IF 2014, il punto sul mercato del web e sulle start up con Lucia Annunziata e Antonello Giacomelli

PISA – Il venerdì dell’ Internet Festival al Centro di Esposizione SMS havisto protagonista tra gli ultimi eventi di giornata una autorevole e partecipata intervista che la giornalista Rai Lucia Annunziata ha realizzato ad Antonello Giacomelli, giornalista e politico pratese nominato sottosegretario al Ministero dello Sviluppo economico con delega alla Comunicazione il 28 febbraio scorso.

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L’intervista ha concentrato sin dalle prime battute l’attenzione sul problema dell’arretratezza culturale e burocratica dell’Italia nell’ambito del mercato della rete e delle start-up in particolare. Statistiche molto negative sono state portate subito all’evidenza dalla Annunziata che ha parlato dell’alto livello di “ignoranza da internet” presente al’interno delle regioni italiane, in particolare Piemonte, Val D’Aosta e Umbriam il cui 35-50 % degli abitanti manca dei comuni fondamentali necessari all’utilizzo di internet e del computer stesso. Giacomelli dall’alto del suo ruolo in prima linea nella gestione del mercato della rete nazionale ed europeo ha confermato la gravita’ della situazione, affermando che nel nostro Paese troppi sono ancora gli ostacoli ad un assorbimento elastico e dinamico del sistema web, dovuti gia’ di per se allo squilibrio che colpisce l’impiego della banda larga sul territorio. Se in Toscana, Campania e Puglia grandi passi avanti sono stati fatti da tempo in tal senso, la situazione si presenta radicalmente opposta nella maggior parte del Nord e del CentroItalia. La radice di questa devastante differenziazione e’ stata imputata da Giacomelli alla tendenza da parte degli italiani ad un comodo regionalismo e disinteresse a raggiungere una compattezza strutturale, dalla quale sviluppare un sistema unico di controllo e utilizzo della ricchezza cybernetica.

Per quanto concerne invece il confronto dello status nazionale con le altre realta’ europee, e’ emersa invece il carattere obsoleto e dormiente sia degli organi di stato che dei mass-media nel loro approccio alla rete e ai suoi strumenti. Secondo Giacomelli e’ la crisi culturale il nemico piu’ grande alla crescita del sistema italiano al passo con i “rivali” europei, soprattutto Inghilterra e Germania, hveri e propri paradisi per lo sviluppo dell’universo start-up. Il sottosegretario ha fornito l’ esempio lampante per il quale due giovani a Londra e Berlino hanno la possibilita’ di diffondere un loro progetto sul mercato web in meno di un minuto e a costi limitati grazie agli sgravi fiscali. A Roma tutto questo adesso appare soltanto come un bel sogno irrealizzabile e da lasciar perdere a fronte di questioni considerate fondamentali come l’eterna questione del Canone Rai e la rinnovata telenovela dei tentativi fatti dal Governo per salvare Telecom dal fallimento.

A questo punto la palla e’ ritornata di nuovo alla Annunziata che conoscendone profondamente i problemi interni in quanto sua dipendente da piu di vent’anni, ha potuto fare luce sull’attuale situazione in casa Rai relativa all’apertura alle risorse della rete. A detta della giornalista campana la Rai si comporta perfettamente come se fosse una “Bella Addormentata”,che potrebbe tranquillamente adeguarsi allo standard raggiunto dalle altre emittente continentali, con in testa il modello BBC, ma non lo fa per una precisa scelta di rifiuto dello strumento internet, e per una ragione ancor piu’ sconvolgente, a causa dell’incompetenza da parte sia di vecchi dipendenti che delle nuove leve. Eppure Mamma Rai gode ancora oggi di largo apprezzamento dagli italiani, che credono ancora ai telegiornali come principale e attendibile sorgente di informazione a discapito delle presunte false notizie provenienti dalla sterminata rete.

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