I Cobas: “Verità sull’esplosione alla Teseco di Ospedaletto”

PISA – I Cobas in un comunicato chiedono chiarezza sull’esplosione del nove ottobre scorso alla Teseco di Ospedaletto a Sindaco, Arpat e Ufficio Comunicazione della Teseco ponendo importanti quesiti.

Dai giornali si apprende che il 9 Ottobre, nella sede della Teseco di Ospedaletto, c’è stata una esplosione con emissione di gas. Sempre dalla stampa e da una nota dell ARPAT apprendiamo che a seguito della manovra di movimentazione di un rifiuto liquido non pericoloso, entrato in contatto con un acido, c’è stata questa esplosione. Ma le note sono tutte rassicuranti, insomma salute umana e ambiente non corrono alcun pericolo Tra le notizie si riporta che una delle sostanze coinvolte è “ l’ipoclorito” , altri parlano di semplice varichina.

Noi invece ci domandiamo perché non siano fornite informazioni corrette ed esasustive .

Per capirci di più poniamo , Al Sindaco, all ARPAT, all ufficio comunicazione Teseco, le seguenti domande.

1- Di quale ipoclorito si tatta? Di sodio, di potassio, cesio, francio, litio, …

2- In applicazione delle direttive CEE 67/548 e 99/45 , del regolamento CE 1271 del 2008 Dalle schede di sicurezza dell’ ipoclorito di sodio si legge che esso è una sostanza pericolosa, per la salute , l’uomo e ambiente e sopratutto per gli organismi acquatici.

3- Qual’era acido con il quale a reagito?

4- Qual’era la composizione del gas liberato?

5- E’ stato analizzato questo gas e in caso contrario come si fa ad affermare che non esiste pericolo?

6- Qual’era il codice rifiuto in ingresso e quello con cui ha reagito?

7- La Teseco è un industria che rientra nella direttiva SEVESO II?

8- sono state rispettare tutte le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, sul trasporto e stoccaggio di sostanze pericolose?

9- Ricordiamo che un rifiuto può essere classificato non pericoloso ma contenere allo stesso tempo sostanze altamente pericolose e tossiche.

Chiediamo alla Asl l’attivazione di una procedura e di un registro presso il quale siano segnalati malattie o malesseri dei cittadini e dei lavoratori che operano e vivono in prossimità dell’impianto. Una misura del genere è a tutela della trasparenza a cui tutte le amministrazioni sono tenute e finalizzata ad accrescere la sicurezza del territorio.

Noi ribadiamo la nostra contrarietà alla cattiva informazione, quella che non vuole verificare le dichiarazioni, analizzare e valutare gli effetti cumulativi e temporali di rilascio nell’ambiente di sostanze prodotte da attività umana. Una volta per tutte , sia presa in seria considerazione , in nome del principio di precauzione e degli effetti cumulativi o sub letali ( per esempio che generano malattie croniche ), la necesità di informare correttamente la cittadinanza.

E proprio in nome del diritto alla conoscenza e della trasparenza degli atti amministrativi, in forza della Convenzione di Aarhus, esigiamo riposte alle nostre domande e proposte.

You may also like

By