Livorno, Pontedera e Navacchio ora, anche il nome è off-line per non offendere la Scuola appena acquistata in quel di Firenze. Se davvero il toponimo contava poco: perché toglierlo? Perché togliere pure la bandiera rossocrociata dal terrazzo di Palazzo della Carovana? Perché investire fuori Pisa ? Campanilisti noi? Certo! E ne andiamo anche fieri. Voi proprio no: depisanizzanti! Ma vi pare che un sindaco, una giunta, non avessero potuto imporsi, trovato la maniera adatta per far sviluppare il nostro territorio invidiato da tutti? Ma vi pare che Pisa non possa meritare uno sviluppo migliore, al di là delle facili scuse di crisi più o meno profonde, diventare un posto dove lavorare, vivere tra storia, arte ed economia vera? Ma vi pare che Pisa debba elemosinare nelle sedi politiche regionali questo o quel contentino o ambire a trattar da pari con i sindaci delle più grandi città del mondo e attrarre investimenti? Ma vi pare che un Sindaco, presente e passati, una politica, avrebbe permesso tutto questo? Ma Lucca perché non è a sviluppo zero, nemmeno Siena lo è con i mali del MPS.

Rialzati, Pisa, lottate Pisani: riprendete in mano il Vostro futuro! Ribelliamoci!”

Il presidente degli Amici di Pisa – Franco FERRARO

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