I docenti del Liceo Buonarroti: “A settembre vogliamo tornare in classe in sicurezza”

PISA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dei docenti del Liceo Filippo Buonarroti di Pisa.

In questi giorni stanno emergendo tutti i problemi legati alla riapertura delle scuole a settembre. L’intenzione da parte di tutti, dirigente, docenti, studenti, famiglie, è quella di poter ricominciare il prossimo anno scolastico in presenza, garantendo livelli di sicurezza adeguati per evitare una eventuale possibilità di ripresa del contagio, nonché il ricorso, per quanto possibile, a forme di didattica a distanza, o integrata online che, se nei mesi di lockdown ha garantito in parte il diritto allo studio, ha tuttavia anche mostrato limiti enormi sia sul piano della didattica e del dialogo educativo, sia su quello della partecipazione, determinando situazioni di difficoltà notevoli per alcuni studenti.
Come in tutte le altre scuole, anche al Liceo “F. Buonarroti” sono stati eseguiti sopralluoghi e rilevazioni per definire, alla luce delle indicazioni nazionali, il posizionamento degli studenti e dei docenti, la distribuzione dei banchi, le regole di comportamento, gli orari per lo svolgimento delle attività in modo da rendere minimi gli assembramenti nei corridoi, causati dagli spostamenti da un’aula all’altra, e consentire l’agibilità ai laboratori. Come era prevedibile, è stato rilevato dal Responsabile della Sicurezza, che ha effettuato l’ispezione con il Dirigente, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza e i collaboratori, come i numeri non tornino: la particolare conformazione dell’istituto, anche sul piano della distribuzione e divisione degli spazi e delle aule, determina l’impossibilità di sfruttare appieno i metri quadri a disposizione per la forma irregolare delle aule. I numeri non tornano perché, rispetto agli spazi e alla conformità delle aule a disposizione, molte classi risultano troppo numerose per essere accolte nei locali del “Liceo Buonarroti”: il numero elevato di studenti per classe è un problema annoso, che la situazione eccezionale ha evidenziato ancora di più e a cui, nonostante i molti proclami, la Ministra Azzolina e il Governo non hanno ancora messo mano, se non con dichiarazioni per un futuro più o meno lontano. Ma l’anno scolastico inizia a settembre, non tra qualche anno, e nonostante lo stato di eccezionalità (che ci auguriamo finisca presto, ma che ancora non è del tutto superato) si continuano ad applicare criteri restrittivi e penalizzanti per la composizione delle classi, aumentando il numero di studenti nelle aule anziché alleggerirle. A questa incertezza si aggiunge anche l’indeterminatezza della data di inizio delle attività didattiche in Toscana, ancora non deliberata.
Infine, abbiamo appreso con preoccupazione dalla stampa che l’Amministrazione Comunale e l’Università sono in disaccordo rispetto alla possibilità che l’Università metta a disposizione della Provincia aule da distribuire alle scuole che ne abbiano bisogno, come ad esempio la nostra. L’assessore alle Politiche educative Sandra Munno non ritiene un’ipotesi praticabile concedere, seppur temporaneamente, le 26 aule del Polo Piagge, inizialmente concesse alle Scuole superiori dal rettore dell’Università Paolo Mancarella, contestato dal Sindaco Conti. Anche le voci sindacali intervenute sembrano dimenticare completamente le esigenze della scuola. Auspichiamo che l’Amministrazione comunale riconsideri l’offerta dell’Università oppure fornisca al più presto alternative praticabili, individuando in tempi rapidissimi e rendendo agibili locali e edifici di sua proprietà, per accogliere adeguatamente le attività scolastiche. Settembre non è così lontano: la scuola non può diventare la vittima sacrificale della pandemia e delle liti tra istituzioni”

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