Guardia Medica soppressa dopo le 24 dal mese di Febbraio. Sparisce un servizio essenziale per centinaia di persone

PISA – Il 2014 sarà un anno in salita per la nostra città ad iniziare dalle problematiche riguardanti la sanità dove sono previsti innumerevoli tagli soprattuto ai servizi. Uno di questi forse quello più importante e’ la Guardia Medica che già alla fine del mese di febbraio verrà soppressa. Marco Barabotti nell’edizione odierna de “Il Tirreno”, fotografa alla perfezione la situazione attuale.

Dal primo febbraio appunto la soppressione del servizio Guardia Medica partirà da Ponsacco per poi interessare anche le altre zone a partire dalla nostra citta’. Interessate a questa “ingiusta ed imponderata” soluzione Vecchiano, San Giuliano, Cascina e Pontedera e via via tutte le altre zone della nostra Provincia.

A sostituire la Guardia Medica saranno i maxi ambulatori che lavorano H24 del Pronto Soccorso composti da medici di famiglia, guardie mediche ed infermieri specializzati, penalizzando di fatto migliaia di persone, a cui verrà sottratto un servizio essenziale e di emergenza a cui si sono affidati per anni che andando ad analizzare le cifre come sottolinea giustamente Marco Barabotti nel suo articolo “ha un costo irrisorio” rispetto ad altre spese sanitarie, aggiungiamo noi.

E chi a avrà bisogno veramente dopo la mezzanotte? Dovrà adattarsi ed usufruire del Pronto Soccorso. Non mettiamo sicuramente in dubbio la capacità e le competenze dei medici. Pisa e’ uno degli ospedali d’Italia più preparati. Tantissime persone arrivano ogni giorno da tutta Italia vengono a curarsi a Pisa.

Il problema però non è questo. Un servizio come la Guardia Medica, oltre ad essere un punto di riferimento per tantissime persone era un servizio che permetteva di rendere più snello il sistema, mentre adesso si rischia l'”ingolfamento” in un ospedale come quello pisano di grandi dimensioni.

Purtroppo però tutti i settori risentono delle crisi. Il 2014 non inizia sotto i migliori auspici anche se questo provvedimento era stato annunciato dalla Regione Toscana già a metà 2013. Noi una speranza di ripensamento su questa decisione però l’avevamo coltivata, ma purtroppo adesso come sottolinea Barabotti nel suo articolo “siamo alla porta coi sassi”.

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