I Cobas accusano il Comune e l’Apes di cattiva gestione per le case popolari

PISA – “Quanto accaduto in Sant’Ermete è vergognoso. Mesi nei quali Apes e Comune hanno raccontato ai cittadini di non avere soldi per ristrutturare le case sfitte, appartamenti vuoti da anni anche se risultano regolarmente affittati, tutto ciò accade in presenza di centinaia di sfratti esecutivi tra Pisa e provincia.

Solo una parte delle famiglie rientra nella “riserva sfrattati”. La Regione Toscana e di conseguenza il Comune di Pisa hanno imposto un insieme di “paletti” per l’accesso alle graduatorie e così escludono la maggioranza delle famiglie sotto sfratto. .

Che dire poi delle decine di alloggi ERP che aspettano di essere assegnati da anni perché da ristrutturare? I movimenti per l’abitare hanno proposto che le famiglie sfrattate si facciano carico della autoristrutturazione e recupero con lo scomputo delle spese ma questi alloggi restano a marcire e ora si mandano i vigili urbani e i fabbri a blindare le case sfitte per scongiurare nuove occupazioni.

Da anni tra le conseguenze della crisi ci sono centinaia di insolvenze bancarie perché famiglie e giovani coppie non riescono a pagare gli insopportabili mutui bancari. Questi nuclei familiari si vedono l’alloggio messo all’asta e non possono partecipare ai Bandi proposti dagli enti istituzionali.

Una situazione socialmente catastrofica determinata da una legge (la 431/98) che tutela unicamente la proprietà. Mentre i Comuni e le Regioni non riconoscono l’evidente emergenza casa e la sola risposta che trovano è quella di spendere i pochi soldi per installare sistemi di allarme e porte blindate”.

Tiziana Petrocelli, Confederazione Cobas Pisa

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