I “Perché” di una possibile impresa del Pisa a Latina nelle parole di Gabriele Bianchi

PISA – Sembra una filastrocca ma è una vera e propria analisi della situazione e del momento di speranza che stanno vivendo i tifosi del Pisa in attesa della finale di ritorno di domenica prossima contro il Latina, quella scritta da Gabriele Bianchi del portale Il Pisa Siamo Noi. Eccola nella sua versione integrale.

Perché la nottata è passata e ci ho dormito (poco …) sopra.

Perché stamani mi sono svegliato carico come non mi succedeva da tempo.

Perché ho la convinzione – che rasenta la certezza – che ce la possiamo fare.

Perché, senza tanti giri di parole, ce la dobbiamo fare.

Perché ho visto e rivisto le immagini della coreografia di ieri pomeriggio e questo pubblico, questo stadio, non può rimanere in Lega Pro.

Perché abbiamo un debito nei confronti della città di Perugia e della tifoseria del Perugia : troppo corretti e signorili per vedersi superati di categoria da chi nel 2013 non trova di meglio da fare se non offendere ininterrottamente l’avversario e fare il saluto romano.

Perché non è giusto giocarsi un campionato nello stadio del Subbuteo.

Perché tutte le ore di fila fatte in queste settimane per accaparrarsi un misero biglietto devono essere servite a qualcosa.

Perché quel patrimonio indescrivibile di emozioni vissuto al Curi pochi giorni or sono non può essere sperperato nella pioggia di ieri.

Perché Monteriggioni, Riccione, Borgo a Buggiano, Mezzolara, Boca Pietri, Ponsacco, Rosignano, Castellana, Rovigo, Russi, Castellarano, Carpi, Santarcangelo, Chioggia, Castel San Pietro, Pontedera, Cecina, Adriese, Fossombrone, Virtus Castelfranco, Gavorrano, Chieti e Savona non possono essere state vissute per nulla.

Perché troppi “cugini” si riempiono la pancia con la nostra decaduta nobiltà, e questa spiacevole situazione deve terminare.

Perché la glaciale sicurezza di Luigi Sepe deve avere il giusto premio.

Perché la straripante forza fisica di Andrea Sbraga deve avere il giusto premio.

Perché moltissime partite di sacrificio in un ruolo non suo e poche partite per dimostrare di che pasta è fatto come quelle che ha giocato Rocco Sabato devono avere il giusto premio.

Perché la forza di volontà che ha permesso ad Emanuele Suagher di superare a tempo di record un infortunio così bastardo (rimediato per giunta proprio contro il Latina) deve avere il giusto premio.

Perché il grande cuore pisano di Francesco Colombini deve avere il giusto premio.

Perché l’immensa saggezza da capitano di Francesco Favasuli deve avere il giusto premio.

Perché l’esperienza costantemente al servizio dei compagni di Antonio Buscè deve avere il giusto premio.

Perché i quintali, le tonnellate di legna fatta in mezzo al campo da Nicola Mingazzini devono avere il giusto premio.

Perché lo spirito indomito da guerriero di Leonardo Perez deve avere il giusto premio.

Perché la classe cristallina di Luca Rizzo deve avere il giusto premio.

Perché la velocità e le giocate di Leonardo Davide Gatto devono avere il giusto premio.

Perché la saggia vigilanza di Maurizio Pugliesi deve avere il giusto premio.

Perché i chilometri macinati sulla fascia da Amedeo Benedetti devono avere il giusto premio.

Perché il farsi trovare sempre pronto quando chiamato in causa come accade a Paolo Rozzio deve avere il giusto premio.

Perché avere sposato così intensamente la causa neroazzurra benché per pochi mesi, come accaduto a Filippo Carini e Daniele Pedrelli, deve avere il giusto premio.

Perché giocare da ala destra quando Filippo Fondi è tutto fuorché un’ala destra deve avere il giusto premio.

Perché la gioventù e la sfrontatezza di Andrea Barberis devono avere il giusto premio.

Perché le mille botte prese da Stefano Scappini devono avere il giusto premio.

Perché gli eurogoal di Giacomo Tulli devono avere il giusto premio.

Perché il non aver ancora conosciuto sconfitta da quando Dino Pagliari è tornato sulla panchina del Pisa deve avere il giusto premio.

Perché la competenza e la professionalità con la quale Fabrizio Lucchesi ha costruito la squadra deve avere il giusto premio.

Perché averci creduto quando nessuno ci credeva più come ha fatto Carlo Battini deve avere il giusto premio.

Perché tutti quelli che ci hanno lasciato tragicamente e prematuramente e sono andati sulla nuvola di Romeo a fargli compagnia ci daranno certamente una mano.

Perché non sarebbe possibile vivere la Luminaria di San Ranieri con la morte nel cuore.

Perché San Ranieri ci ha già aiutato una volta e non vedo perché non dovrebbe concedere il bis.

Perché non posso aver fatto quaranta puntate alla radio per ritrovarmi a commentare un insuccesso finale, sarebbe politicamente scorretto.

Perché chi non ci crede deve smettere di rompere i koglioni (scusate il termine) a chi invece ci crede e parecchio.

Perché devo assolutamente trovare un motivo plausibile al fatto che mentre scrivo queste righe non riesco a smettere di piangere.

Perché il 16 giugno è la festa della città di Pisa e non della città di Latina.

Perché quel benedetto treno che mi portò a Cremona e dal quale ho giurato a me stesso di non voler scendere mai ha un disperato bisogno di un’altra stazione alla quale fermarsi.

Perché domenica prossima si farà la storia.

Perché domenica prossima chi ama Pisa ed il Pisa avrà un solo pensiero in testa.

Perché una volta nella vita deve girare bene anche a noi.

Perché ce lo meritiamo.

Perché me lo merito.

Perché, Cristo di Dio, al posto dei soliti fuochi artificiali domenica sera voglio alzare gli occhi al cielo e vedere una gigantesca croce pisana che illumini tutti i Lungarni.

Perché so già che la vedrò solo io.

Perché domenica sera, in un modo o nell’altro, come adesso non riuscirò a trattenere le lacrime.

Perché chi mi vedrà penserà : povero brodo, piange per una partita di pallone !

Perché, comunque vada a finire, a tutti questi soloni del kazzo (ri-scusate il termine) rivolgerò lo stesso pensiero : poveri brodi, vi siete persi la parte più bella della vita …

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