Sabato mattina presentazione aperitivo del Catone di Haendel

PISA – Titolo raro e raffinato, reduce dal successo riscosso quest’estate ad Opera Barga e pronto a volare ad Halle il prossimo mese di maggio, il Catone di Händel è in programma a Pisa, al Teatro Verdi, il 20 dicembre, in cartellone nella Stagione Lirica e in abbonamento nella Stagione dei Concerti della Normale.

Proprio su Catone – coprodotto dal Teatro di Pisa e da Opera Barga in collaborazione con Händel Festspiel di Halle – è incentrato il quarto appuntamento con il ciclo di presentazioni-aperitivo “Opera e dintorni” : sabato mattina (5 dicembre ore 11), nel Foyer del Teatro Verdi. Dopo il saluto iniziale del direttore artistico della Stagione Marcello Lippi, introduce e coordina l’incontro Carlo Ipata, direttore e concertatore del Catone. Intervengono Nicholas Hunt, presidente di Opera Barga, e Giovanni Guerrieri per i Sacchi di Sabbia, artefici della mise-en-espace. Il dramma narrato si consuma alla vigilia dell’Impero, coinvolgendo i pochi personaggi rimasti vicino al Senatore: prima tra tutti, Marzia, la figlia di Catone, segretamente innamorata di Cesare, ma promessa dallo stesso Catone ad Arbace, il Re dei Numidi, al fine di consolidare il patto di alleanza con questo popolo. Il suo disperato tentativo di “rimandare di un giorno” le nozze con Arbace, per prendere tempo e tentare di ammorbidire i due contendenti ed evitare lo scontro fratricida, è infatti il cuore pulsante di questa tragedia. Le fa da antagonista Emilia, la vedova di Pompeo, irrefrenabilmente votata alla vendetta contro Cesare e sempre pronta ad incendiare gli animi….
In questo ‘pasticcio’ (genere musicale molto in auge nel ‘700 che, come annota Angela Romagnoli nel programma di sala dell’opera «ha dovuto combattere una lunga battaglia prima di vedere, e solo molto recentemente, riconosciuto il diritto di esser ripreso – ancora con molta parsimonia – sulle scene moderne »), Händel si basa sul Catone in Utica di Leonardo Leo, ne scarnifica la trama, taglia radicalmente il libretto (di Metastasio) e lascia alle grandi arie in voga al tempo il compito di raccontare gli stati d’animo dei personaggi. A molti dei numeri di Leo, egli infatti unisce arie di Hasse, Porpora, Vivaldi, un paio di provenienza ancora incerta nonché l’aria di bravura “Vò solcando un mar crudele” dall’Artaserse di Vinci per chiudere l’opera.
Di tutto ciò e di molto altro ancora si parlerà nell’incontro di sabato mattina, un appuntamento da non perdere per godersi poi appieno l’opera haendeliana. L’ingresso è libero; alla fine, come sempre, aperitivo per tutti offerto dalla Fondazione Teatro di Pisa. Per maggiori informazioni tel 050941111 e www.teatrodipisa.pi.it.

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