Gli ex Pisa in visita alla clinica Pediatrica del Santa Chiara

PISA – Una nobile iniziativa ha visto protagonisti alcuni ex giocatori del Pisa nella mattinata di lunedì che assieme alla famiglia Anconetani, hanno portato dei giocattoli in dono alla Clinica Pediatrica dell’Ospedale Santa Chiara di Pisa.

di Giovanni Manenti

L’intervista a Carlos Dunga ex nerazzurro e campione del Mondo ad Usa 94 con il Brasile

Con il Prof. Diego Peroni, Direttore dell’Unità Ospedaliera, a fare gli onori di casa, gli ex nerazzurri Carlos Dunga (Capitano del Brasile Campione del Mondo ad Usa ’94), Enrik Larsen (Campione europeo e Capocannoniere con la Danimarca all’edizione 1992 della Rassegna Continentale) e Giuseppe Volpecina, vincitore del primo “storico” Scudetto del Napoli nel 1987, hanno consegnato personalmente tre giocattoli ad altrettanti bambini scelti dalla Direzione Ospedaliera, per poi lasciare gli altri a disposizione della Ludoteca che provvederà a distribuirli nei giorni seguenti.

Si tratta di un’iniziativa lodevolissima“, commenta il Prof. Peroni, “in quanto avvicina la città ai bambini ed è nata in modo molto spontaneo, dato che il nipote di Romeo Anconetani (Matteo ndr) ha un figlio che soffre di un problema di allergia per cui è stato da noi seguito e, presentandosi e parlando della comune passione per il calcio, con in più il fatto che la figura di suo nonno rappresenta un mito anche per chi come me viene da fuori Pisa, abbiamo concordato le modalità di questa visita che ritengo possa essere quanto mai interessante ed utile, sia per parlare di calcio, anche se di una volta, che per affrontare le tematiche della Pediatria che rappresenta anch’essa una funzione importante che qualifica la città, con l’augurio che una iniziativa del genere possa ripetersi anche con l’attuale Dirigenza, visto che il Presidente Corrado è persona quanto mai sensibile sotto questo punto di vista“.

Dunga e Larsen alla Clinica Pediatrica del Santa Chiara

Senza nulla togliere agli altri due giocatori presenti, è chiaro che è stato Dunga a polarizzare l’attenzione, il quale così ricorda il suo anno in nerazzurro, coincidente con l’esordio nel nostro Paese: “conservo solo dei ricordi bellissimi, in quanto a Pisa mi sono fatto tanti amici ed il Presidente in prima persona mi ha dato l’opportunità di inserirmi come meglio non potevo in una nuova realtà ed in una squadra dove, per la prima volta, mi sono ritrovato a dover soffrire più del dovuto in quanto l’obiettivo del Pisa era la salvezza, risultato che abbiamo ottenuto proprio grazie alla coesione ed all’amicizia che regnava nel nostro Gruppo“.

Foto di gruppo alla Clinica Pediatrica del Santa Chiara

Un grande aiuto ce lo ha dato“, prosegue Dunga, “la passionalità del pubblico pisano, non solo durante le partite ma anche nel corso della settimana, grazie all’abilità di Romeo Anconetani nel tenere unita la tifoseria intorno alla squadra, un amore che si percepiva chiaramente ogni qualvolta si usciva per strada, incitandoci e facendo sì che quando si scendeva in campo ogni giocatore desse il massimo, e mi dispiace che Zenga si ricordi ancora le rete che gli ho segnato, ma oltre ad essere un goal bellissimo è stato altrresì importante quale tassello nel percorso che ci ha portato alla salvezza, pur se, andando ad analizzare ogni componente della rosa di quel Pisa ci accorgiamo come fosse formata da grandissimi Campioni“.

Per concludere, l’ex nerazzurro chiosa sull’attuale situazione della Nazionale verde-oro, riconoscendo: “Si tratta di periodi nella storia del calcio, quando vincemmo noi il titolo nel 1994 erano 24 anni che il Brasile era a digiuno di successi, un ritardo a cui ci stiamo avvicinando ed i mortovi sono diversi, poiché le vittorie non si ottengono solamente all’interno del terreno di gioco e ci vuole del tempo per costruire una squadra vincente, senza dimenticarsi che nel nostro paese il calcio è sempre stato divertimento e fantasia e troppi schemi studiati a tavolino bloccano un po’ questa nostra caratteristica!!

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