I Cobas dopo l’incontro con i 28 lavoratori Crm in mobilità

PISA – Si è tenuto un incontro tra lavoratori Crm, Cobas e Assessore Forte in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale di Pisa.

Partiamo da un prima considerazione, ossia dal fatto che negli accordi sindacali siglati (il 23 Dicembre 2010) sono state “imposte” ai lavoratori alcune condizioni capestro (rinuncia a impugnare il licenziamento e a rivalersi verso Crm e la sua Committente Saint Gobain in cambio di 250 euro, una miseria elargita quando i lavoratori da mesi attendevano il pagamento della cassa integrazione e anche pochi euro erano per loro di vitale importanza).

In questi anni, nonostante la presenza di ammortizzatori sociali, la Saint Gobain ha continuato a ricorrere all’interinale quando avrebbe dovuto attingere dal personale alle sue dipendenze – in cassa integrazione- e dal bacino dei dipendenti Crm.

Sono venuti meno i controlli atti al rispetto delle poche regole ancora vigenti in materia di lavoro, chi doveva vigilare (direzione provinciale del lavoro, Inps e la stessa Cgil, firmataria degli accordi, malgrado i lavoratori l’avessero informata) non l’ha fatto. Perchè?

In questi anni, le condizioni di sicurezza per i dipendenti di Saint Gobain sono stati ridotti ai minimi termini. Chiediamo agli Uffici Asl competenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro di intervenire e verificare le condizioni di lavoro, intervenire al più presto e magari senza preavviso.

Il personale oggi operante negli stabilimenti Saint Gobain è in possesso degli stessi requisiti richiesti per lavorazioni complesse e pericolose?

La Crm ha rilasciato un semplice attestato delle mansioni svolte dai lavoratori Crm, un attestato che non vale come requisito professionale da spendere per nuove assunzioni.

A Provincia e Comune chiediamo di intervenire affinchè tra Aprile e Maggio la Saint organizzi un corso per i lavoratori in mobilità finalizzato al rilascio del patentino da magazziniere\pontaiolo\carrellista.

La Saint Gobain ha ottenuto dal Comune di Pisa la variazione di destinazione d’uso di parte dei terreni potendoli così vendere e ricavarne un cospiquo utile. Gli amministratori locali asseriscono che le ditte come Ikea non hanno alcuna intenzione di assumere i disoccupati\licenziati delle ditte sul territorio pisano.

Ci chiediamo come sia possibile regalare alle multinazionali varianti urbanistiche senza avere in cambio la garanzia di posti di lavoro, ci chiediamo dove siano finiti gli impegni (orali) assunti in ambito istituzionale per la ricollocazione di tutti i lavoratori.

Fonte: Cobas

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