I mancati lavori in Via Norvegia. La protesta

PISA – La mancata realizzazione dei lavori di riqualificazione area a verde ex asilo Timpanaro in via Norvegia – che sarebbero dovuti terminare a fine dicembre 2020, è stato l’elemento scatenante per porre all’attenzione degli organi di informazione la situazione di precarietà ancora tutta da risolvere in alcune zone periferiche della nostra città.

di Giovanni Manenti

A farsi portavoce è la residente Federica Duchini, la quale evidenza come: “il bando di appalto, per un importo di oltre 177mila euro, prevedeva l’inizio dei lavori a metà settembre e la fine degli stessi entro fine anno 2020, mentre invece – fatta salva una prima parte messa in opera ad una settimana dalla chiusura della Campagna Elettorale per le Regionali – la situazione è rimasta bloccata, per cui siamo a chiederci quale destinazione possa avere avuto la somma stanziata per i lavori, oppure se vi sia un ritardo da parte della Ditta appaltatrice, desiderando anche sottolineare che questo non è altro che un ultimo caso di opere iniziate e non concluse, come già avvenuto in passato per la sistemazione di buche sul fondo stradale, e ci auguriamo di ricevere delle risposte concrete nel corso dell’incontro che l’Assessore Gianna Gambaccini ha già fissato con i nostri rappresentanti per il prossimo 10 febbraio“.

Presente in via Norvegia anche la Rappresentante del Sindacato ASIA Usb, Fabrizia Casalini, la quale ha fatto il punto sulla situazione a livello cittadino delle problematiche relative al patrimonio APES, in base alle quali ha riferito come: “sono oramai mesi che ci troviamo a protestare per l’incuria in cui sono lasciate le abitazioni, riguardante anche veri e propri aspetti strutturali, oltre al manto stradale, la carente illuminazione e quant’altro, come ad esempio il verde di cui è sotto gli occhi di tutti è la mancata realizzazione dei previsti lavori di riqualificazione dell’ex Asilo Timpanaro, il cui termine era fissato per fine anno 2020” …
Nel complesso delle opere che erano state promesse“, prosegue Fabrizia Casalini, “in via Norvegia sono iniziati i lavori per la definizione delle isole ecologiche, pur se molto a rilento, in via Pungilupo ci dicono essere tutto fermo, mentre al CEP sono iniziati lavori importanti per il tetto, che necessita un rifacimento completo poiché sino ad ora piove nelle case, ragion per cui tutte queste situazioni saranno oggetto di confronto nel corso dell’incontro previsto al prossimo 10 febbraio con gli Assessori Gambaccini e Latrofa, assieme al Direttore dell’APES, dal quale ci auguriamo di avere risposte concrete e non solo promesse sui lavori ancora da eseguire“.

Vi è però, riguardo ai rapporti con APES“, conclude la sindacalista, “un’ulteriore problematica derivante dal fatto che la Giunta Comunale ha incaricato la SEPI di occuparsi della gestione delle morosità nel pagamento dei canoni locatizi da parte degli assegnatari, un atteggiamento da noi ritenuto molto pericoloso in quanto trattasi di un Ente con finalità di riscossione, il che comporterà l’emissione di cartelle esattoriali ed, in costanza di morosità, la richiesta di sfratti, ma dato che si tratta di persone che non sono in grado di far fronte ai propri obblighi non per mancanza di volontà ma solo per perdita o riduzione di lavoro – oltretutto in un periodo di particolare disagio come il presente caratterizzato dall’emergenza sanitaria in atto – non crediamo che si tratti di una mossa tale da venire incontro ai problemi dei cittadini, bensì l’esatto contrario, oltretutto qualora si faccia riferimento alle condizioni oggettive degli appartamenti in cui si trovano ad abitare“.

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