I parrucchieri: “Non ce la facciamo più. Vogliamo ripartire con la nostra attività”

PISA – Dopo aver sentito gli umori di commercianti, balneari, palestre Pisanews ha voluto sentire anche l’umore di chi è stato escluso dalla Fase 2, i parrucchieri, pronti a ripartire anche da subito con un valido protocollo di sicurezza, ma frenate dal Governo centrale che ha fissato nel 1 Giugno la data di riapertura. In Toscana però si è parlato di un potenziale anticipo di apertura al 18 Maggio.

di Maurizio Ficeli

Iniziamo questo tour sentendo il parere di Simone Bronzini titolare di “Bibros” in via del Borghetto 69: “La situazione non è delle più rosee, in quanto lo era già precedentemente per la crisi che ci attanagliava, si viveva sul filo del rasoio anche per la concorrenza cinese con cui dovevi stare sul chi va là, cercando di fare il lavoro il meglio possibile ed ora con la chiusura di tre mesi è dura, anche se ci hanno posticipato le tasse, le spese ci sono. La situazione è disastrosa perché se non lavori non guadagni. Con la fase due devi attrezzare e sanificare il negozio, le spese salgono mentre i ricavi son sempre meno. Per il futuro, premesso che la gente i capelli viene comunque a tagliarseli il lavoro sarà più difficoltoso perché si dovrà prendere i clienti su appuntamento ed una persona alla volta. Ci saranno da fare investimenti spendendo soldi per sanificare e comprare materiale monouso. In sostanza saranno maggiori spese e meno guadagni con gli stessi prezzi, perché con questa crisi non si può aumentare i prezzi, la gente dopo questo brutto periodo ha pochi soldi in tasca”.

Da via del Borghetto ci spostiamo nel quartiere de “I Passi” dove troviamo Ranieri Bozzi titolare di “Parrucchiere Ranieri” al civico 82/A di via XXIV Maggio: “Periodo vissuto male, con un eventuale ripartenza non sappiamo ancora cosa ci attenderà, anche se siamo fiduciosi però intanto lo stato non è che ci sia venuto incontro più di tanto, ci ha dato 600 euro ma i nostri costi sono ben superiori, sono mancati gli incassi ed è dura perché la vivi male, con un negozio chiuso da due mesi ci sono tanti pensieri. Nel prossimo futuro cambierà il modo di lavorare per via della sicurezza, ci saranno delle nuove normative, mascherine, guanti monouso e chi più ne ha più ne metta“.

Dopo queste due voci importantissime ne abbiamo contattata una autorevole, quella di Carlo Musto, titolare dell’omonimo salone di parrucchiere omonimo a Marina di Pisa e presidente degli Acconciatori della Cna di Pisa: “Noi come categoria, nel momento in cui c’è stato il lock down ci siamo attivati per capire come poter lavorare in sicurezza nel momento in cui si dovesse riaprire, ci siamo confrontati come associazione sia a livello regionale che nazionale per capire la caratteristica di questo virus e come poterlo contrastare come settore, ci stiamo quindi predisponendo con degli strumenti, con la sanificazione i prodotti, l’ambiente, l’areazione, guanti monouso, mascherine,  visiere e chi più ne ha più ne metta. Ad oggi ovviamente riguardo a certe disposizioni di sicurezza di ufficiale non c’è niente, è probabile che sarà diverso da regione a regione, noi pensiamo alla Toscana,  comunque già di per sé il nostro settore ha dei protocolli di sicurezza. E’ chiaro che questo virus ci chiede un qualcosa in più, il distanziamento, lavorare su appuntamento e non creare assembramenti e tutte quelle caratteristiche per poter lavorare in sicurezza. Come categoria siamo un po’ preoccupati perché ci sono delle oggettive difficoltà economiche, fatturato che ha subito un danno forte in un periodo che a condizioni normali poteva essere invece buono e tutto ciò incide. Poi c’è da pagare affitti ed altre spese, oltre a mangiare, i 600 euro non ricoprono tutte le spese, il problema poi è anche quello di far sopravvivere queste attività. Non è che noi parrucchieri vogliamo riaprire perché siamo degli irresponsabili, se tanti vogliono riaprire è perché non ce la fanno più, poi si sa che bisogna lottare contro un nemico invisibile. Ci stiamo quindi organizzando per mettere in condizioni ottimali le nostre attività, sia per noi che ci lavoriamo e sia per la clientela“.

Da un salone di parrucchiere del Litorale Pisano ad uno che si trova in Lungarno Mediceo, 37. Si tratta di quello di Alessandro Siri dell’omonimo salone di bellezza : “Personalmente sto vivendo questa situazione nella tranquillità anche se a mio avviso potevamo aprire tranquillamente anche ai primi di maggio, perché come abbiamo usato tutte le precauzioni per la clientela prima, le avremmo usate anche ora, anche se il decreto non fa chiarezza su questo, come non si dice quante persone potremo accogliere da quando riapriremo, ho il negozio di 120 metri quadrati, spazi ce li ho, ma il discorso è sapere quanto prima come dover comportarsi anche perché ad ora non lo sappiamo. Siamo chiusi, ma non ci hanno informato su quanto possiamo prendere appuntamenti e quante persone poter accogliere a seconda della grandezza dell’esercizio, mi sembra che per ora siano cose campate in aria”. Siri  fa una chiosa finale: “Se la bellezza deve andare avanti, è giusto che vada avanti tramite il nostro lavoro ed il nostro artigianato“. 

By