Il doppio ex. Gianluca Porro: “A Pisa l’esperienza più bella della mia vita. Marchino Deri esempio di coraggio e dignità”

PISA – Per parlare di Pisa-Carrarese Pisanews ha contattato un doppio ex delle due compagini che pero ‘ a Pisa ha lasciato il cuore e quando può viene spesso a trovare i vecchi amici che ha ancora all’ombra della Torre Pendente. Stiamo parlando di Gianluca Porro, milanese classe 1979, ex ala sinistra al Pisa nel periodo iniziale (anni dal 2009 al 2011 dalla D alla C) della gestione Camilli-Battini, che ha militato anche un anno nelle file degli apuani nel 2000. Attualmente gestisce con grande impegno e passione una scuola calcio a Milano.

di Maurizio Ficeli

D. Salve Gianluca, piacere di averti ritrovato dopo tanto tempo,di che cosa ti occupi attualmente?

R. “Sto gestendo da quattro anni una scuola calcio a Milano, che si chiama “NUMERO 12″ che è nata come scuola per portieri, ed io, pur non avendo mai giocato in quel ruolo ci sono stato trascinato ed in questa mia scelta hanno influito le motivazioni in quanto mi è stato detto da altri collaboratori che io potevo insegnare ai portieri come si usano i piedi, ed essendo stato attaccante, i trucchi che servono ad un estremo difensore per essere preparato nell’affrontare chi si trova di fronte a lui nel reparto avanzato. Inoltre ho fatto io stesso dei corsi specifici per imparare come si allenano i portieri pur non avendo mai giocato,come ti ripeto, in quel ruolo. Lavorare in questo campo mi sta dando grosso entusiasmo e starei ad ore a parlarne, Sono impegnato ad organizzare tornei, campi estivi, stage, corsi di formazione ecc. Insomma si può dire che è un’attività a 360 gradi a servizio del calcio giovanile. Ho anche il patentino B e ho allenato qualche anno fa in Eccellenza e poi le giovanili della Pro Patria ed il mio obiettivo è acquisire anche il patentino di Uefa A”.

D. Passiamo a parlare dei tuoi trascorsi pisani. Che ricordi hai?

R. “Riguardo ai miei ricordi di Pisa ho scisso la cosa in due parti, quella calcistica e quella personale: venni al Pisa a quel tempo in D, che avevo 30 anni e dopo la rescissione di un contratto di 2 anni con la Cavese in serie C, per sposare il progetto Pisa: mi spiace che ho potuto dimostrare poco il mio valore anche a causa di un infortunio al crociato, poi ci fu anche qualche incomprensione con la società di allora, gestita da un Piero Camilli vulcanico e da un Carlo Battini sicuramente una brava persona, il quale però avrebbe avuto bisogno di essere supportato da altre persone a livello dirigenziale per far fronte alle esigenze di una piazza importante come Pisa.”

D. Mentre invece a livello personale che ricordi hai di Pisa?

R.”Guarda, a livello umano Pisa è stata l’esperienza più bella della mia vita, a partire dal ricordo dei miei ex compagni di squadra come Gabriel Raimondi, che vengo a trovare spesso, poi Cristiano Caleri, Marco Ilari e Francesco Favasuli, il grande ” Ciccio”, che per me è stato uno dei miei riferimenti migliori nel calcio a livello di amicizia e con cui mi sento spesso. Inoltre a Pisa ho stretto amicizie al di fuori del calcio con persone che vedo tutt’ora, che adoro e che son saliti su da me tempo fa a festeggiare il mio compleanno. Sono amici appartenenti al gruppo dei vecchi Sconvolts Pisa, gente di Pontasserchio e di Marina di Pisa. Si può assolutamente dire che per me “Pisa è un enorme cuore pulsante” ed il mio sogno nel cassetto è un domani quello di poter allenare il Pisa, per potergli dare tutto ciò che non sono riuscito a dargli come giocatore”.

D. Riguardo alla squadra nerazzurra attuale che informazioni hai?

R. “Chiaramente non ho modo di seguirla dal vivo, ma ho visto alcune partite in televisione ed è superfluo dire che il Pisa possiede una rosa di grande qualità, anche se, a mio avviso, ha perso delle occasioni importanti per poter vincere direttamente il campionato, ma sono certo che ha tutte le carte in regola per giocarsela alla grande nei play off”.

D. Sei stato a Carrara un anno, cosa ricordi di quella stagione?

R. “Ricordo che arrivai a Carrara da giovane smanioso di giocare, provenivo dall’Empoli dove avevo chiesto a Pino Vitale, allora ds azzurro, di andare via e di Carrara mi piacque il contesto con un direttore bravissimo come Valter Devoti. Poi quell’anno all’ombra delle Apuane, mi ricordo una gara fra Carrarese e Pisa, dove i nerazzurri vinsero ed io che giocavo nelle fila della Carrarese, sbagliai un rigore che mi fu parato dall’allora portiere nerazzurro Massimo Gazzoli, mio amico e compagno ad Empoli e che mi conosceva bene”.

D. E della Carrarese attuale, prossimo avversario del Pisa cosa conosci?

R. “Anzitutto ti dico che questa Carrarese merita un grande applauso per tutto ciò che ha fatto fino ad ora e poi c’è da dire che il suo allenatore Silvio Baldini è un grande uomo di calcio che è riuscito a creare un binomio straordinario con Gianluca Berti, ecco, si può assolutamente affermare che la loro sintonia è l’arma in più di questa Carrarese, al di là dei 5 gol subiti martedì scorso ad Alessandria”.

D. Se tu dovessi fare un pronostico su Pisa – Carrarese che segno metteresti?

R. “In questo momento vedo un Pisa molto ordinato, che riesce a vincere le gare anche se di misura o le pareggia e dovrà sicuramente fare la partita al cospetto di una Carrarese che non avrà nulla da perdere. I nerazzurri cercheranno sicuramente di vincere ma il risultato è difficile da pronosticare, perché entrambe le compagini sono due delle più belle realtà di questo girone di serie C. Però, se mi permetti, prima di concludere l’intervista ci tengo a dire una cosa su una persona che rimarrà sempre nel mio cuore…”

D. Prego Gianluca, dimmi pure… 

R. “Voglio mandare un grande saluto ed un abbraccio affettuoso alla famiglia di Marchino Deri. Mi ricordo il giorno quando insieme a Cristiano Caleri andai a trovare suo fratello Daniele Deri, morto anni prima per la stessa malattia. Marchino Deri era una persona brillante che mi faceva fare tante belle risate con le sue battute, io ero sempre da lui a farmi curare visto gli infortuni che avevo in quel periodo. Si può assolutamente dire che Marchino Deri è l’esempio di una grande persona che ha vissuto con coraggio la propria malattia e che è morto con una grande dignità”.

Fonte Foto Tuttocalciatori

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