Guerra al turismo. Grassini: “Il comune di Pisa ritiri l’ordinanza”

PISA – Appostamenti dei vigili e imprese del turismo braccate, disservizi ai turisti e costi alle stelle, ordinanze e class action, la guerra del comune di Pisa al turismo della città è uno spettacolo semplicemente indecoroso e grottesco.

Federica Grassini, presidente di Confcommercio Provincia di Pisa non riesce a trattenere lo sdegno: “Siamo alla tragicommedia, a Troisi e Benigni nel film Non ci resta che piangere: Alt, chi siete? Un fiorino. Eccoci al feudalesimo del terzo millennio, al soviet supremo del comune di Pisa che con una ordinanza nemica dello sviluppo vorrebbe obbligare in tutti i modi i passeggeri del Galilei ad usare quell’opera monstre che è il Pisa Mover. La tutela dell’ambiente è la classica foglia di fico, il pretesto risibile e strumentale per sostenere una ordinanza illiberale e dannosa per il turismo di Pisa, la sua infrastruttura principale che è l’aeroporto, lo sviluppo presente e futuro della toscana costiera. Non c’è tempo da perdere: questa ordinanza va ritirata!”.

Sorprende l’assoluta leggerezza e l’incoscienza con la quale il comune di Pisa si è imbarcato in questa guerra unilaterale che ha già causato un danno d’immagine gigantesco” – prosegue la numero uno di ConfcommercioPisa – “mentre a Bologna si staranno fregando le mani, pregustando nuovi affari che si profilano con l’aeroporto di Firenze, proprio a spese dello scalo pisano. Basta un semplice dato per capire che cosa c’è in ballo: ben il 66% dei turisti stranieri che arrivano in Toscana vi approdano utilizzando proprio l’aeroporto. Una potenzialità straordinaria, che sull’altare del PisaMover rischiamo clamorosamente di gettare alle ortiche”.

La presidente Grassini è sicura che “adottando un criterio strettamente imprenditoriale, il PisaMover non avrebbe mai visto la luce. Gli investimenti si fanno a fronte di una domanda forte che intendiamo soddisfare, ma in questo caso la domanda è quasi inesistente e l’investimento di 72 milioni di euro è del tutto inutile. Esisteva già un treno che partiva dentro l’aeroporto e permetteva ai passeggeri di arrivare alla stazione di Pisa oppure raggiungere Firenze. Il collegamento c’era, bastava rafforzarlo e velocizzarlo. E invece, oggi ci troviamo al cospetto di un comune che vorrebbe far pagare in primis ai migliaia di turisti il peso e la scelta di un’opera sbagliata e insostenibile, tagliando di brutto ogni altro servizio che non sia il PisaMover; e poi alla città intera, qualora si confermi la clausola del pagamento da parte dell’amministrazione comunale del contributo per coprire il differenziale con gli introiti mancanti. Come dire, oltre al pesantissimo danno immediato, la beffa di costi sulla collettività per decenni”.

Pisa ha la fortissima necessità di un cambio di passo radicale rispetto a coloro che hanno governato fino ad oggi, che con questa surreale vicenda hanno confermato una volta di più quanto siano inadatti e dannosi” – conclude la presidente di Confcommercio Pisa.

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