Gli Amici di Pisa: “Furti sacrileghi nelle Chiese e riti neopagani giovanili: rispetto per il sacro e l’arte pisana”

PISA – Gli Amici di Pisa intervengono sui recenti furti sacrileghi avvenuti nelle chiese e sulla situazione di generale inciviltà verso l’arte sacra pisana.  “L’impressionante sequela di furti di ostie consacrate, di calici e danneggiamenti vari nelle Chiese pisane hanno suscitato viva commozione tra i nostri soci che spesso hanno prestato la loro opera per la vigilanza alle Chiese Pisane  in varie occasioni culturali e di valorizzazione del territorio. Con questi gesti è più che mai tangibile l’odio verso la Chiesa e i Valori che essa rappresenta ed esprime. Chi ha memoria lunga ricorderà che sono cose che -purtroppo- sono sempre successe: l’anticlericalismo, la ricettazione, sono reati che hanno sempre riguardato la Chiesa e sempre si sono verificate alla prima occasione -che si sa- fa l’uomo ladro. Non con questa frequenza e insistenza.  Stupisce però che l’opinione pubblica non abbia dato una reazione energica ai gesti sacrileghi ed ai furti d’arte: è questo il vero segno negativo dei nostri tempi!   La scarsa frequentazione delle Chiese da parte dei parrocchiani, la partecipazione ad orologio alle attività che la parrocchia esprime sono fattori che hanno contribuito a lasciare fisicamente sola la Chiesa che è diventata oggetto di ogni negativissima attenzione. Ecco che il nostro intervento -oltre a stimolare gli inquirenti a risalire ai rei- è volto alle associazione cattoliche, ai parrocchiani, alla società pisana tutta di non lasciare sola la Parrocchia, i suoi Sacerdoti sempre più diga ultima verso i disperati. Una diga che spesso neanche lo Stato fa più. Pisa, che soffre di una perniciosa forma di spopolamento delle famiglie dal centro storico, come compensazione a questo fenomeno,  può contare su circa 30mila universitari fuori sede.  Con un rinnovato impegno alla vita civile e religiosa tipica dell’ associazionismo cattolico si possono coinvolgere nelle attività parrocchiali tanti di questi universitari in molteplici attività stimolando il proselitismo: catechesi, assistenza ai parroci e ai parrocchiani, ma principalmente impegnandosi almeno nel tempo libero in attività destinate a migliorare la qualità della vita di chi soffre per malattie o per precarie condizioni economiche. Iniziando un “nuovo corso” al volontario verso il prossimo. Anche educando. Ad esempio, tra poco cadranno i 100 giorni alla maturità. Va -già da ora- impedito con atti di ordine pubblico e con idonei messaggi educativi e formativi nelle scuole, nelle parrocchie; il ripetersi di nuovi e scabrosi riti giovanili neopagani come -appunto- quello dei 100 giorni alla maturità in piazza del Duomo, inevitabilmente finiscono con la devastazione del prato della Piazza, ma inutilmente riempiono il vuoto sociale dentro i ragazzi”.

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