Gli impianti dentali nei fumatori: le controindicazioni

PISA – Gli interventi di implantologia rappresentano ormai la soluzione più pratica e sicura quando occorre sostituire uno o più denti persi in seguito a patologie o traumi oppure del tutto assenti fin dalla nascita.

Grazie a protocolli medici sempre più raffinati e a nuovi materiali resistenti, altamente biocompatibili e di ottima fattura, il posizionamento di un impianto dentale oggi si traduce in un’operazione mini-invasiva, che viene eseguita in anestesia locale e che, grazie alla tecnica di “carico immediato”, permette sin da subito al paziente di montare la protesi definitiva e di sfoggiare un sorriso perfetto nel giro di poche ore.

L’implantologia dentale consente di ottenere risultati brillanti nel pieno rispetto della salute dei pazienti. Tuttavia, esistono alcune condizioni che possono pregiudicare il buon esito dell’intervento e, in alcuni casi, portare a complicazioni. Tra queste, la più importante è rappresentata dal vizio del fumo.

L’implantologia dentale

Gli impianti dentali vengono comunemente realizzati da un chirurgo odontoiatrico all’interno di una clinica dentistica specializzata, attrezzata per assicurare gli elevati standard tecnologici e di igiene necessari per assicurare uno svolgimento in totale sicurezza di queste operazioni.
Per sostituire il dente mancante, dopo una fase di preparazione dell’alveolo dentale, il chirurgo procede con l’inserimento dell’impianto, ovvero di una vite in titanio, direttamente nell’osso mascellare o mandibolare del paziente. Sull’impianto, in un secondo momento, viene fissata la protesi, ovvero il dente in ceramica che sostituisce quello originario assicurando un effetto estetico del tutto naturale.

Questo particolare metodo assicura una tenuta salda e duratura nel tempo della protesi, perché l’impianto, grazie alla biocompatibilità del titanio, viene rapidamente circondato dal tessuto osseo in rigenerazione, fino quasi a diventare una cosa sola con l’osso, attraverso un processo detto di “osteonintegrazione”.

La buona riuscita di un intervento di implantologia può essere influenzata da molti fattori.
In primis, è necessario rivolgersi a mani esperte e assicurarsi di scegliere una clinica nella quale vengano prestate le dovute attenzioni all’igiene degli ambienti e alla sterilità degli strumenti. Inoltre, è essenziale che vengano fornite tutte le certificazioni attestanti la qualità degli impianti e delle protesi.
Il buono stato delle ossa mascellari del paziente rappresenta un altro requisito essenziale: affinché l’operazione vada a buon fine occorre che il tessuto osseo sia sufficientemente spesso e denso.
Nei pazienti fumatori, a queste condizioni si aggiunge quella di rinunciare al vizio del tabagismo: il fumo di sigaretta, infatti, figura tra le cause principali di complicanze e, in alcuni casi, può condurre alla perdita della protesi.

Le problematiche connesse con gli impianti dentali nei fumatori

Il fumo rappresenta un nemico per la salute dell’intero organismo e, in particolare, della bocca: è qui infatti che le sostanze cancerogene aspirate portano allo sviluppo di lesioni precancerose e cancerose con la maggiore frequenza, compromettendo la salute di denti, gengive e mucose.
Purtroppo, i dati relativi al 2016 indicano una sostanziale stabilità del numero dei fumatori in Italia, che si attestano attorno agli 11,5 milioni, un dato che corrisponde al 22,0% della popolazione.

Tra i tanti disturbi che minano la qualità della vita nei fumatori, possono figurare anche condizioni cliniche che espongono ad una maggiore incidenza degli insuccessi negli interventi di implantologia dentale.
Il vizio del fumo non rende necessariamente controindicata la realizzazione di un impianto dentale, ma può esporre a complicazioni anche gravi e compromettere l’efficacia del trattamento.

Le cause

Nei fumatori, i rischi connessi con qualunque intervento chirurgico risultano aumentati.
La causa principale di questo fenomeno risiede nella maggiore sensibilità alle infezioni che caratterizza i pazienti forti fumatori, direttamente connessa con la minore reattività del sistema immunitario.
Diversi studi scientifici hanno evidenziato l’esistenza di una correlazione tra il vizio del fumo e l’incidenza di infezioni nel post-operatorio degli interventi di implantologia dentale. Il dato più grave è rappresentato dall’aumento del rischio di perimplantite, ovvero di infezione dei tessuti che circondano l’impianto appena realizzato.

In generale, il posizionamento di impianti dentali nei fumatori richiede tempi di guarigione maggiori: la diminuzione del numero e della mobilità delle piastrine (gli elementi del sangue coinvolti nel processo di coagulazione e riparazione delle ferite) e, più in generale, della microcircolazione, tra gli effetti tipici dell’assorbimento della nicotina, comportano tempi più lunghi affinché la gengiva si rimargini.

In più, nei pazienti fumatori spesso si osservano difetti nel processo di osteointegrazione e, viceversa, una maggiore predisposizione al fenomeno del riassorbimento osseo, che inevitabilmente compromettono la stabilità dell’impianto.

Le conseguenze

La conseguenza più grave delle complicazioni tipiche nei pazienti fumatori è rappresentata dalla perdita degli impianti dentali: la maggior incidenza di infezioni nel post operatorio, i lunghi tempi di guarigione e la poca efficienza nel processo di rigenerazione del tessuto osseo possono ostacolare il processo di saldatura della vite in titanio, causando l’instabilità dell’impianto e, in alcuni casi, la caduta della protesi.

Gli esiti di una perimplantite estesa possono essere tali da compromettere in maniera permanente lo stato del tessuto osseo, fino a rendere impossibile il tentativo di ripetere l’operazione di posizionamento dell’impianto.

Impianti dentali per pazienti fumatori

In generale, è sempre lo specialista a stabilire se sussistono o meno le condizioni per un intervento implantologico, tenendo conto dello stato di salute generale del paziente, di quello delle arcate dentarie e, eventualmente, delle abitudini dei pazienti tabagisti e delle maggiori controindicazioni che ne derivano.

Spesso, gli impianti dentali possono essere realizzati anche nei fumatori, ai quali però è tassativamente richiesto di eliminare, o quantomeno di ridurre drasticamente, il consumo di sigarette, per un arco di tempo che si estende dalla settimana precedente all’intervento, fino ai due mesi seguenti.

In più, per scongiurare il pericolo di infezioni aumenta l’importanza di un’attenta igiene orale, che nelle fasi immediatamente successive all’intervento richiede l’ausilio di uno specifico collutorio antibatterico e una rigorosa attenzione alle indicazioni ricevute dall’odontoiatra.

La necessità di sottoporsi ad un intervento di implantologia dentale può rappresentare un’ottima occasione per sconfiggere la dipendenza dal fumo e superare questo deleterio vizio.
La regione toscana ospita due centri antifumo convenzionati presso i quali è possibile sottoporsi a cicli completi di trattamento per smettere di fumare, dove al paziente è garantito il supporto di un personale medico specializzato. Per ulteriori informazioni è possibile consultare la pagina dedicata sul portale della Usl di Pisa.

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