I giocatori che hanno fatto la storia del Pisa: “Josè Antonio Chamot: quando il Pisa è meglio del Real Madrid”

PISA – Torna, come ogni settimana, la rubrica che va a raccontare la storia di quei calciatori che in tempi più o meno recenti, hanno lasciato un segno a Pisa. Finita la carrellata sui portieri, è il momento di fare una panoramica sui difensori più importanti di 105 anni di storia: si parte da un argentino.

maglia chamot

di Marco  Scialpi

Josè  Antonio Chamot Picart nasce a Conceptiòn del Uruguay, in Argentina, il 17 maggio del 1969. Cresce nel vivaio del Gimnasia y Esgrima, prima di passare nel 1988 al Rosario Central, squadra dalla quale approderà in Italia, a Pisa, nel 1990.

Il 2 novembre 1990 arriva la notizia ufficiale della rescissione tra lo Sporting Club e Mario Been, liberando un posto per uno straniero nella rosa nerazzurra. Il prescelto per riempire questa casella è un giovane difensore: Josè Chamot, che arriva nel nostro paese con l’intercessione di chi aveva reso possibile in precedenza l’acquisto di Diego Pablo Simeone: il procuratore Antonio Caliendo.

Prima di giungere sotto la Torre Pendente, mette insieme 87 presenze nella massima divisione argentina, facendosi conoscere come un terzino dalle ottime doti atletiche, mostrando una fisicità ed una velocità veramente notevoli. Viene convocato appena ventenne nella Nazionale maggiore albiceleste al  CT Carlos Bilardo, dimostrando doti da predestinato.

La presenza a Pisa di Simeone si rivela decisiva per vincere la concorrenza di molte squadre importanti, tra cui il Real Madrid.  La squadra del Presidente Anconetani, viene considerata la scelta migliore nel processo di crescita e formazione del ragazzo.

Chamot si affaccia al campionato italiano l’11 novembre del 1990, debuttando a Marassi contro la Sampdoria di Boskov, futura campione d’Italia. Sia in fase di spinta, che di copertura, schierato sulla fascia sinistra, dimostra di poter garantire un rendimento alto e costante. La squadra però, nel complesso, offre un rendimento al di sotto delle aspettative, che porta all’esonero di Mircea Lucescu e alla quasi inevitabile retrocessione in Serie B.

Rimarrà a Pisa anche nelle due stagioni successive, mettendo insieme settantasette presenze ed un gol, al Pescara.

La stagione 1994/95 si tinge di rossonero, l’argentino approda al Foggia delle meraviglie di Zeman. Proprio il boemo dirà di lui: “Sa fare tutto ma non indovina un cross che sia uno”.

A fine stagione emigra di nuovo, passando insieme al suo allenatore alla Lazio. Proprio alla corte di Cragnotti si consacrerà come difensore di livello internazionale, vincendo, tra l’altro, la Coppa Italia 1997/98. In questo periodo compone una linea difensiva di tutto rispetto insieme a Nesta, Negro e Pancaro.

Entra in pianta stabile nella formazione titolare dell’Argentina, con la quale prenderà parte a tre mondiali consecutivi: USA ’94, Francia ’98 e Corea – Giappone 2002.

Si dice che al momento del suo arrivo a Roma, superò sul filo di lana Ciro Ferrara, il cui acquisto da parte della Lazio sembrava praticamente fatto. Il difensore napoletano passerà poi alla Juventus e sarà protagonista proprio contro Chamot di molte partite infuocate fino al 1998, anno in cui l’argentino passerà all’ Atletico Madrid.

Due stagioni in Spagna, prima di passare al Milan nel 2000, dove vincerà una Coppa Italia ed una Champions League, terminando la sua seconda esperienza italiana nel 2003. Di questo periodo viene ricordato soprattutto l’autogol che nell’aprile 2002 regalò una insperata vittoria alla Juventus, in una partita con i rossoneri che pareva incanalata sullo zero a zero. La stagione culminerà con i noti fatti del 5 maggio e con il tricolore che tornerà a Torino a quattro anni di distanza dalla controversa vittoria del campionato 1997/98.

Spende gli ultimi spiccioli di carriera tra Leganès e Rosario Central, tornando nella squadra che lo ha lanciato. Chiude con il calcio giocato nel 2006 con 376 presenze e 7 marcature in partite ufficiali.

Conta anche 43 presenze con la nazionale argentina, ha partecipato a tre mondiali, una Confederations Cup, una Coppa America ed alle Olimpiadi di Atlanta 1996 come fuoriquota.

Attualmente ricopre l’incarico di collaboratore tecnico del River  Plate, arrivato per affiancare l’allenatore Matias Almeyda, ex di ParmaLazioBrescia ed Inter, è rimasto nei ranghi dei “Millonarios” anche dopo l’esonero di quest’ultimo.

Chamot raffigurato su una scheda telefonica per la stagione 1997/98 (foto www.delcampe.net)
Chamot raffigurato su una scheda telefonica per la stagione 1997/98 (foto www.delcampe.net)
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