I giocatori che hanno fatto la storia del Pisa: “Davide Lucarelli: e la Fiorentina cade all’Arena”

PISA – Torna, come ogni settimana, la rubrica che va a raccontare la storia di quei calciatori che in tempi più o meno recenti, hanno lasciato un segno a Pisa. Finita la carrellata sui portieri, è il momento di fare una panoramica sui difensori più importanti di 105 anni di storia: oggi parliamo di una vera e propria bandiera nerazzurra.

di Marco Scialpi

Un gol per rimanere marchiato a fuoco nella mente e nell’immaginario dei tifosi del Pisa, questo è successo a Davide Lucarelli, che il 27 ottobre 1987 decise con un gran tiro al volo dalla sinistra l’accesissimo derby con la Fiorentina, che cadde per 2 a 1 all’Arena Garibaldi. Al primo vantaggio nerazzurro di Paciocco, aveva risposto Roberto Baggio, trasformando una controversa punizione dal limite dell’area.

Qui la sintesi dello storico Pisa – Fiorentina finito 2 a 1 per i nerazzurri (video You Tube)

Nato a Pistoia il 14 marzo 1963, viene alla luce nei giorni in cui John Lennon afferma che i Beatles sono più famosi di Gesù Cristo. Muove i primi passi da calciatore con la maglia della Pistoiese, con la quale debutta giovanissimo nel calcio professionistico ed in Serie B nella stagione 1981/82, facendosi notare subito come prospetto di sicuro avvenire.

Rimane nella squadra della propria città fino al 1984, gli arancioni retrocedono mestamente in C1, ma per Lucarelli arriva la grande occasione, non può rifiutare la chiamata dell’Avellino che lo lancia in Serie A, gioca spesso, mettendo insieme 39 gettoni di presenza in due stagioni e si toglie anche lo sfizio di trovare la prima marcatura nella massima serie.

La definitiva esplosione avviene però quando, nell’estate del 1986, scende in Serie B per vestire la maglia del Pisa Sporting Club, giungendo alla corte di Mister Luigi Simoni. Compone una cerniera difensiva impenetrabile insieme al compagno di reparto Mario Faccenda. A fine stagione saranno 25 le presenze, con nessun gol, ma con la promozione in Serie A attraverso la leggendaria trasferta di Cremona, nella quale sarà in campo con l’abituale maglia numero 3.

L’anno successivo, con al timone Giuseppe Materazzi, il Pisa si salverà a discapito di Empoli ed Avellino, vincendo la Mitropa Cup ai danni del Vaci Izzo. Con un centrocampo di tutto rispetto, arricchito anche dall’arrivo di un futuro campione del mondo come Carlos Dunga, la squadra soffre oltremodo, e riesce ad ottenere la matematica certezza della permanenza nell’olimpo del calcio italiano solo all’ultima giornata, quando una insolita ma provvidenziale doppietta di Faccenda, stende il Torino all’Arena. Da ricordare le prestigiose vittorie per 2 a 1 in casa contro l’Inter di Trapattoni, con doppio vantaggio Pisano con Bernazzani e Dunga, seguito dalla rete della bandiera di Mandorlini per i Meneghini; ed il già citato storico 2 a 1 inflitto alla Fiorentina degli emergenti Sven Goran Eriksson e Roberto Baggio.

Davide Lucarelli segna tre reti: contro i viola, ad Ascoli contro i bianconeri di Castagner ed a Torino contro i granata di Radice.

La stagione 1988/89 non è altrettanto fortunata: il difensore toscano scende in campo in 26 occasioni senza mai entrare nel tabellino dei marcatori ed i nerazzurri retrocedono in cadetteria, ottenendo il poco ambito primato di peggior attacco di tutta la Serie A, con appena 17 reti fatte in 34 partite. Magra consolazione è la bella cavalcata in Coppa Italia, che si ferma alla semifinale contro il Napoli, dopo aver eliminato, tra le altre, Fiorentina, Verona e Roma.

Il pronto riscatto arriva subito a cavallo dell’inizio del nuovo decennio, infatti lo Sporting Club nel 1990 ottiene l’ultima promozione in Serie A della sua storia. La squadra, allenata da Giannini, conquista il salto di categoria con un mese di anticipo e si lotta fino alla fine il primo posto con il fortissimo Torino di Fascetti, nel quale splende la stella di Gianluigi Lentini.

