Graduatorie per assegnazioni alloggi e contributo all’affitto. Diritti in Comune: “L’amministrazione comunale viola le norme costituzionali”

PISA – Violazione di norme costituzionali nella formulazione delle graduatorie per l’assegnazione degli alloggi ERP e per il contributo all’affitto da parte dell’amministrazione comunale di Pisa: è questa la denuncia avanzata dal Movimento “Diritti in Comune” agli organi di informazione.

di Giovanni Manenti

E quali siano queste irregolarità lo riferisce Federico Oliveri, militante del movimento, nonché auditore in Commissione Consiliare: “Stiamo vivendo un periodo di particolare difficoltà, in cui diviene ancor più fondamentale il diritto alla casa che deve essere pertanto garantito il più possibile a tutti, mentre il Comune di Pisa prosegue nel portare avanti in questo ambito delle politiche discriminatorie attraverso l’esclusione di determinate categorie di persone dall’accesso alle graduatorie ponendo quali requisiti la residenza di cinque anni sul territorio per fare domanda per l’assegnazione di un alloggio popolare o di un contributo all’affitto, così come richiede ai soli cittadini extracomunitari una documentazione in originale, tradotta e legalizzata, che attesti di non possedere immobili all’estero, circostanze che sono state più volte oggetto di esame da parte della Corte Costituzionale. la quale ha sancito trattarsi di atti discriminatori, in quanto senza alcun fondamento se non quello di voler escludere alcune categorie di persone“.

Nonostante noi abbiamo ripetutamente fatto presente la questione in Commissione, prosegue Oliveri, l’Amministrazione Comunale continua in questo suo atteggiamento che è motivato esclusivamente da scelte elettorali e dal cavalcare la pratica della xenofobia che esiste nel Paese, mentre noi sosteniamo che il problema non deve essere quello di togliere a qualcuno, bensì dare a tutti ed è questo il motivo per cui abbiamo chiesto che il Comune si faccia promotore del blocco degli sfratti che il Governo ha, per il momento, prorogato e, soprattutto, desideriamo che vengano effettuati investimenti, sfruttando il notevole patrimonio immobiliare, sia pubblico che privato, non utilizzato così come ci auspichiamo che il Governo nazionali metta a disposizione una quota importante del Recovery Plan destinando la stessa alla ristrutturazione di abitazioni attualmente non utilizzate e costruirne di nuove, così da creare almeno mezzo milione di alloggi da destinare all’edilizia di tipo popolare
occorre anche precisare“, continua Oliveri, “che la Legge Regionale sulla casa prevede il requisito dei 5 anni di residenza per accedere alle graduatorie ERP, il che costituisce l’alibi per l’Amministrazione Comunale nel perseverare nel suo atteggiamento, ed è per questo che noi sosteniamo che detta Legge debba essere assolutamente cambiata per equipararsi ed essere coerente con le determinazioni assunte dalla Corte Costituzionale che, proprio nello specifico, è intervenuta contro analoghe Leggi Regionali vigenti in Lombardia ed in Abruzzo, il che ci rende particolarmente sorpresi del fatto che anche la nuova Giunta Regionale recentemente insediatasi in Toscana non abbia ancora provveduto ad adeguarsi a tale modifica, pur ribadendo con forza al Comune di Pisa di non utilizzare tale mancanza per proseguire nella propria campagna discriminatoria.
Al riguardo, desidero evidenziare“, conclude Oliveri, “come vi siano dei ricorsi promossi dal Sindacato degli Inquilini tuttora pendenti sia presso il Tribunale di Pisa che al TAR della Toscana su tali problematiche e noi pensiamo, visto come si è espressa la Corte Costituzionale, massimo organismo in materia, che tali ricorsi di cittadini esclusi dalle relative graduatorie possano trovare favorevole accoglimento in quanto reclamano un diritto tutelato dalla Costituzione, così che il Comune si troverà anche a pagare le spese di giudizio ed, a maggior ragione, dovrebbe modificare il proprio atteggiamento per non incorrere in tale esborso, basandosi, al contrario, su quello che noi consideriamo il requisito primario e cioè il reddito“.

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