I messaggi su Facebook diventano un libro “Il Cielo Sopra” ai tempi del Covid-19

PISA – Si chiama “Il Cielo Sopra“, storie al tempo del Coronavirus. Un libro nato per gioco quando ad inizio pandemia un gruppo noto su Facebook si è ritrovato senza niente da fare se non scrivere un pensiero. Un grande successo che sta diventando giorno dopo giorno un libro con molte firme importanti tra cui anche l’ultimo vincitore del Festival di Sanremo Antonio Diodato.

di Antonio Tognoli

Ognuno dal proprio punto di vista ha scritto cosa gli passava per la testaafferma Valerio De Bellis fotografo cascinese un racconto a tema, una storia, anche inventata, tratta delle nostre paure, del nostro sopravvivere alla presenza scomoda del virus”.

Al progetto iniziale, un gioco sui social, appunto, si è appassionato Piero Pierotti, presidente dell’associazione Aibacom, con sede proprio a Cascina. Ed è grazie a lui che sono cominciati ad arrivare racconti da tutta Italia, da medici in prima linea, operatori del sociale, infermieri; ma anche da personaggi dello spettacolo, dello sport, da Sindaci, giornalisti, che hanno voluto testimoniare la loro esperienza, il loro sentire. Tra gli altri il cantante che ha trionfato nell’ultimo festival di Sanremo con “Fai Rumore”, Antonio Diodato, il Sindaco di Calci Massimiliano Ghimenti, il chitarrista Rodrigo D’Erasmo, la scrittrice Simona Fruzzetti, il giornalista Antonio Scuglia, il regista Edoardo Leo, l’attore Paolo Conticini, la Cooperativa Sociale Paim, Guidino Genovesi, la Cooperativa Onlus Chez Nous Le Cirque e tanti tanti altri.

È una situazione nuova, sconosciuta, che in tanti fanno fatica a gestire; questo ha portato molti a fermarsi, impotenti, ed a riorganizzare il proprio vedere” – dice De Bellis – “forse anche per questo in così tanti hanno sentito l’esigenza di scrivere qualcosa, mettere per scritto quel turbinio di idee e pensieri che i tempi dilatati hanno stimolato”.

Il peso dei messaggi, ma soprattutto la loro qualità ha fatto si che il progetto inziale fosse modificato in un qualcosa di ben più importante. “Da lì abbiamo iniziato a raccogliere tutto il materiale in un libro, una specie di memoria futura per quando, si spera, avremo dimenticato questo brutto periodo” dice De Bellis.

L’unica cosa che ci dispiace un pò” – afferma Piero Pierotti dell’Aibacom – è il non aver ricevuto testimonianze da volontari sul territorio, che proprio per la loro presenza fisica nelle strade e nelle case della gente, avrebbero potuto dare un contributo genuino all’opera”.

In questi giorni De Bellis e Pierotti cominceranno ad organizzare tutto il materiale ricevuto, ma se qualcuno avesse ancora messaggi da inviare, può ancora farlo, inviando il materiale alla mail valeriodebellis65@gmail.com

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