Un organico ancora una volta ben costruito dal Presidente Anconetani, torna subito tra le grandi, mettendo in mostra giocatori del calibro di Been, Piovanelli, Incocciati, Dolcetti e Calori, oltre a Lucarelli, in campo in 34 occasioni su 38 e sempre tra i migliori, nonché ormai idolo incontrastato della Curva e della tifoseria tutta.

Per condurre la squadra in quello che sarà l’ultimo campionato di Serie A della storia dello Sporting Club, viene scelto l’emergente stratega del calcio Romeno Mircea Lucescu ed arrivano sotto la Torre elementi importanti come Chamot, Simeone, Padovano e Larsen, meteora a Pisa e stella della Danimarca campione d’Europa 1992. Agli occhi dei più questo sembra un mix perfetto per fare bene ancora una volta nel campionato più bello e difficile del mondo. I giocatori digeriscono male le novità tattiche del nuovo allenatore ed i nerazzurri vanno a corrente alternata, passando da partite disastrose ad epiche vittorie, come se nulla fosse. Questa altalena di risultati costa il posto a Lucescu, viene richiamato Giannini che però non riesce a portare la squadra alla salvezza. Si chiude l’esperienza in Serie A del Pisa e contemporaneamente quella di Davide Lucarelli con i colori della città della quale era diventato beniamino.

Seguono stagioni a con alti e bassi tra Padova e Cremona, dove ritrova il suo mentore Luigi Simoni. Con i grigiorossi vincerà a Wembley il Torneo Anglo- Italiano, battendo in finale il Derby County.

Nell’estate del 1995 il richiamo di quella che ormai è diventata la sua città e la sua casa, si fa più forte dei soldi e delle categorie, decide di scendere nei dilettanti per aiutare il Pisa, nel frattempo fallito, ad uscire dalla palude del CND. Insieme al compianto Gianluca Signorini, è l’elemento di spicco della squadra di Filippi, vista l’età non più verdissima e la necessità di un elemento di spessore a centrocampo, si ricicla mediano tuttofare, recupera il pallone e fa ripartire l’azione dei compagni, mostrando come le sue doti stiano strette alla categoria.

Si toglie lo sfizio anche di segnare due gol, alla prima giornata propizia il successo dei nerazzurri sulla Torrelaghese, che era andata in vantaggio con Frati, poi nell’arco di otto minuti segnano proprio lui e Signorini, così da evitare una figuraccia contro chi fino ad un paio di anni prima faceva da sparring partner nelle partitelle del giovedì. Si ripete poi mettendo la firma nel successo casalingo contro lo Chatillon Saint Vincent che cade 4 a 2 all’Arena.

In organico anche per il successivo campionato di Serie C2, non riesce nell’impresa di portare la formazione del confermato Filippi al doppio salto di categoria, a fine anno sarà sesto posto in classifica, ad un punto dal Giorgione e dall’ultima piazza utile per i Play Off, con tanti rimpianti perchè quell’unica lunghezza sa di beffa.

Si conclude qui la seconda esperienza di Lucarelli con la maglia del Pisa. Tirando le somme, giungerà alla bellezza di 192 presenze e 6 reti. Giocherà ancora qualche partita nei dilettanti, tra Castelnuovo Garfagnana e Massese, prima di appendere le scarpette al chiodo nel 1999.

Esperienze poi come allenatore nella Volterrana e nella Lavagnese, prima di entrare nello staff tecnico dell‘Empoli, nel quale rimarrà fino al 2010. Successivamente segue in giro per l’Italia Stefano Pioli, diventandone il braccio destro, alternandosi quindi tra Chievo Verona, Palermo ed infine Bologna.

Due curiosità per chiudere: suo figlio Massimo è sotto contratto con l’AC Pisa 1909, ha debuttato lo scorso anno nella trasferta di Avellino nel calcio professionistico, dopo la buona stagione a Pontedera in Serie D. Mentre in questa stagione, dopo qualche presenza nel girone d’andata, è andato a cercare continuità ed esperienza a Gavorrano, dove è titolare nel campionato di Seconda Divisione.

Inoltre, Davide Lucarelli, può essere annoverato tra quei pochi giocatori ai quali la Curva Nord ha dedicato un coro personalizzato, sulle note di Limbo Rock di Chubby Checker.

Davide Lucarelli (foto http://it.wikipedia.org/wiki/Davide_Lucarelli)
Davide Lucarelli (foto http://it.wikipedia.org/wiki/Davide_Lucarelli)

 

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