I Cobas denunciano la situazione di Cooplat

PISA – Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa dei Cobas Lavoro Privato sulle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi alla Scuola Normale di Pisa in forza a Cooplat Soc. Coop

“In questi mesi abbiamo seguito da vicino le difficoltà che stavano portando la cooperativa Cooplat, che gestisci l’appalto alla Scuola Normale di Pisa, verso una Liquidazione Coatta amministrativa e che hanno infine portato all’azzeramento del CDA e la nomina di un Direttore Generale sotto l’ala di Legacoop e Cns.

Se quindi è ovvio che abbiamo visto positivamente la salvezza di molti posti di lavoro, certamente non possiamo assistere passivamente di fronte alle misure che la nuova Dirigenza, spinta da Legacoop e Cns, sta mettendo in atto nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici sia soci, socie che dipendenti.

Parliamo di differimento della quattordicesima mensilità a data da destinarsi, a un possibile tetto massimo del salario mensile oltre il quale la remunerazione sarebbe accantonata per momenti migliori, la costituzione di strumenti finanziari partecipativi in cui in pratica si chiederebbe ai lavoratori di donare all’azienda ROL e permessi retribuiti.

Riteniamo che lavoratori e lavoratrici che operano per lo più sotto il contratto Multiservizi, con salari da fame, che hanno sofferto moltissimo durante il lockdown con il ricorso al Fis (ammortizzatore sociale) che non è stato anticipato dall’Azienda e che è stato in parte erogato con gravi ritardi per responsabilità da accertare da parte dell’Inps, e che soprattutto non hanno alcuna responsabilità né materiale né morale riguardo alla crisi di Cooplat, non debbano pagare in nessun modo sulla propria pelle e non debbano rinunciare ai propri diritti seppur risicati.

Parliamo di lavoro povero, impiegato per lo più in appalti con enti pubblici, lavoratori e lavoratrici che hanno fatto guadagnare l’Azienda ricevendo bassi salari e inquadramenti al ribasso, donne e uomini che durante i momenti più duri della crisi Covid, quando l’hastag “Restiamo a casa” andava tanto di moda, erano costretti e costrette a mettere a rischio la salute propria e dei propri cari per sanificare i luoghi di lavoro, senza essere per questo chiamati eroi.

Alla Scuola Normale di Pisa, ad esempio, le lavoratrici e i lavoratori di pulizie, portierato, facchinaggio, mensa e altri servizi hanno continuato a lavorare facendo cassa integrazione a rotazione, permettendo di fatto all’Istituto di eccellenza di non chiudere, e lo hanno fatto nell’incertezza di ricevere o meno lo stipendio, nel caos mondiale causato dal Covid e nel caos di questo sistema economico che stritola le nostre vite e costringe alla povertà pur lavorando.

Riteniamo quindi che in primis Cns e Legacoop debbano impegnarsi nei confronti di Cooplat in modo che l’azienda sia rilanciata senza ledere ancora la dignità e la vita materiale di lavoratori dipendenti e soci.

D’altra parte, riteniamo che il momento storico esiga un cambio di rotta nella politica economica e che quindi sia da rimettere completamente in discussione il sistema degli appalti che negli ultimi 20 anni hanno prodotto soltanto un depauperamento dei diritti dei lavoratori e creato dei nuovi poveri”.

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