Il Giudice boccia la richiesta del sequestro delle azioni della Regione, ma il Comune ricorre al Tar. Filippeschi: “Nessuna sorpresa, anzi due spunti…”

PISA – Il Giudice del Tribunale di Firenze, ha respinto la richiesta del sequestro delle azioni della Regione Ma molte delle motivazioni confermano le ragioni pisane. Il Comune infatti ricorrerà al Tar.

Il provvedimento del giudice definisce solo un procedimento cautelare – si legge da una nota del Comune di Pisa – promosso dal Comune di Pisa il 27 maggio 2014 per evitare la vendita delle azioni in recesso dal Patto parasociale di controllo di SAT S.p.A. impugnando la delibera della Giunta regionale 26 maggio, poi sostituita con altro atto della stessa Giunta il 30 maggio. Inoltre, le ragioni d’urgenza per il Comune sono venute meno dato il differimento del termine dell’Offerta ottenuto da Corporacion America Italia S.r.l. dal 3 al 17 giugno. L’assunto più rilevante del giudizio è che il giudice non ha affatto sposato la linea della Regione Toscana e della Camera di Commercio di Firenze secondo cui le norme sul recesso dai patti parasociali in caso di OPA obbligatoria si applicano anche all’OPA volontaria. E’ confermato infatti che l’OPA volontaria non autorizza il recesso dal Patto. Il giudice ha ritenuto che la Regione possa vendere in attuazione del progetto di integrazione previsto dall’Accordo per valutare la fattibilità della holding firmato il 26 febbraio 2013. Ha considerato tale Accordo come fosse un compiuto progetto d’integrazione. In realtà non sono stati definiti neanche gli studi preliminari di fattibilità, che abbiamo anzi più volte sollecitato alla Regione di rendere pubblici e che la stessa non ha ancora consegnato ai sottoscrittori dell’Accordo. La stessa Regione ha depositato in giudizio una memoria che attesta come tale Accordo “è solo un’intesa con cui i soci hanno deciso di effettuare degli studi per verificare la fattibilità e le condizioni di una integrazione tra le due società” e, com’è noto, ha negato, in particolare, l’accesso allo studio realizzato dall’advisor KPMG, di valutazione delle società AdF e SAT, propedeutico al progetto d’integrazione ritenendolo ancora “non condiviso dal gruppo tecnico” e dunque “bozza per discussione soggetta a cambiamenti”. Come si vede, la considerazione dell’integrazione fatta dal giudice è tutt’altro che chiara e lineare. C’è materia assai consistente, dunque, per discuterne sia nel giudizio civile di merito che davanti al TAR. Il Comune di Pisa, impegnato ad impugnare la delibera della Giunta regionale da un indirizzo unanime del Consiglio comunale e dalle indicazioni dei suoi Uffici, oggi ha conferito al Prof. Francesco Satta, avvocato e docente ordinario di Diritto Amministrativo dell’Università “La Sapienza” di Roma, l’incarico di affiancare l’Avvocatura Civica per rappresentarlo in giudizio in sede di TAR.

LE PAROLE DEL SINDACO. “Avevamo fatto ricorso per fermare la vendita delle azioni Sat della Regione. Poi la Regione ha cambiato la delibera e Corporacion America ha prolungato i termini dell’offerta. Sono quindi caduti i motivi di urgenza e la sentenza di oggi non ha per noi efficacia. Ma il Giudice, ci ha dato due motivi importanti per discuterne sia nel giudizio civile di merito che davanti al TAR. Il primo motivo è il riconoscimento della validità del ricorso per la rottura del Patto da parte della Regione che in corso di Opa volontaria fa rischiare penali così ingenti. Poi il punto debole dell’ordinanza del giudice è che ad oggi non c’è un compiuto progetto di integrazione che giustificherebbe il recesso dal Patto, ma solo un accordo per uno studio di fattibilità. La stessa Regione nega l’accesso pubblico allo studio Kpmg, finalizzato a questo percorso. Abbiamo quindi dato mandato all’avvocato Francesco Satta di affiancare l’avvocatura civica del Comune nel ricorso al Tar. Anche la Provincia si avvarrà dello stesso legale per fare il suo ricorso”.

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