Gli impiegati della Piaggio incrociano le braccia per otto ore lunedì 23 marzo

PONTEDERA – Gli impiegati della Piaggio hanno deciso di incrociare le braccia lunedì 23 marzo.

“L’azienda ha messo in atto una serie di misure in ottemperanza ai decreti governativi. Ma non basta. Per tutta questa categoria di dipendenti la richiesta che hanno fatto i delegati RSU, supportati dalle segreterie provinciali delle OO.SS., è stata fin da subito l’attivazione massiccia del lavoro agile (smartworking). Questa modalità di lavoro, favorita e incoraggiata già a partire dai primi decreti del governo per l’emergenza sanitaria, è anche prevista dal recente Contratto Integrativo del Gruppo Piaggio: in questo modo l’azienda avrebbe la garanzia di non fermare molte attività importanti e i lavoratori di non perdere salario, senza mettere a rischio la propria salute e quella della nostra comunità. Purtroppo, dopo una trattativa che è iniziata due settimane fa, oggi la Piaggio ha definitivamente e incomprensibilmente rifiutato di attivare lo smartworking a Pontedera: non capiamo dove stia il problema. Sicuramente non è tecnico-organizzativo in quanto già adesso molti di noi sono abilitati e altri lo potrebbero essere con piccoli interventi. E poi moltissime aziende, grandi e piccole, l’hanno già implementato. Infine, abbiamo dato la nostra disponibilità ad eventuali fermate in CIG per fare quanto necessario da questo punto di vista.L’IMPORTANTE IN QUESTO MOMENTO E’ LA SALUTE DEI LAVORATORI, DELLE FAMIGLIE E DELLA COMUNITA’ TUTTA. E questo costituisce anche la base più solida su cui impostare la ripartenza dopo questa inattesa e spaventosa bufera. Per questi motivi, DICHIARIAMO SCIOPERO DI TUTTI I DIPENDENTI IMPIEGATI DELLO STABILIMENTO PIAGGIO DI PONTEDERA PER L’INTERA GIORNATA DI LUNEDI 23 MARZO

Danno pieno appoggio ai dipendenti della Piaggio di Pontedera i Giovani Democratici con il suo segretario provinciale Calogero Aquila.

Nel pieno di un’emergenza sanitaria che perdura ormai da settimane il nostro sostegno deve essere rivolto, oltre che agli operatori sanitari per il lavoro incessante su cure e assistenza, anche a tutte le altre categorie di lavoratori. Tra queste c’è chi in questi giorni, nonostante le richieste, ha visto negata la possibilità di operare da casa propria, così come è previsto nel Dpcm dell’11 marzo. Per questo motivo i dipendenti della Piaggio con sede a Pontedera saranno in sciopero lunedì 23. Sappiamo benissimo che alcune attività non sono compatibili con lo smart working ma è necessario ribadire che tutti i datori di lavoro, ove possibile, sono tenuti a mettere i dipendenti nelle condizioni di lavorare da casa e in sicurezza, permettendo loro di continuare a svolgere le mansioni nel completo rispetto degli orari contrattuali e senza ricorso a ferie forzate, a riduzione delle ore o alla cassa integrazione. Per questo la posizione presa dai vertici Piaggio di costringere questi 800 dipendenti a lavorare in presenza è assurda ed ingiustificata, anche perché il recente Contratto integrativo del Gruppo Piaggio ha incluso lo smart working. Questa emergenza tocca ognuno di noi ma non può e non deve pesare sulle spalle dei lavoratori, né mettere a rischio la loro salute. Ci aspettiamo quindi un’azione in questo senso da parte di Piaggio e di tutte le aziende del territorio, nel pieno rispetto delle misure di sicurezza e con la fornitura dei dpi ad ogni dipendente per garantire prima di tutto salute e diritti“.

Secondo il Partito Comunista di Pisa e Livorno è tardiva la richiesta di Lega e M5S di chiudere la Piaggio: “Lega e M5S della Valdera chiedono solamente ora la chiusura della Piaggio. E’ una dinamica tutta italiana quella di chiudere le stalle quando i buoi sono fuggiti, ed alla stessa maniera questi partiti si comportano con la sicurezza dei lavoratori quando fino a ieri avevano ignorato il tutto, magari nella speranza di non turbare troppo gli interessi di Confindustria e azienda.Come noi avevamo già scritto nei giorni precedenti difatti, questi lavoratori sono in sciopero (oggi da nove giorni!) proprio per rivendicare la pericolosità di dover protrarre una produzione, di certo non necessaria, in un momento nel quale ad ogni cittadino viene invece intimato di rimanere in casa. Non ci voleva uno scienziato per capire che in un momento di criticità assoluta come questo, produrre beni di certo non di prima necessità non ha alcun senso, ed il rischio di espandere il contagio in Piaggio è concreto. Ma fino a ieri questi operai erano invisibili. Nove giorni nei quali questi lavoratori hanno subito pressioni di azienda ed alcuni sindacati compiacenti, con ripetuti tentativi di riportare tutti al lavoro, che sono tuttavia fortunatamente falliti per la tenacia degli scioperanti. Noi oggi come ieri, e come sempre del resto, siamo con questi lavoratori e contro il capitalisti che hanno cercato fino all’ultimo di costringerli a lavoro, come contro i sindacati compiacenti e la politica ipocrita di due partiti che si sono accorti del problema solamente oggi, dopo l’ennesimo inasprimento delle norme. Noi chiediamo oltre alla chiusura immediata della fabbrica, il mantenimento dei salari, delle ferie, e l’assunzione dei lavoratori a tempo indeterminato ad tenuti in ostaggio con la paura del non rinnovo del contratto. Sfidiamo pertanto Lega e M5S a chiedere altrettanto se davvero hanno a cuore gli interessi dei lavoratori“.

Loading Facebook Comments ...
By